Per il bene dei bambini, dei ragazzi e dei giovani adulti di oggi e di domani.

Darwin aveva ragione.

Anche se la sua opera è datata e le nuove scoperte hanno sollevato più domande di quante risposte siano riuscite a fornire, è indubbio che la base del suo lavoro resta valida e confermata:

la vita evolve.

Il pianeta Terra evolve, l’universo evolve, gli animali evolvono e l’essere umano evolve.

Perché dico tutto questo? Perché è insensato pensare di interagire con i bambini e i ragazzi d’oggi come si faceva 40, 30, 20 o anche solo 10 anni fa.

E non dire che ho ragione.

Perché lo pensi, ma poi non lo metti in pratica! Infatti sapere e conoscere sono due cose diversissime.

Tu SAI di doverti relazionare con una ragazzina o un ragazzino in modo differente, il fatto è che non CONOSCI un modo differente di farlo e quindi ti ritrovi a usare i vecchi schemi mentali, provati, collaudati e inefficaci.

Un esempio? In qualità di Personal Coach che ha sviluppato un protocollo di lavoro per genitori ed educatori, mi trovo frequentemente a lavorare con i bambini e gli adolescenti. Recentemente ho avuto un colloquio con le insegnanti di una ragazza con cui sto lavorando. Risultato?

Ho parlato per un’ora dei meccanismi cerebrali dell’essere umano, ho spiegato quali sono i processi preferenziali di apprendimento di questa ragazza, ho illustrato quali sono le potenzialità della memoria e ho chiarito che alcune capacità immaginative di questa persona sono opportunità e non problematiche.

Ho esposto concetti di comunicazione strategica e ho motivato queste persone ad assumersi una maggiore responsabilità.

Non mi aspettavo certo l’appoggio totale e incondizionato da parte della scuola…ma almeno un po’ di sostegno e di voglia di collaborare, questo sì!

E invece il verdetto finale è stato lapidario: “tutto molto bello, ma ci sono troppe scuse, alla fine per studiare bene 5 pagine ci vogliono almeno 2 ore di lavoro e per imparare davvero le cose occorrono giorni e giorni”.

E se le cose stessero diversamente?

Prendiamo l’immaginazione: quanto si è evoluta nel corso degli anni?

Se in un giorno qualsiasi del 1898 avessimo detto “si può andare da Milano a Roma in un’ora” ci avrebbero presi per matti, perché avrebbero immaginato di dover far andare un cavallo a 600 km orari, cosa evidentemente impossibile.

Ma appena 5 anni dopo l’immaginazione ha permesso di sviluppare l’aereo, e tutti conosciamo i livelli raggiunti dall’aeronautica nel secolo successivo!

Guardati attorno, ovunque tu sia. Tutto ciò che ti circonda, fatta eccezione per piante, animali e natura in genere, è stato costruito dall’uomo.

Questo significa che è stato immaginato: è esistito nella mente di qualcuno prima di esistere concretamente nella realtà che ti circonda.

Pensa a tutto ciò che è stato inventato e scoperto nell’ultimo secolo e confrontalo con quanto è stato inventato e scoperto nei secoli precedenti.

Ora pensa a quello che è stato creato negli ultimi 20 anni e confrontalo con quanto è stato inventato e scoperto nel secolo scorso.

La crescita è esponenziale! L’umanità continua a evolvere e a generare nuove risorse sempre più sviluppate e sempre più gestibili.

Quando negli anni ’40 Enrico Fermi e il suo team della Columbia University svilupparono la bomba atomica, avevano a disposizione il top della tecnologia, il meglio della ricerca, l’avanguardia della tecnica, strumenti utilizzabili solo da pochissimi scienziati.

Oggi tutto questo portento impallidisce di fronte all’ultimo modello di iPod! E non serve certo una laurea al MIT per imparare a usare un iPod, né tanto meno i fondi del Ministero della Difesa.

Questo è potuto accadere solo perché qualcuno si è chiesto “perché non quello? Perché solo questo?”

E se anche l’apprendimento avesse seguito le stesse orme dell’immaginazione?

Se anche imparare fosse un processo che evolve e si modifica?

Qualche tempo fa, proprio su PiùChePuoi, c’è stata una conferenza del mio amico fraterno Matteo Salvo sulle tecniche di memoria e di apprendimento strategico.

Quando io e Matteo lavoravamo insieme, siamo stati a fare una conferenza nella mia vecchia scuola per far conoscere questa strabiliante opportunità a insegnanti e alunni.

Ero tranquillo perché a seguire la presentazione c’era la mia insegnante di greco del ginnasio, e siccome io ero uno di quelli che andava bene a scuola contavo sul suo appoggio.

E invece niente!

Ma perché mai studiare dovrebbe essere faticoso, spiacevole e inutilmente laborioso?

