Il mondo è pieno di difetti, ma si da il caso che il male alimenti il bene e il bene alimenti il male. E insomma, se finisce il male scompare anche il bene! Per quanto amaro possa essere, è un dato di fatto, ma come vedremo, si tratta di una acquisizione importantissima che può farci vivere meglio: la saggezza può essere davvero alla portata di tutti!

Certo, un essere umano deve evolvere, deve migliorare, deve fare esperienze e far prevalere il bene sul male. Ma anche quando avrà raggiunto il massimo grado di consapevolezza e  di saggezza, ciononostante non raggiungerà l’eterna beatitudine poiché la vita sempre gli riserverà qualche amara sorpresa. Purtroppo, il bene non dura per sempre!

In ogni caso, una crescita inarrestabile non è possibile, perché nella realtà della vita una volta scalata la montagna inizia anche la discesa…. Non si può continuare a salire: c’è unscalata1 limite ad ogni cosa. Anzi, se si cerca di perfezionare al massimo qualcosa, si finisce per trascurarne un’altra altrettanto importante. Oltre un dato punto o limite c’è rovina e distruzione. Le corde del violino devono essere tese al punto giusto per emettere note melodiose, ma se si tendono troppo si spezzano! Persino la Terra e gli altri pianeti non possono avvicinarsi o allontanarsi più di tanto dal sole (perielio e afelio). Un venticello rinfresca, l’uragano distrugge. Il male è intriso nel bene e viceversa, per cui se si sopprime il male, si elimina anche il bene.

Questi pochi esempi sono più che sufficienti a suggerirci la convinzione che bene e male sono le due facce della stessa moneta. In sostanza, la differenza tra bene e male è soltanto una questione di grado o di intensità: oltre un certo valore limite ogni cosa si trasforma da virtuosa in nociva, dunque da bene in male. Ogni cosa in eccesso diventa nociva. E per eccesso s’intende anche l’amore eccessivo, e non solo l’odio eccessivo; anche l’altruismo eccessivo e non solo l’egoismo eccessivo; anche il cibo eccessivo e non soltanto il digiuno prolungato; e anche una vita troppo movimentata e non soltanto una vita monotona.

Ogni cosa richiede l’equilibrio tra i valori opposti e mai l’eliminazione, neanche parziale, di uno dei due termini: il fattore negativo è importante e utile quanto quello positivo.  Nel caso dell’amore, per esempio, è proprio quando esso è eccessivo che si trasforma in odio violento a seguito di una delusione anche piccola! L’odio non sparisce mai: quando una madre sgrida i bambini o si arrabbia, il suo amore ha ceduto il posto all’odio! Senza odio non ci sarebbe neanche l’amore.

bimbo-feliceEcco perché è sbagliato combattere il dualismo. Anche perché si tratta di una caratteristica naturale presente fin dalla nascita. I bambini, infatti, passano dalla gioia al pianto in un baleno, anche se non hanno ancora conosciuto le amarezze della vita. La dualità va perciò soltanto integrata nella personalità e gestita attraverso la flessibilità, l’equilibrio tra i poli opposti e la tolleranza.

Una persona saggia sa essere altruista quando deve essere altruista, ma anche egoista se è il caso di essere egoisti per il bene altrui. Il saggio non sopprime l’egoismo e labimba-che-piange3 durezza, ma li accetta e li integra nella propria personalità. Il saggio sa sempre cosa fare, dispone di infinite scelte proprio perché ha saputo integrare la propria ombra e se ne serve nel modo appropriato al momento opportuno.

La vita comincia ad avere senso ed appagamento quando cessa la lotta accanita e spesso inutile contro ciò che ci sembra brutto e meschino, e si accetta la realtà per quella che è, poiché il male si può tenere a bada soltanto attraverso l’accettazione e l’integrazione. Questa consapevolezza caratterizza infatti il passaggio dall’impaziente e ribelle adolescenza all’acquiescenza dell’età matura. Ma ovviamente i giovanissimi non sono per niente d’accordo! Ed è un bene che sia così altrimenti il marcio tarderebbe a scomparire…!

Ma è pur vero che con l’andar del tempo i giovani si acquietano perché diventano a loro volta vecchi e decrepiti…! E così dalla contrapposizione tra le nuove e le vecchie generazioni la vita cambia e si rinnova in tutti i suoi aspetti. Se ci pensiamo bene, le nazioni più ricche, progredite e democratiche sono proprio quelle in cui i vecchi che rappresentano  la destra, il potere, le forze conservatrici, non mortificano la gioventù che rappresenta le forze rinnovatrici e rivoluzionarie, la cosiddetta sinistra.

