frustrazione,autostima,atteggiamento proattivo

Una situazione avvilente,deludente, demoralizzante, deprimente, sconfortante, scoraggiante..in una parola frustrante
La frustrazione è come un ostacolo che si mette di traverso quando speri che una situazione fili via liscia e invece qualcosa si inceppa,peggiora o qualcosa che hai sperato  di ottenere cambia marcia o rallenta.

Le 6 fonti di frustrazione
1 una  scelta sbagliata che hai fatto
2 hai dato importanza e priorità a qualcosa che non valeva la pena
3 scarsa passione in quello che fai o decidi
4 il tuo successo non è ecologico perché lo hai  ottenuto a spese degli altri
5 il tuo successo non è ecologico perché non dà nessun beneficio agli altri
6 metti troppo poca energia e motivazione.Ma sei convinto?
 
 

 

 Pensa a una situazione frustrante che hai vissuto,un obiettivo che pensavi di raggiungere con relativa facilità
Aspettare
rimandare
scegliere fra due scelte opposte es) fra carriera e maternità.

Che tipo di ostacolo era?

Fisico o emotivo? Sociale o professionale?

Aspettare
rimandare
scegliere fra due scelte opposte es) fra carriera e maternità.

Una frustrazione puo’ arrivare:
1 dall’ambiente fisico (salario insufficiente, mancanza di un proprio spazio….)
2 dall’ambiente sociale (luogo di lavoro, vivere in un ambiente centrato sull’efficienza operativa può essere frustrante per chi possiede una personalità desiderosa di coinvolgimento emotivo, contatto umano e comprensione, condizione degli anziani,dell’infanzia ,rapporto con l’altro sesso …)
3 dalla famiglia (genitori iperprotettivi-ansiosi, indifferenza, assenza di un genitore,messaggi educativi contradditori)
4  da problemi personali  (bisogno di indipendenza e di protezione nell’adolescenza, difetti fisici…).
Di fronte ad un ostacolo…azione o reazione ?

Ci sono 5 atteggiamenti
Ognuno di noi ne sceglie in prima battuta uno  quando una cosa non va nel verso sperato

La reazione diretta
E’ l’effetto pentola a pressione dato dallo stress,da uno stillicidio giornaliero di rospi da ingoiare che ad un certo punto mandano in tilt la tua pazienza.
Qundo sei sotto pressione è difficile valutare con calma e razionalmente la situazione quindi reagisci( re-azione) con aggressivita’ verso la causa, la situazione o le persone che fanno parte di essa o magari ti arrabbi con te stesso per aver sopportato troppo,essere stato troppo buono.
La rabbia rappresenta la tipica reazione alla frustrazione sia fisica che psicologica. “Se qualcosa è andato male, ci sarà una colpa; la colpa è di qualcuno; questo qualcuno deve essere punito”.
Quel “qualcuno” puo’ essere la persona stessa o un’altra.

La reazione triangolata
la tua rabbia si scarica contro  terzi.
Classico è rompere un oggetto per non rompere il muso a qualcuno oppure   quando te  la prendi con il /la partner perche’ il capo sul lavoro ci ha dato una strigliata  o ci ha criticato…).
Quanto pesa la tua rabbia?
L’intensita’ della rabbia dipende dalla massa critica della frustrazione,da quanta ne hai accumulata  o da quanto tempo ti senti sotto pressione
Facciamoci del male
Se sei cresciuto col messaggio‘non va bene arrabbiarsi,non sta bene’ sarà difficile per te esternare la rabbia.
Accumulare rabbia per paura delle proprie reazioni,di non riuscire a controllarsi porta spesso al blocco.
 Infatti alla radice della depressione c’ è quasi sempre  una rabbia che non si riesce ad esprimere contro qualcosa o qualcuno e che rivolge contro di sé.
Apatia
Molte volte  di fronte ad un ostacolo alcune persone sono assalite dall’angoscia, sono incapaci di reagire e finiscono per scivolare nella apatia sempre meno motivate a fare qualcosa per cambiare,modificare una situazione sfavorevole .
L’apatia è l’estrema protezione da un’angoscia altrimenti insopportabile. Ansia, angoscia e apatia sono reazione più o meno consapevoli che la persona mette in atto per difendersi dalla frustrazione.
Non basta sapere,si deve anche applicare,non è abbastanza volere,si deve anche fare.”Goethe

