Mi capita spesso per lavoro di parlare con tantissime persone e, quando chiedo loro di descrivermi gli obiettivi che si sono posti, sentirmi rispondere in modo più o meno dettagliato. Hanno anche ben chiare le azioni da fare per raggiungere i loro target, ma inesorabilmente, finiscono col naufragare in un niente di fatto.

Ti è mai capitato? Tanti buoni propositi, ma un nulla di fatto in termini di risultato?

Cosa hanno in comune queste persone?

La risposta è: “la lunga lista dei dovrei…”. Dovrei essere più determinato, dovrei affrontare questa situazione, dovrei, dovrei, dovrei…

Equivale a dire al nostro cervello: dovrei, forse, se le circostanze mi saranno favorevoli, sperando che tutto si combini per il verso giusto e con una buona dose di fortuna, poter riuscire a fare questa determinata cosa… forse…

In pratica, manca la vera decisione. Quella che ci fa “bruciare le navi” alle nostre spalle, quella che non lascia altra alternativa se non riuscire, quella dei DEVO invece che DOVREI.

Dietro un dovrei, si nasconde sempre un conflitto, una paura che ci frena e lascia aperta la porta al fallimento come valida alternativa al successo. A volte, abbiamo paura di riuscire. L’incertezza ci frena e ci porta a sopportare anche situazioni non piacevoli. Ma perchè si rimane fermi nonostante la sofferenza? Perchè non si è sofferto abbastaza!!!

Pensaci, ci mettiamo velocemente in azione e rimuoviamo in un batter d’occhio tutte le barriere lì dove le situazioni ci mettono con le spalle al muro. Se domani la banca ti chiamasse per rientrare di 100.000euro con urgenza, sono sicuro che abbandoneresti tutto quello che stai facendo ed inizieresti a chiamare i clienti morosi per rientrare dei vari crediti. Perchè non lo hai fatto prima? Se qualcuno minacciasse di morte una persona a te cara, saresti disposto ad attraversare un burrone passando su una fune rischiando la tua vita. Quanto stai dimostrando oggi il tuo amore a questa persona? Se il tuo medico ti dicesse che stai rischiando la morte a causa del tuo sovrappeso, sono certo che stavolta perderesti i chili in eccesso. Perchè aspettare?

Qual’è il rischio di queste situazioni? Che passato il pericolo, si ritona alla vecchia abitudine e la situazione si ripresenterà più e più volte.

Cosa fare allora? Decidi, ma fallo veramente. Sostituisci i dovrei con i devo, brucia le navi, non lasciarti alternative. Chiam i clienti ed incassa i crediti, comunica alle persone che ami i tuoi sentimenti, mettiti a dieta, ma fallo ora!!!

Nel prossimo articolo, ti darò qualche dritta per poter ottenere questi risultati in modo duraturo. Per il momento ti chiedo di lasciare un tuo contributo e dirmi quali problematiche hai incontrato, eventuali soluzioni vincenti che hai adottato, quali risultati, quali obiettivi ti sei posto.

Ricorda che condividere con altri le proprie paure, i propri risultai, i propri propositi, non solo ci sprona a superare le difficolta ma arricchisce entrambi.

Un abbraccio.

Alessandro

18 Commenti

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  • vallam

    Bhe che dire… mi ritrovo a pennello in questa descrzione, ma sono troppo lontano dallo sbloccarla.

    Non scherzo quando dico che ho mille idee al giorno, e mi reputo estremamente obbiettivo nel dire che l 80% porterebbero ottimi risultati ma… è si ce un ma.

    Mi cadono le braccia prima ancora di iniziare, poi dopo forse domani, oggi no, uffà ecc.. tutti i giorni trovo una non scusa per poltrire e per non mettere in atto ciò che so essere giusto da fare.
    Procrastino tutto il procrastinabile e spirito di sacrificio e costanza zero.

    Quelle poche giornate all’anno che riesco a essere e fare come vorrei, rimangono per l’appunto poche giornate e non mi fanno arrivare da nessuna parte ma solo iniziare mille progetti.
    Eppure per come mi sento dentro potrei dirigere una multinazionale senza problemi.

    Domanda, ma è possibile “cambiare il mondo” solo gestendo la cosa ma facendola fare agli altri?

    lo so sembra un paradosso, ma solo quando sono in team riesco a dare il meglio di me, altrimenti sono svogliato per tutto il resto.

    Non chiedo la risposta che sia la panacea di tutti i mali, ma un punto di vista differente da come forse ormai sono abituato a vedermi.

    Ciao e grazie.