Siamo noi a parlare di negativo e positivo, siamo noi a parlare di bene e male, ma come dicevo innanzi, è proprio il male che alimenta il bene e viceversa. Per esempio, dopo una guerra e un terremoto arriva la ricostruzione, c’è tanto lavoro per tutti e le nuove case sono più belle, più sicure e più confortevoli di prima. Ed è anche vero che, purtroppo, dopo il godimento immediato o lo sfogo irrazionale arriva il conto… da pagare: dopo un’abbuffata capita l’indigestione, dopo uno sballo si ricostruzione2sta malissimo, dopo un delitto si va in galera.

Ma allora, se il bene si trasforma in male e il male si trasforma in bene, quale deve essere il nostro comportamento? Cosa dobbiamo fare per sbagliare e soffrire il meno possibile? Dobbiamo ricordarci che le azioni nocive creano sempre sofferenza proprio a chi le provoca perché ciò che diamo ci ritorna indietro! Chi desidera il male del prossimo in realtà lo attira su di sé. Chi danneggia se stesso e/o gli altri con pensieri, azioni e comportamenti (che ben presto si trasformano in abitudini negative), ne paga sempre le conseguenze! Il delinquente fa sempre brutta fine! Le azioni positive sono quelle che assicurano non solo la nostra felicità, il nostro bene, ma anche la felicità e il bene degli altri.

La realtà dunque è che il mondo è retto dalla legge del karma, ossia da cause ed effetti delle proprie azioni: se ci comportiamo bene, se abbiamo buone abitudini otterremo sicuramente il successo, la serenità e la prosperità; ma se abbiamo cattive abitudini, e per esempio non abbiamo voglia di fare sacrifici, la nostra vita sarà un inferno. E fino ad un certo punto potremo ancora rimediare, potremo ancora rimboccarci le maniche, insomma abbiamo ancora sufficiente libero arbitrio; ma se indugiamo troppo, se ci muoviamo con ritardo, raggiungiamo il punto di non ritorno e siamo travolti da un infame destino….

grassonaE per avere buone relazioni col prossimo è importantissimo controllare le emozioni negative come la collera, la confusione, l’attaccamento, l’egoismo e l’invidia, ma per riuscirci bisogna acquisire tanta consapevolezza, tanta pazienza e calma interiore. Appunto, stabilizzare le proprie emozioni significa diventare più calmi e più pazienti e quindi meno ansiosi e più sicuri: e questi obiettivi si raggiungono sicuramente con la meditazione! Ma per raggiungere elevati traguardi necessitano anche tante letture, tanti corsi di formazione e tanta pratica. un-corpo-atleticoInsomma ci vuole molto lavoro su se stessi per migliorare, evolvere, equilibrarsi. Quindi, occorre anche fare “qualche” sacrificio. C’è sempre un prezzo da pagare per raggiungere qualunque obiettivo: non dobbiamo mai dimenticarlo! Non avviene mai nulla di buono se non ci rimbocchiamo le maniche….!

Tutto ciò che ci accade lo abbiamo sempre causato noi, spesso senza rendercene conto, ed è importante comprenderlo per responsabilizzarsi e rimboccarsi le maniche, ma imporsi regole troppo rigide come eliminare e combattere tutto ciò che ci sembra negativo, significa votarsi alla sofferenza perenne! Il segreto per tenere a bada le nostre istanze peggiori è la flessibilità, ossia saper essere buoni o meno buoni a seconda delle circostanze senza mai eccedere nel fanatismo e nella rigidità. Non si può essere sempre buoni. Nessuna mamma, per esempio, compra tutti i giocattoli ai suoi bambini che fanno i capricci. Se lo facesse li rovinerebbe. La verità è che il male è tanto brutto quanto necessario, e comunque non si può eliminare, nessuno vi è mai riuscito…. L’unica cosa che il singolo può fare è integrarlo nella propria personalità in modo da diventare paziente e lungimirante, mentre la società dal canto suo cerca di tenerlo a bada con le sue leggi. La violenza chiama sempre altra violenza, da qualunque parte venga.

Gli esseri umani sono divini soltanto a metà e possono raggiungere la completezza e l’equilibrio non attraverso la soppressione della propria parte animalesca, la cosiddetta ombra, ma proprio riconoscendola e accettandola e imparando ad amarla onde servirsene al momento opportuno. Per diventare più altruista, l’uomo deve prima rendersi conto di essere egoista.