L’atteggiamento ok :essere proattivi
Quando ti trovi di fronte ad un ostacolo cosa vuoi e puoi fare in prima battuta?
In primis valuta il problema: cosa hai in mano concretamente ?( i dati concreti)
quali sono i fatti? I fatti sono neutri.
quali sono i pro e contro?
quali risorse hai o puoi mettere in campo per sbloccare l’ostacolo?
CHI  può aiutarti a far luce e mettere a fuoco lo stato dell’arte?

3 Commenti

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  • vittoria nervi

    Ciao Angelo
    i contributi,le riflessioni sono sempre benvenute

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  • Angelo

    Mi concedi gentilmente, Vittoria,
    un po di spazio per esprimere una
    mia opinione commento?

    Se gradito è quanto segue…

    Le frustrazioni sono sempre dietro l’angolo….
    di tanti aspetti e di diverse intensità,
    sempre pronte ad assalirmi!

    Ciò che hai espresso in questo brillante tuo articolo è lo specchio di me stesso.
    Ad ogni causa corrisponde un effetto, si direbbe…
    in termini di realtà contestuale nella quale presenzio e vivo, il risultato
    è conseguenza di questa legge di fatto.

    Riflettendo, in base al significato che io attribuisco ad un determinato risultato ottenuto da data una azione, percepisco soddisfazione , oppure scontentezza: questo è un logico aspetto della realtà interiore.

    Esiste di fatto un sistema a sua volta complesso, sempre oggetto di studi profondi, la mente. Se lasciata con poco controllo, o addirittura senza,da noi stessi coscientemente, perde l’intelligenza di supervisione all’istante e contestualmente i pensieri e le azioni che derivano da tale situazione, sono talvolta privi di una consapevolezza ordinaria.

    Questo è l’inconscio(correggimi se sbaglio),legato
    in prima analisi all’istinto primordiale, quello dell’uomo delle caverne per intenderci!
    Legato anche alle abitudini ordinarie acquisite, ed opera, inviando segnali di avvio ad una sorta di “pilota automatico” metaforicamente definito.
    Il supervisore, ossia l’inconscio, ha tutti i requisiti per poter comandare delle rapide decisioni istintive, compreso e, sopratutto il controllo degli aspetti emotivi della mia persona. Questo è il complesso sistema di processi psichici.
    Questo sistema agisce senza che la mente mia intervenga.

    Si parlava di frustrazioni, vero?
    ..e quali ripercussioni provocano su di me?

    A questo punto, I RISULTATI SULLA MIA FISICITA’ sono lo SPECCHIO DELLA MIA SPICHE, condizionata dall’emozione. L’azione che seguirà e produco sarà una conseguenza, data di fatto.

    Se avrò subito qualche nefasta situazione in un contesto poco gradevole alla sensibilità della mia persona, che in qualche modo contrasta la mia natura istintiva, la scala dei miei valori, ai miei personali sentimenti arriveranno istantaneamente risposte emotive in termini di:

    -frustrazione
    -scontentezza
    -insoddisfazione
    -tristezza
    -apatia
    -ecc. ecc.

    ……….in base alla mia valutazione di gravità che attribuisco a tale situazione.

    Tutti fattori, questi, comunque legati ad una intensità più o meno forte di come ho percepito e quindi concepito il contesto negativo vissuto,
    alla quale attribuisco per definizione un vocabolo che identifica il mio stato d’animo conseguente.

    Ecco che avviene in me, una istantanea attività di pensiero, una trasformazione, in tempi rapidissimi, questione di nanosecondi.
    Tali pensieri a loro volta creano una reazione fisica energetica sul mio organismo, condizionando così il mio stato d’animo e in termini pratici, in questo caso si chiama malessere.