Adesso conosciamo tantissimi aspetti del funzionamento del nostro inconscio e della nostra mente, allora perché non mettersi un po’ d’impegno per imparare a usarli a nostro vantaggio?

Ovviamente prevenire è meglio che curare…e non è mai troppo tardi per intervenire e rimboccarsi le maniche!

So che è impegnativo e so che tutte le cose sono difficili prima di diventare facili: so anche che far crescere qualcun altro è un’esperienza straordinaria e meravigliosa.

Ecco perché ho sviluppato un percorso che rendesse facile, divertente e agevole scoprire come comunicare efficacemente con i ragazzi: l’ho fatto perché sono convinto che dobbiamo continuare a evolvere tutti insieme.

C’è un’unica cosa certa in questa vita: il cambiamento. E più cerchi di resistergli, più soffrirai.

Quando invece entri nel flusso e impari a seguire il percorso più adatto alle vere esigenze, tue e di chi ti circonda, tutto diventa più semplice e appassionante.

Non temere, io sono al tuo fianco per sostenerti in questo affascinante viaggio.

38 Commenti

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  • grazia

    …… non ho parole!
    credevo di essere una visionaria….vedere i bambini e i ragazzi come menti in evoluzione continua… potenziale al massimo livello e non macchine da produzione maccanizzata… grazie per aver espresso il mio pensiero così chiaramente. se mai Lei dovesse fare un corso di aggiornamento dalle parti di Roma e provincia (molto provincia! :D) la prego di famelo sapere ne sarei onorata.
    grazie ancora

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  • mattia lualdi

    ottimo!

    ti auguro davvero il meglio di tutto allora :-)

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  • fede

    p.s..hai ragione smetterò di mangiare bambini quando il mio bambino e il mio adulto avranno realizzato il loro desiderio..che spero e credo di aver individuato….

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  • fede

    ciao mattia..grazie per la rispopsta..
    si vede che sei un bravo professionista…mi è piaciuta tanto la tua affermazione:Mi auguro che tu smetta presto di mangiare i bambini e inizi a occuparti dei tuoi desideri :-)
    capisco appieno qiuest’affermazione..(faccio psicoterapia da qualche,mese è stata una mia scelta quasi”casuale”,e mi diverto tanto,quindi un minimo di consapevolezza l’ho acquisita e spero di andare fino in fondo)….
    mi chiedi dove voglio andare….attualmente scendere in me stesso,acquisire maggiori strumenti per conoscermi,rimanere centrato…ed entrare sempre più in contatto con le mie emozioni….insomma prendermi quei strumenti che in passato non mi sono stati dati…
    e perchè no….lavorate coi bambini….a me non dispiacerebbe affatto..ma per farlo voglio cercare di pulirmi quanto più possibile della mia”roba”del passato…..sai com’è,proiettare il meno possibile…le ansie e le paure “ereditate”
    da premettere che il mio percorso di studi mi ha portato altrove,ma perchè non muovermi anche verso nuovi orizonti?… paura dell’ignoto permettendo
    grazie

    Rispondi
  • mattia lualdi

    “per quanto i miei propositi possano essere positivi vanno contro corrente ai modelli che gli vengono proposti a scuola,con li amici e in famiglia…”

    lo so, succede spesso! Ma se credi davvero in quello che fai e agisci con le migliori intenzioni nulla ti potrà davvero demoralizzare e potrai sempre rialzarti, perché ciò che conta davvero è lo scopo per cui fai tutto questo.
    A volte dobbiamo lottare da soli, dobbiamo aprire la strada e fare in modo che gli altri ci seguano…non è facile, ma è possibile e spesso è l’unica via.

    Mi auguro che tu smetta presto di mangiare i bambini e inizi a occuparti dei tuoi desideri :-)

    Scherzi a parte, ho capito perfettamente cosa intendi con “bambino interiore” e ci tengo a farti capire una cosa: qualsiasi schema funziona fino a quando ti rende più libero e ti semplifica la vita…adesso che hai capito che la responsabilità di amarti è tua, puoi anche concentrarti su di te nella tua interezza, senza preoccuparti di sezionarti in personalità multiple :-)

    Hai ragione: l’amore dipende da te ed è una tua responsabilità! Il passaggio è: consapevolezza -> indipendenza -> amore -> felicità e il punto è che non esiste una via per la felicità, dal momento che la felicità è l’unica via!

    Quindi è un circolo virtuoso che solo tu puoi alimentare.

    Ci sono moltissimi libri e letture che possono fare al caso tuo (a partire dagli articoli che ho scritto e soprattutto dai relativi esercizi) quello che ti chiedo è semplicissimo: dove vuoi andare? Cosa vuoi realizzare?
    Solo così potrò suggerirti il meglio per te!