Per diventare saggi basta comprendere che il male alimenta il bene e il bene alimenta il male (1). Infatti, proprio grazie agli errori, ossia al male, arrivano le correzioni e quindi il bene e il progresso; ma le correzioni stesse non sono mai definitive, non sono assolute, e ben presto occorrono nuovi aggiustamenti, in un processo senza fine, perché il bene stesso non è eterno, ma si guasta come la carne non mangiata o la frutta non raccolta: ogni cosa “scade” col tempo come le medicine. Ogni cosa deve morire per poter rinascere a nuova vita o rinnovarsi.

Ma infine, cos’è dunque la saggezza? La saggezza consiste nel non essere mai troppo severi con se stessi e con gli altri, e significa volersi bene anche nelle avversità desiderando sempre la felicità di tutti! Quindi occorre desiderare non soltanto la felicità dei propri genitori, del proprio coniuge o partner, dei propri figli e nipoti, dei parenti e degli amici, ma di tutti attraverso la dedizione e la compassione, qualità queste due che rappresentano l’amore autentico o amore universale,  escludendo perciò l’attaccamento eccessivo e la discriminazione che rappresentano il falso amore. Occorre infatti precisare che niente va escluso e niente deve essere eccessivo, ma tutto deve equilibrarsi armoniosamente con il proprio opposto: è questa  la saggezza!

Nota

1- Vedi anche gli articoli:

– “Dal male nasce il bene” e “Senza sacrifici non ti attiri un c…o dall’universo“.

11 Commenti

Lascia un commento
  • russo vincenzo

    tutti i commenti che ho letto riguardo a te sono gentili perché li meriti e sai perché?
    perché tu spezzi la solitudine dei tuoi corrispondenti .
    il concetto di responsabilità distingue gli uomini di buona volontà ,da quelli disingannati dal male.
    la mente sana ,ovvero non catatonica o schizofrenica, è unitaria tra es,io e super io.
    ovvero ha coscienza di sé in una informazione continua di sé.
    il tratto identitario dell’anima è formattato in una stringa invisibile e continua del sé che è più grande ed estesa del cervello visibile.
    in pratica è la mente che contiene il cervello ,come un suo programma visibile ai sensi.

    Rispondi
  • pasqualefoglia

    Ciao Luigi,
    sei molto gentile e mi lusinghi troppo.
    E ti sono sinceramente grato.
    Un abbraccio
    Pasquale

    Rispondi
  • luigi sardo

    Carissimo Pasquale,
    sei sempre molto chiaro e soprattutto incisivo.
    Per questo leggo i tuoi articoli con molta attenzione.
    Per quanto riguarda l’articolo che mi hai segnalato non l’ho ancora letto.
    Sto procedendo cominciando dai tuoi articoli più vecchi fino ad arrivare agli ultimi.
    Ti farò sapere quando ci sarò arrivato.
    Un caro saluto
    Luigi

    Rispondi
  • Pasquale Foglia

    Carissimo Luigi,
    mi fa piacere che concordi pienamente sulle cose che scrivo.

    Vuol dire che tu sei un lettore in gamba e io so farmi capire.

    Ti ricordo che la terza parte dell’articolo che ci ha fatto fare amicizia si trova sulla vecchia rubrica di piuchepuoi (qui non scrivo da novembre).
    Un abbraccio
    Pasquale

    Rispondi
  • luigi sardo

    Caro Pasquale,
    un poco alla volta sto leggendo tutti i tuoi articoli e li trovo sempre ricchi di interesse e di grande esperienza di vita. Mi piace molto il tuo concetto dell’assunzione di responsabilità. Ognuno di noi è responsabile della propria vita e dei risultati che ha ottenuto. Siamo il frutto delle scelte che abbiamo fatto e siamo quindi la causa delle eventuali conseguenze negative. L’alibi di incolpare gli altri o il mondo non porta a nulla. E su questo concordo pienamente con te.
    Quindi tu dici che bisogna accettare serenamente la nostra situazione. Accettare che è la conseguenza delle nostre scelte e non rimurginarci sopra (“se avessi fatto…”, “se non avessi fatto…”). Indietro non si torna. Quindi accettare la situazione con serenità. Questo da quanto ho capito rappresenta già il primo passo per il cambiamento. Quindi tu dici che in questo modo probabilmente riusciamo ad interagire in maniera diversa con gli altri, ad affrontare in maniera diversa le situazioni e ciò potrebbe anche fornirci nuove opportunità.
    Mi è piaciuto molto inoltre il discorso del sano egoismo e del sano altruismo. Hai ragione. L’egoismo non è un male di per sè. Lo diventa quando per ottenere qualcosa danneggiamo gli altri.
    E’ bello inoltre quando dici che felicità è anche prodigarsi per la felicità altrui. Chiaramente sempre nell’ottica di un sano altruismo non chiaramente eccessivo perchè anche questo ha i suoi risvolti negativi.
    Temi su cui riflettere
    Alla prossima e sempre complimenti