    Queste funzionalità fisiche, hanno una corrispondenza in termini biochimici sul mio sistema vivente tutta la mia persona.
    Una serie di risposte bioelettriche che influenzano l’insieme di organi che svolgono una funzione vitale ben definita regolando e coordinando il sistema endocrino e nervoso….
    A questo punto tutto si riverserà sul mio stato di salute, stati d’animo e comportamenti relativi.

    Mi sono lasciato scivolare le dita sulla tastiera per un commento e mi trovo che ho sforato….. in un campo delicato e di NON DI MIA COMPETENZA.
    E’ certo che il Medico Specialistico(e qui le specialità sono diverse)è il solo titolato e competente in materia, quindi ha piena facoltà ed autorità per esprimere l’esposizione delle sue complete conoscenze.

    Io ho collocato in modalità semplicistica ed incompleta un mio concetto acquisito ed appreso su me stesso.

    Quindi, detto questo per personale esperienza,
    sottolineo che la frustrazione altro non è che l’ombra dei miei pensieri in una data condizione che ritengo negativa,con una graduale intensità regolata sempre dai miei pensieri e da un grande apparato organico vivente di una perfezione ultra.

    Il pensiero è un provetto pilota come può anche essere all’opposto un pilota spericolato.
    Più il mio pensiero è negativo, più la reazione di frustrazione sarà deleteria e distruttiva nei miei confronti e ne consegue certamente la qualità della mia vita.

    Personalmente,
    durante il percorso di crescita dopo la maturità, ho effettuato consapevolmente e volontariamente, una continua programmazione e deprogrammazione della mia mente, per poter stare al passo con i tempi e guidata in particolar modo dalla curosità!
    Posso dirti che è un allenamento e chiunque può affrontarlo, basta un po di buona volontà, una presente consapevolezza e sempre interesse rivolto al miglioramento della propria personalità e del proprio spirito.
    Evolvere è un dovere che necessariamente prima o poi è da assumere!
    ….e mai si finisce di imparare, almeno personalmente!

    La lettura del tuo post, ha risvegliato in me, ricordi passati e ho il dovere e piacere di ringraziarti per ciò che tu hai scritto con ampio ingegno, sensibilità, competenza e suggerimenti utilissimi! Grazie di cuore.

    Gentile VITTORIA,
    per questa pertinente esposizione che mi sono concesso, altro non vuol essere che un SEMPLICE MESSAGGIO DI BUON UMORE ALLA FRUSTRAZIONE!

    Cordialmente e con estremo rispetto rivolto a te Vittoria e a tutto lo Staff di PIUCHEPUOI, porgo DIMOSTRAZIONE DIGRTITUDINE!
    ….suggerisco di prendere il mio commento con le pinze perché è solo un punto di vista personale.

    Ti auguro buone cose :-)
    Cordiali saluti.
    Angelo D.

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  • Anonima

    Ma quello che mi chiedo Dott.sa ,ma può capitare che hai un qualcosa e non riesci a capire il motivo. Nessuno conosce il tuo corre meglio di te, come mai non riesci a capire dove e il problema per poter andare a riparare.
    Una volta sembra il marito che pare piu comunicativo, disponibile, ma soprattutto di una allegria che magari con te no lo fa mai o raramente in parte.
    Una volta ti sembra il collega di lavoro che ti sembra che fa di tutto per far emergere la tua scarsa professionalità.
    Un’altra ancora l’amico di famiglia e che dubita delle tue capacita di prendere la responsabilità .
    Tanti fonti tutte diverse e con tutta la volunta di capire che ti succede non ci riesci ma sai consapevole che non vivi la tua vita anche sei perfettamente che solo tu poi decidere come vivere la tua vita!
    Anche se leggi una montagna di libri: Autostima , Pnl ,Coach ma poi non so come, da che dipende ti ritrovi e rivivere le stesse sensazioni.

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