    Rispondi
  • fede

    ciao mattia….
    mi ero sempre ripromesso di legere quest’articolo e finalmente l’ho fatto…che dire….mi è piaciuto tanto…anch’io nel mio piccolo..porto avanti la mia battaglia…nel corso anno scolastico ho fatto un pò di dopo scuola ad un bimbo..bellissimo…ma ahimè con delle piaghe enormi…..non sono un educatore(ache se l’idea di farlo spesso mi accompagna),ho cercato di proporgli nuovi modi di pensare,nuove prospettive..ma per quanto i miei propositi possano essere positivi vanno contro corrente ai modelli che gli vengono proposti a scuola,con li amici e in famiglia…da un po di tempo avevo iniziato il mio percorso interiore…ma questo bimbo ha accellerato il tutto….mi prendevo cura di lui…in realtà ,ora so volevo prendermi cura del mio bambino interiore….ti faccio una domanda quindi…l’amore,verso il mio bambino interiore occorre che sia incondizionato,vero?non è il mio bambino interiore che mi deve amare…ma io adulto è necessario che ami quel bimbo in maniera incondizionata…?inoltre potresti propormi libri,letture ecc. che possano essermi d’aiuto nel mio cammino?
    saluti

    Rispondi
  • mattia lualdi

    Cara Serena quando si leggono parole utili e precise come le tue va sempre bene! Ben venga la gente che si dilunga in questo modo.

    Hai ragione: i bambini ci danno realmente un’opportunità di crescita e miglioramento e dobbiamo imparare a sfruttarla.

    E hai centrato perfettamente anche il discorso insegnanti: con tutto il tempo che i ragazzi passano con loro è giusto che si crei un rapporto straordinario.

    Detto questo, mi fa piacere che tu e tuo marito stiate facendo questo percorso di crescita insieme, perché è sempre emozionante trovare persone desiderose di imparare e migliorare…anche io sono così e quindi mi ci trovo bene :-)

    Al momento gli unici corsi dal vivo che tengo io sono quelli per avere le certificazioni professionali in PNL rilasciate dalla Society of NLP, la società di Richard Bandler (co-creatore della PNL) e presto ci saranno novità riguardo ad altri tipi di corsi, quindi ti terrò aggiornata!

    Rispondi
  • Serena

    Si beh, scusa ho sbagliato… il titolo del corso è ‘Tuo figlio è un campione!’…. Perdono!!! :P
    Un abbraccio.
    Sere

    Rispondi
  • Serena

    Carissimo Mattia,

    ho regalato il tuo ‘Mio figlio è un campione’ a mio marito per la festa del papà (in realtà l’ho preso per tutti e due… la festa del papà è stato il pretesto giusto!!!). Stiamo ascoltando i tuoi audio separatamente (perchè per lavoro Paolo è via quasi tutta la settimana) ma è molto interessante poterci confrontare sui contenuti del corso e sulle esperienze quotidiane con i bimbi…
    In realtà, è proprio grazie ai miei figli che ho iniziato un fantastico percorso di crescita personale (ho fatto diversi corsi, da quelli di PNl a quelli più spirituali, e sono coach delle tecniche di Roy Martina)e mi rendo conto di quanto sia stimolante poter essere strumenti e aiuto per la crescita di bambini e ragazzi (e anche degli adulti!!!) come d’altra parte mi rendo conto di quanto sia impegnativo e di come ogni giorno ci siano nuove ‘sfide’ e nuove opportunità di crescita anche per me proprio attraverso loro.

    Mi rendo conto anche di quanto sia importante il ruolo degli insegnanti… d’altronde i nostri figli stanno a scuola e sono a contatto con loro almeno 8 ore al giorno… sarebbe bello proporre alle scuole dei per-corsi per i bambini e perchè no per le insegnanti… d’altronde i nostri figli saranno gli uomini di domani e non possiamo pensare che imparino solo a sopravvivere… vorrei che tutti potessero arrivare alla consapevolezza del potenziale che hanno dentro di loro…
    Scusa se mi dilungata… sarebbero davvero tante le cose da dire… e anche da fare!!! :)
    Intanto io inizio da me… e poi spero di poter arrivare ad essere abbastanza preparata per poter anche aiutare altre persone nei loro percorsi!!!

    Ti verrò a trovare con qualche domanda più pratica nell’area riservata… ho qualche ‘opportunità’ di crescita con i miei figli che voglio affrontare!!! ;)

    Un abbraccio e grazie di tutto!!!
    Sere

    Ps: esiste qualche corso ‘live’ che tieni tu??? ;)

    Rispondi
  • mattia lualdi

    Non faccio in tempo a finire di scrivere le mie risposte che già mi trovo nuovi commenti…e che commenti per giunta!

    Anna e Marco grazie!
    Incarnate perfettamente lo spirito di queste pagine e per me è un onore confrontarmi in questo modo.

