Una definizione della libertà da wikipedia:

Per libertà s’intende genericamente la condizione per cui un individuo può decidere di pensare, esprimersi ed agire senza costrizioni, usando la volontà di ideare e mettere in atto un’azione, ricorrendo ad una libera scelta dei fini e degli strumenti che ritiene utili a metterla in atto. Questa libertà è riconosciuta da tutte le moderne costituzioni.

Ad essa sono inoltre dedicati due articoli della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948:

Art. 19: Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.
Una definizione della libertà di manifestazione del pensiero è inclusa nel primo comma dell’art. 5 della Costituzione della

Repubblica federale di Germania del 1949:

“Ognuno ha diritto di esprimere e diffondere liberamente le sue opinioni con parole, scritti e immagini, e di informarsi senza impedimento da fonti accessibili a tutti. Sono garantite la libertà di stampa e d’informazione mediante la radio e il cinematografo. Non si può stabilire alcuna censura.”.

Queste seconde definizioni di libertà attengono alla manifestazione del proprio pensiero mentre ritengo più interessante per il nostro discorso la prima definizione di libertà.
La libertà è una condizione in cui la persona può pensare, manifestare il pensiero e tradurlo in azione senza vincoli.
Quindi la libertà è un atto interiore che si manifesta all’esterno: io sono libero quando scelgo i miei pensieri e poi li traduco all’esterno, scegliendo le modalità di attuazione.

Questa è la definizione teorica.
Veniamo a noi: oggi nelle condizioni in cui ti trovi a vivere ritieni di essere libero nel senso esplicato precedentemente?

Andiamo sul pratico: la nostra infanzia è una programmazione continua. Cominciamo dai nostri genitori, essi vivono nel condizionamento sociale, vivono centinaia di convinzioni, pregiudizi, giudizi, luoghi comuni etc..Quindi in buona fede cosa fanno? Trasmettono questo mondo di certezze che sono quelle che sono state inculcate loro. Poi andiamo a scuola e fin dalla scuola dell’infanzia siamo programmati ad assumere determinate nozioni e comportamenti che vengono ritenuti socialmente accettabili. La creatività, l’inventiva tutto ciò che è frutto della pura libera espressione del bambino non può essere considerata accettabile. Sia nel primo che nel secondo caso il bravo bambino è quello che si adegua attraverso il  sistema premio punizione (come gli animali) al sistema così come è stato perpetuato.

Il bambino che esce fuori dal sistema?

E’ malato, è schiavo dei suoi istinti, è affetto da sindrome di iperattività. Allora va punito e nei casi più gravi sedato attraverso farmaci (negli Stati Uniti la pratica è ormai diffusissima).
Il bambino si adeguerà..prima o poi si adeguerà…altrimenti sarà giudicato per sempre come un malato.
Poi si passa attraverso il sistema religioso ed anche qui se ti adegui al dogma ed ai riti sei un bravo bambino altrimenti finirainelle fiamme dell’inferno per sempre, perchè Dio ti vuole bene ma può anche punirti in maniera terribile.

Quindi il sistema è questo: se faccio il bravo, mi adeguo, seguo le regole ed i condizionamenti avrò dei premi altrimenti saròdannato per sempre.
Paura, minacce, sedativi mentali.

Il bambino cresce attraverso il sistema.

Questo bambino ormai “normalizzato” diviene un ragazzo e poi un uomo che è ormai parte integrante del sistema.
Cosa dice il sistema ancora?
Che avere una famiglia, che comprare una casa facendo debiti, che avere un lavoro “normale” come tutti è ok.
Che vivere senza vincoli, non accettare il lavoro così come ci dice il sistema significa essere dei poveri emarginati.

Allora noi non scegliamo di comportarci così come ci suggerisce o meglio ci “costringe” il sistema.