    Rispondi
    • alessandro vella

      Ciao Vallam,
      esistono persone che hanno bisogno di altre persone per realizzare qualcosa e sentirsi responsabilizzate. Probabilmente rientri in questa categoria e devi cercare un team col quale relazionarti. Non si può fare tutto da soli, lo sanno bene gli imprenditori…

      Ma quello che tu mi dici, nasconde altro. Ha a che fare con la MotivAzione: cosa ti spinge ad agire e cosa no? Quali sono i benefici dell’agire? E quelli del non agire? Ed il costo di entrambi?

      Prova a dare una risposta “vera” e meditata a queste domande e poi fammi sapere…

  • lia

    ciao, ma il “devo” non è limitante?
    non è meglio – a livello psicologico ed energetico – un VOGLIO?

    Il DEVO (IMAO) implica una scelta da cui siamo esclusi e a cui dobbiamo semplicemente ottemperare, mentre il VOLERE implica una volontà e quindi un diverso stimolo.

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    • alessandro vella

      Ciao Lia,
      in termini “accademici” hai ragione…
      …ma nella pratica, vogliamo tante cose ma ne realizziamo poche. Mentre il devo non ci da alternative e spesso ci conduce nella direzione del risultato. Tuttavia, molti devo diventano frustranti e limitanti come tu dici.

      Il voglio ha a che fare con le scelte, il devo con l’autodisciplina. Questo è il senso che io intendo dare al termine “devo”.

      Un abbraccio

  • pasquale

    Alesasndro hai secondo me centrato molto bene uno dei problemi del dovrei che è l’aver paura di potercela fare. Molto spesso in noi si è talmente radicata l’immagine di colui che non può, che per definizione è destinatario solo di fallimenti, che ci sembra di violare un ruolo, una regola nel riuscire a fare qualcosa di grande. Aver consapevolezza di ciò aiuta secondo me ad uscire dal guscio dell’incapacità e ci sprona a fare il contrario, anzi ….. se è stato finora che siamo stati incapaci l’unica cosa di nuovo che ci può capitare è potercela fare, perchè non provare con determinazione?.

    Rispondi
    • alessandro vella

      Ciao Pasquale,
      occorre vedere il fallimento non come un punto di arrivo “negativo”, ma come un punto di passaggio in cui riesaminare alcune attività non funzionali e rimettersi in pista con più forza di prima.

      D’altronde si cresce passando attraverso gli errori…

  • Vincenzo

    E’ proprio vero, talvolta la “pigrizia” o il troppo “benessere” ci frenano nel raggiungere i nostri obbiettivi lasciandoli rimanere solo sogni….irrealizati ma per fortuna non irrealizzabili!

    Rispondi
    • alessandro vella

      Ciao Vincenzo,
      ed allora cosa aspetti? Apri il cassetto dei sogni ed inizia a lavorarci su!!!

  • Riccardo

    La costanza…che parola difficile!
    Credo sia una tra le cose più difficli da avere.
    Infatti fatico ad essere costante.
    E’ uno di quei cambiamenti che mi riescono più difficili.
    Costanza e metodo!
    Solo così si riesce ad arrivare dove si vuole a vele spiegate!

    Rispondi
  • Riccardo

    ps: se usi la mia affermazione per il titlo del tuo secondo libro voglio i diritti di autore!! ;-)

    Rispondi
    • alessandro vella

      Ciao Riccardo,
      sai la cosa più difficile da mettere in campo quando si cambia qualcosa è la costanza. Ci si mette impegno, dedizione, ma a volte si casca appena le cose iniziano ad andare meglio.

      Sono contento le stai raddrizzando la tua vita e ti auguro di continuare a “dirigere le vele”.

      PS: ok x i diritti d’autore :)

  • Riccardo

    Sarà che da quando ho cambiato lavoro ho messo a fuoco quello che sono e quello che voglio diventare, ma non è affatto facile!
    In più noto che in giro la gente non fa altro che lamentarsi di tutto, ma poi??
    Cosa fa per cambiare ciò che non gli sta bene?
    NIENTE!!
    E qui io mi sento veramente forte rispetto agli altri perchè ce la sto mettendo tutta per cambiare tutto ciò che non mi sta bene!
    In un anno ho cambiato: lavoro, auto, donna, e tante altre piccole cose!
    Volere è potere, ma ci vuole veramente tanto impegno e dedizione!
    Io sto cercando di essere del gruppo delle 6:26!!

    Rispondi
  • Riccardo

    Cavolo, noi siamo il paese dei dovrei!
    Sto affrontando questa situazione da tempo e sto cercando di eliminare tutti i miei dovrei!
    Un abbraccio anche a te!