    Luigi

    Rispondi
  • daniela

    “Dobbiamo ricordarci che le azioni nocive creano sempre sofferenza proprio a chi le provoca perché ciò che diamo ci ritorna indietro! ”
    Era questo che volevo leggere come aggiunta al tuo spendido articolo e sono contenta con la mia piccola provocazione, di esserci riuscita.
    “L’unica cosa che il singolo può fare è integrarlo nella propria personalità, mentre la società cerca di tenerlo a bada con le sue leggi.” Hai detto bene “cerca” ma non sempre ci riesce..e le cronache parlano chiaro…! Splendido commento anche quello di Graziella.
    Per far in modo che gli articoli non siano solo belle parole bisogna meditarli e confrontarli con il proprio vissuto quotidiano, perchè solo sperimentando possiamo prenderne consapevolezza.

    Rispondi
    • pasqualefoglia

      Ciao Daniela,
      hai perfettamente ragione. Penso che ormai ti sei accorta che i miei articoli si perfezionano anche grazie al contributo di lettrici sagge e profonde come te e Graziella (e tantissime altre amiche e amici), i cui interventi mi aprono la mente e mi consentono di adattarlo sempre meglio alla realtà di tutti e di tutti i giorni, che poi sembra essere il merito maggiore di un articolo. Dunque grazie per la provocazione, anzi provocami più spesso e anche in modo più stuzzicante.

  • graziella

    Integrazione della propria ombra per me significa riconoscere i propri limiti,i propri errori,le proprie debolezze,vuol dire perdonarsi;il perdono(massima espressione dell’amore) ci libera dalle catene del giudizio che ci condanna a vivere una vita di sofferenza ,ci libera dalle catene del “controllo”sulle situazioni,sulle persone ,sulle cose.Veramente ci affranca.Il punto e’,che ci piaccia o no ,che dobbiamo sempre fare i conti con l’AMORE (in primis verso noi stessi).L’amore,quello vero,e’una meta ardua e difficile come l’equilibrio e la saggezza, ma non per questo irraggiungibile.

    Rispondi
    • pasqualefoglia

      Ben detto, Graziella, ti ringrazio. Completo il tuo discorso dicendo che il punto è che dobbiamo fare i conti con l’amore che spesso si scontra con i nostri istinti che sono naturalmente senza morale. In fondo se ci pensiamo bene, noi sappiamo ciò che è lecito e ciò che non lo è, e tuttavia cadiamo spesso nelle azioni illecite e nocive, ma come tu dici dobbiamo anche saperci perdonare perché siamo esseri umani e non esseri perfetti. Sono gli errori che ci fanno diventare saggi, ossia ci danno il senno di poi….

  • daniela

    Caro Pasquale
    ma come si fa a integrare il male nella propria personalità? Come si fa di fronte alle provocazioni, o al male puro a tollerare, a gestire la collera o la voglia di reagire? Bisogna fare la parte degli ignavi ( cosa a mio avviso ancora più deplorevole) o reagire porgendo l’altra guancia.? Per me la saggezza non è proprio a portata di mano….è una cosa che bisogna conquistarsi con sacrificio passo dopo passo…

    Rispondi
    • pasqualefoglia

      Ciao Daniela, ho scritto che neanche una mamma può essere sempre buona con il proprio figlio che fa i capricci! Dunque di fronte ai delinquenti bisogna comportarsi di conseguenza, e grazie a Dio ci sono le leggi che ci proteggono. La saggezza può essere conquistata seguendo precise regole di comportamento, e appunto, seguendo i principi giusti, tutti possono diventare saggi. Ma se fosse facile raggiungere la saggezza il mondo sarebbe stato molto più accettabile e probabilmente io non avrei scritto questo articolo. Per integrazione del male “ovviamente” s’intende l’integrazione della propria ombra. Grazie del commento.

Lascia il tuo commento

Lascia un commento