Poi il sistema ci dice: fai i soldi a tutti i costi anche andando contro la tua integrità.
Poi il sistema ci dice: se avrai sarai qualcuno altrimenti non conterai nulla!
Poi il sistema ci dice: mors tua vita mea.
Poi il sistema ci dice: non pensare troppo agisci, agisci..
Poi il sistema ci dice: è un mondo pieno di pericoli, di violenza, orrendo devi avere apura e difenderti
Poi il sistema mi dice: devi lavorare perchè altrimenti non puoi pagare le tasse, i debiti e non puoi permetterti il tenore di vitache oggi hai
Poi i sistema mi dice: più lavori, anche 14 ore al giorno e più sei integrato nella collettività
Poi il sistema mi dice: se non accetti tutto questo non sei sano di mente
Questi meccanismi, ne ho citati soltanto alcuni, producono carenza di libertà interiore ed esteriore, infelicità.

Questo ragionamento, queste domande  le faccio anche con me stesso perchè la questione è grossa ed io non ho certezze:
allora io cosa dovrei fare emarginarmi, rinunciare a tutto ed andare a vivere su una montagna etc..?
Perchè il sistema ti mette alle strette vero?
Se sto dentro devo sottostare a tutto questo schifo in cui libertà personali vengono completamente represse e calpestate, se sto fuori divento invece un emarginato..magari più felice ma pur sempre un emarginato.

Le soluzioni?
Io non ho soluzioni, posso raccontarti  come mi difendo e conoscere da te come la pensi..sono alla ricerca di significati.


Le mie soluzioni sono il dubbio, l’ascolto, la scelta .
Il dubbio su cosa possa essere vero, se esiste la verità, chiedermi sempre se qualcosa merita la mia attenzione oppure no.
Ascolto con molta attenzione tutto ciò che mi viene propinato, le opinioni degli altri che rimangono tali, quello che è vero per gli altri e rimane vero solo per essi.
E poi scelgo io cosa mettere nella mia testa, non faccio scegliere al sistema cosa mettere nella testa, sono io che scelgo con coscienza cosa far frullare nella mia testa.
Questa è una modalità di compromesso per rimanere dentro il sistema e non farsi completamente schiacciare compromettendo la propria libertà e felicità.
Ripeto scelta compromesso.

L’altra soluzione auspicabile è che ci sia un risveglio collettivo di coscienza che porti sempre più esseri umani a rifiutare questo sistema schifoso ed adottare uno stile di vita che rispetti la libertà, le scelte personali, e che sia compatibile con un diritto irrinunciabile di tutti gli esseri umani: essere felici.

Con il cuore
Luigi Miano

8 Commenti

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  • Luigi

    Ciao Stella, grazie per il tuo commento.
    Io ritengo che la libertà esca fuori dalla politica, dalla religione e da qualsiasi schema di pensiero che voglia ingabbiarci.
    La libertà è il rischio di essere sè stessi nel rispetto di chi ci circonda. E’ una scelta di amore per sè stessi e per gli altri. E’ scavare e cercare dentro di sè chi realmente siamo e da dove proveniamo. E’ una scelta a volte dolorosa e che può causare solitudina ma gradualmente portare ad una esistenza densa di significato e felice! Ti auguro tutto ciò che tu possa realmente desiderare

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  • Stella

    Ciao Luigi,

    Parole sante!! Penso che siamo tutti coscienti di essere in un sistema costrittivo sia per la nostra mente che per il nostro potenziale. Il problema però è rendersene conto fino in fondo. Soprattutto quando si è giovani e mentre uno cerca di disegnare il proprio futuro con mille incognite, non si riesce proprio a capire se la cosa + importante sia la realizzazione professionale accompagnata da un soddisfacente ritorno economico e volerne sempre di più, oppure se sia mettere su famiglia, oppure se sia giusto scegliere la ricerca e lo studio, o se emarginarsi o magari tutto insieme. La pressione risiede nel tempo necessario per prendere queste decisioni: a volte è semplicemente troppo tardi per prendere un cammino totalmente sconosciuto.

    Per quanto riguarda la tua speranza in un risveglio collettivo di coscienza, non so se l´ideale a cui ti riferisci sia mai esistito su questa terra. Non conosco molto l´India, magari lí c´è stata libertà senza condizionamenti? Penso comunque di no in quanto ritengo la religione un limite alla libertà di pensiero.