    Rispondi
    • alessandro vella

      Ciao Riccardo, mi hai fatto proprio sorridere con la tua affermazione! Sarebbe un gran bel titolo per il mio secondo libro, quasi quasi…

      Fammi sapere quali dovrei hai trasformato in devo con grande successo!!!

      Un abbraccione

  • fabio

    ciao alessandro.sono due anni che di mio ho messo in pratica cio che hai detto nell’ articolo e funziona…..rende tutto piu leggero e aumenta l autostima….io provengo da una fallimento causato dai miei soci i quali mi hanno rovinato ma posso dire con fierezza di esserne uscito solo grazie alla forza di volonta’.ho ancora un grosso dubbio.cosa fare nel futuro.dentro mi sento un leone piu forte che mai ma non riesco ancora a capire quale strada voglio percorrere…mi sai aiutare?grazie

    Rispondi
    • alessandro vella

      Ciao Fabio, grazie mille per la tua conferma.

      Noto una sfumatura che può essere la tua chiave di volta. Leggo dalle tue parole che stai ancora oggi scaricando le responsabilità del fallimento sui tuoi soci, ma ti sei chiesto come hai contribuito anche tu? Cosa ti ha insegnato questa situazione? Come ti ha rafforzato?

      Sicuramente la tua grinta è un tuo grande punto di forza, ma ricorda che le esperienze negative del passato non devono influenzare il tuo presente e quindi il tuo futuro. Il successo è un’attività di gruppo.

      Fermati un secondo a pensare a cosa ti rende unico e come questa cosa può avere valore per il mercato, valuta se c’è un buon business da creare su, cerca chi ti può dare una mano e “vendi” loro il vantaggio che ne avranno, parti con grinta.

      Come fare a capire se è la cosa giusta? Metti su carta il tuo progetto in modo dettagliato e scrivendo al presente, sogna e cerca di visualizzare ogni minimo particolare. Se rileggendo il tutto avrai un gran bel sorriso e ti sentira molto carico, allora sei sulla strada giusta.

      Fammi sapere….

  • giacomina

    Ciao, il mio problema…..vorrei trovare un lavoro, anche trasferendomi al nord.Sono un avvocato abilitato che collabora in uno studio professionale.Il mio lavoro mi piace, anche se impegnativo….ma economicamente non è affatto soddisfacente, diciamo non si riesce nemmeno a sopravvivere…..Quindi, ho iniziato a inviare curriculum in Lombardia, Veneto, Piemonte….e a divulgarlo tra persone di mia conoscenza li.Però, c’è un però…..ogni volta che invio c’è qualcosa dentro di me che mi blocca, forse la paura di perdere quel poco che ho qui?Forse x questo che nonostante le numerose candidature non ho alcun risultato.Cosa posso fare?Come posso più che altro sbloccarmi da questa situazione?Grazie in anticipo x la risposta.

    Rispondi
    • alessandro vella

      Ciao Giacomina, grazie per la tua domanda ed ecco uno spunto che può esserti utile.

      Sai, le nostre emozioni ci mandano segnali che dobbiamo imparare a decifrare, ed in particolare, la tua paura è una paura legata alle decisioni. Mi spiego meglio, decidere deriva dal latino “de-cidere” ovvero da recidere. Significa che la vera decisione è quella che non lascia spazio ad altra alternativa, significa bruciare le navi. Ecco che le tue paure sono legate ad una tua non vera decisione. L’idea di andare al nord è un ripiego o ne sei realmente convinta? Quanto i fallimenti di oggi ti stanno facendo perdere le speranze ed entrare in circolo “idee virus” del tipo perché mi capita questo?

      Cambia domande!!!
      Inizia a chiederti cosa vuoi veramente e cosa sei disposta a fare per ottenerlo. Chiediti cosa stai sbagliando nel modo di porti ed offrirti al mercato. Non cadere nel tranello degli “anch’io” ovvero le persone simili che fanno cose simili ed hanno una fine simile!!! Perchè dovrebbero scegliere te? Come lo stai comunicando? Qual’è il tuo valore aggiunto? Quali vantaggi darebbe al potenziale datore di lavoro? Insomma, perchè sei unica???

      Tira fuori un bel po’ di autostima e valorizza le risposte, mi raccomando con sincerità, alle domande di sopra.

      Altro piccolo consiglio. Non scendere a compromessi, sii coerente nelle azioni rispetto ai tuoi valori.

      In bocca al lupo…

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