Il Koan è un esercizio per attuare il pensiero laterale, la creatività, la libera associazione.

Molti anni fa ho iniziato ad interessarmi dell’oriente, lo Zen, il tiro con l’arco e la “differenza” tra oriente e occidente. E ho scoperto Koan e Haiku.

Il Koan può essere definito come un “indovinello tranelloso“, un esrcizio per la mente, che i monaci buddisti Zen, servivano ai loro adepti, per metterli sostanzialmente alla prova sulla loro illuminazione. Possono sembrare molte volte delle domande o delle risposte (soprattutto) “non senso”. Ma appena ci accostiamo con curiosità e cerchiamo di vedere anche “lateralmente”, liberando da preconcetti il nostro pensiero …

Ma facciamo un esempio, per capire meglio di cosa stiamo parlando.

Un monaco chiese a un suo allievo: “Quando arrivano il caldo ed il freddo, come possiamo evitarli?”. 

Egli disse: “Perché non andate nel luogo in cui non c’è né caldo né freddo?”.

Il monaco disse: “Qual è il luogo in cui non c’è né caldo né freddo?”.

L’allievo concluse: “Quando è caldo, il caldo vi uccide, quando è freddo, il freddo vi uccide”.

La risposta è a mio avviso molto aperta a molti commenti. E’ proprio un pò ipnotica se vogliamo, perchè lascia a chi ascolta la possibilità di interpretare a sua scelta e dare un “taglio” interpretativo personalizzato. L’ipnosi sappiamo essere uno stato naturale di percezione speciale, mi piace dire, nel quale entriamo ed usciamo proprio come se fossimo in una strada con tratti di gallerie e cieli azzurri. Solo tu sai cosa vuol dire …   ;o) . E tentare di dare una soluzione ad un Koan, ci fa entrare “inconsciamente” in uno stato simile all’ipnosi. L’ho verificato su me stesso e lo utilizzo spesso con i miei coachee che cercano soluzioni nuove e “creative” ai loro problemi o semplicemente per ricontestualizzare situazioni presenti.

Altri Koan si riferiscono a situazioni o paradossali o irreali. Provate a rispondere a questi Koan:

Che suono produce la caduta di un albero in una foresta desolata?

Se non puoi fare niente, che cosa puoi fare?
Di’ una parola con la bocca chiusa!

Il Koan ci avvicina alla parte più profonda di chi siamo, e ci spinge a pensare “sul pensiero“.

Per raggiungere “l’illuminazione” occorre meditare su se stessi, sulla dualità del tao, sull’unicità, ma anche meditare per meditare, senza avere uno scopo preciso. Lasciare andare liberamente il proprio flusso di immagini suoni e sensazioni, al fine di “liberarsi” del sè e raggiungere uno stato “superiore

Perchè c’è quello che penso e anche quello a partire da cui penso. Tutti i miei schemi mentali, le mie inconsce credenze, la mia rete di collegamenti inconscia…

Questo tipo di esercizio, e anche tu che stai leggendo puoi creare i tuoi Koan, è una ottima ginnastica per la mente, con un tocco di Zen.

Prova a rispondere ai Koan di questa pagina e posta nei commenti i tuoi personali Koan che ti sono balenati in mente durante le tue riflessioni. Stupisciti e stupiamoci insieme….

Wu!

3 Commenti

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  • Luigi

    Colui che E’ è colui che è vivo..?
    Finche viviamo, siamo..?

    PS: Quella dell’albero mi lascia perplesso.. Non so perkè ma mi viene da pensare, se è desolata allora vuol dire che non c’è nessuno ad ascoltare quel rumore.. O.o

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  • marco malacarne

    Il senso è perfetto, ma sarebbe un errore ;O) se parliamo dello Zen . HAHAHAAAA!

    Mi spiego: Il pensiero non appartiene, il pensiero non è. Ciò che penso è il caffè filtrato, è lo scarico dell’auto … E’ un NON è.

    Il tuo KOAN è un KOAN “moderno” che entra comunque in circolo nel flusso di energia del pensiero.

    Dici bene: si E’. Allora ti chiedo: cos’è che E’?

    Mi piacciono da matti questi giochi, e ti ringrazio del tuo contributo!
    Un abbraccio

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  • Marco Signoretti

    Molto interessante Marco, non ero a conoscenza del Koan.
    Leggendo il Koan “Che suono produce la caduta di un albero in una foresta desolata?” , mi è venuta questa risposta : Il suono dell’Inizio .
    Per il Koan “Se non puoi fare niente, che cosa puoi fare? Di’ una parola con la bocca chiusa!” , mi è venuto in mente: se non si può fare, comunque si E’ !
    Propongo questo Koan da me ideato : ” Qual’è il pensiero che non ci appartiene?”.
    Dimmi se ho colto il senso o se sono sulla strada sbagliata … Grazie

    Amati !

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