    Infine, con il sistema politico che abbiamo (non parlo solo dell´Italia, bensí di tutto il mondo),sommato alla bassa protesta dei corrispondenti popoli, è proprio una sfida raggiungere questo nuovo obbiettivo.

    Comunque mi piace molto la tua idea di scelta compromesso. Proveró a farlo anch´io. Sono anche contenta di sapere che credi nel fatto che ognuno di noi abbia una missione nella vita e che la si possa trovare.

    P.S. Scusa se contribuisco un pó tardi.

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  • gabriella

    Credo che la mia vita sia legata da un filo sottile all’esistenza di tutti e che non esiste dolore o sofferenza che sia solo dell’altro.

    Questo mi ha colpito di quanto ho letto che ti riguarda. Per me vale anche nel positivo vissuto da chi mi circonda. Cosa ha a che fare con la libertà?

    La condivisione umana io l’ho vissuta come sistema imposto….poi ho gustato la libertà di scegliere come reagire e come vivere questo splendido tessuto umano….senza dimenticare che se non scelgo…ma subisco o vivo delle “vite degli altri” (come nel film :) ) non sono più libera e la galera delle mie emozioni non accolte è peggio di qualsiasi costrizione “esterna”.

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  • Luigi

    Grazie molto Flavia, mi puoi dare del tu, della tua testimonianza che coglie perfettamente il senso del mio messaggio.
    Essendo comunque una risvegliata sarà tua responsabilità cercare di diffondere questo risveglio nei confronti di chi ti circonda.
    Un affettuoso saluto

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  • Flavia

    Carissimo sig. Luigi,
    è un bellissimo articolo. Da anni anch’io la penso così e cerco di trasmetterlo a parenti ed amici.
    Nella mia vita lavoro tutto il giorno. Penso che la quantità di cose da fare ogni giorno al lavoro e casa, siano fatte apposta per impedirci di pensare, creare, eleverci spiritualmente e culturalmente. é anche un sistema contro la vita perchè ciò che ci spinge sempre ad una maggiore efficienza e a spendere sempre più tempo per riuscire a sopravvivere senza poter programmare e raggiungere obiettivi superiori, ma anche semplicemente comprare una casa avere dei figli (la libertà può concretizzarsi anche nel conseguire questi obiettivi se è ciò che desideriamo!). Forse questo sistema dipende da una precisa regia che impedisce alle persone di emergere, di essere felici e realizzati, di pensare con la propria testa, di allargare la propria mente.

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  • Luigi Miano

    Viktor Frankl uno dei più importanti testmoni di libertà! grazie Roberta
    @Marco che piacere risentirti mi fa piacere che ti sia piaciuto un articolo un cui s’è tutto me stesso nella assoluta autenticità e senza filtri!
    Ti mando un grande abbraccio in libertà..

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  • Marco

    Articolo MERAVIGLIOSO Luigi!
    Semplice ed incisivo quanto basta, rispecchia completamente la MIA filosifia, e sapere di pensarla, in questi termini, come una persona di gran cultura e carisma come te mi riempie e mi rende soddisfatto!
    Non ho molto da dire, nè da aggiungere, se non l’enfatizzare la “chiave” del tuo articolo: DUBBIO, ASCOLTO ed infine SCELTA come Soluzione alla piaga del “sistema”.
    L’Essere Umano è nato LIBERO; non essere liberi è non essere Esseri Umani! E’ permettere una snaturalizzazione…la propria e quella collettiva, attraverso un silenzio-assenso che rende vittime e complici del furto della propria Identità!
    “Dubbio” quindi, per poter “osservare; “ascolto”, per poter comparare; “scelta” per poter arricchire. Al fine di raggiungere livelli sempre maggiori di Consapevolezza APPLICATA che faccia da ponte tra prigionia e Vita!

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  • Roberta Ashan

    Victor Frankl lo scrittore, quando venne messo
    a nudo dentro un campo di concentramento,
    disse: “potrete togliermi tutto ma non la liberta’
    di scegliere come pensare”.
    ( aggiungo io, anche nel gran mistero del Male).
    Grazie Luigi.

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