Portare a termine una maratona…

Scalare una montagna…

Come spiega anche Bateson nel suo illuminante libro “Mente e Natura”. La chiave sta nell’atteggiamento. Nel non dare ascolto ai dolori del corpo e al dialogo interno che tende a lasciarci vincere (appunto dal sé).

E’ vero, è un tema pericoloso questo, sono d’accordo con te che stai leggendo e pensi: “certo! Allora devo andare avanti fino a farmi male per vincere sul sé?”

Parliamo allora di conoscenza di sé. Fino a dove sono in grado di spingermi? Sento che questa impresa è nelle mie corde?

Allora posso fare un salto di qualità: pormi degli obiettivi stimolanti che siano consoni al mio stato attuale. (Prima salgo i piani del palazzo al nono piano a piedi, e poi tento di scalare il Monte Bianco…). Per poi spingermi oltre, gettando il cuore oltre l’ostacolo, salendo , Italo docet, al mio livello superiore.

Se avete corso una maratona, e io ne ho corse due, sapete quanto sia “mentale” a un certo punto della corsa, lo sforzo per andare avanti. Il vostro sé inizia a parlarvi, per difendere il vostro corpo, … una vocina interna vi sussurra:

“dai, smettila, sei stato bravo ma ora basta…. Senti che hai male alle ginocchia…stai faticando per cosa… pensa che se smetti di correre non devi più soffrire…”

Esiste una caratteristica importante, a questo proposito, si chiama Resilienza, ed è la capacità di rialzarsi (letteralmente di rimettere la barca in galleggiamento dopo che ci si è rovesciati).
Mi piace pensare che in una gara appunto come una maratona, esistano diversi cicli di “rovesciamento” della barca. Ma questo non accade forse anche nella quotidianità?

Ecco! Vinciamo sul nostro sé nel momento in cui siamo pronti a rimettere in linea di galleggiamento la nostra barca, dopo tutte le tempeste possibili…

0 Commenti

Lascia un commento

Lascia il tuo commento

Lascia un commento