    Più diffondiamo questo atteggiamento e più sarà facile concretizzare queste idee!

    Rispondi
  • mattia lualdi

    “Alcune persone forse si domanderanno perché mai io abbia scelto di scrivere su questo argomento, dal momento che ci sono così tanti lavori di uomini straordinari che hanno trattato il soggetto in modo approfondito e scrupoloso; e soprattutto, perché dovrei farlo ora, in un tempo in cui questo argomento è diventato così arbitrario che i suoi professionisti si rifiutano di rifarsi a qualsiasi regola e principio, detestando il solo nome “scuola” e vedendo le regole come la morte stessa.

    Ci sono certamente molti autori famosi per conoscenza e competenza che hanno lasciato molte opere di teoria su questo argomento, ma non hanno detto nulla sulla PRATICA, e quel poco che c’è è difficilmente applicabile.
    Generalmente si accontentano di dare qualche esempio ma nessuno ha sentito il bisogno di creare un metodo semplice che permetta allo studente di progredire gradualmente, avanzando passo dopo passo fino alla maestria.

    E in questo compito io non voglio essere bloccato dai detrattori della scuola o dalla corruzione dei nostri tempi.
    Il mio obiettivo è quello di aiutare i giovani che vogliono imparare. So che ci sono molte persone talentuose che desiderano imparare e che finora sono rimaste disperatamente insoddisfatte a causa della mancanza di mezzi e di un insegnante.
    Noterai caro lettore che ho lasciato molto poco spazio alla teoria e molto di più alla pratica perché, essendo l’azione la base dell’eccellenza, è di questo che c’era maggiormente bisogno.

    Studiare è un piacere piuttosto che un compito”.

    Da dove vengono queste parole?
    Da qualche sovversivo studioso dell’apprendimento umano?
    Da qualche esperto di PNL?
    Leggile attentamente, non credi che facciano proprio al caso nostro?

    L’aspetto più divertente è che queste parole hanno quasi 3 secoli.
    Infatti, questa è la prefazione del testo “Gradus Ad Parnassum” trattato di contrappunto pubblicato nel 1725 da Johann Fux, compositore della corte di Vienna.

    Il Secolo dei Lumi, non è chiamato così il ‘700?
    E invece già all’epoca c’erano problemi con la scuola…vien quasi da pensare che ci siano sempre stati!
    E così il nostro Fux si inventa un metodo, scritto nella forma di dialogo, per insegnare a chiunque il contrappunto, un sistema compositivo vecchio di qualche secolo che oramai tutti denigravano.

    L’aspetto ancora più divertente è che questo è stato il libro con cui hanno studiato i vari Hadyn, Mozart e Beethoven, considerati dai loro contemporanei i più rivoluzionari dei rivoluzionari.

    Perché dico tutto questo?
    Perché voglio far capire che la base dell’apprendimento è fatta di concetti pratici, semplici e immediati, che vanno coltivati con disciplina e determinazione.

    Voglio far capire che gli insegnanti, gli educatori e gli allenatori hanno davvero in mano le chiavi per un futuro migliore.

    E non voglio far sembrare tutto facile!
    Leggete l’articolo che avevo scritto PRIMA di questa lettera aperta per comprendere fino in fondo l’atteggiamento che sta alla base di tutto quanto abbiamo detto finora

    http://www.piuchepuoi.it/desideri-chi-ha-detto-che-sarebbe-stato-facile.html

    Rispondi
  • mattia lualdi

    @ Graziella

    Prego, per me è un piacere e una gioia fare tutto questo :-)

    @ Emanuela Pat

    Quindi il punto centrale per te adesso è riuscire a tenere sotto controllo il dolore, giusto?
    Sei convinta del fatto che riuscirai ad esprimerti molto meglio quando sarai in grado di gestire la tua condizione fisica, ho capito bene? E potrai anche essere più efficiente e fare molte più cose, è così?

    Forse non sai che la PNL è nata studiando il lavoro di Milton Erickson, grandissimo ipnoterapeuta e studioso del cervello umano.
    Perché ti parlo di Erickson? Perché lui soffriva di poliomielite e ne ha passate parecchie.
    Prima dei vent’anni ha avuto il primo attacco gravissimo ed è rimasto paralizzato, ha sentito il medico dire a sua madre che sarebbe morto prima dell’alba e così ha deciso di morire guardando il tramonto.
    Solo che era totalmente paralizzato, come spiegare a sua madre che voleva che lei spostasse il letto verso la finestra?
    Poteva muovere solo gli occhi e ha impiegato diverso tempo per instaurare una comunicazione basata sul movimento degli occhi.
    Dopo questo sforzo sovrumano succede qualcosa di molto strano…Milton Erickson non muore!
    Rimane paralizzato per oltre un anno e tutto quello che può fare è osservare: osserva le sue sorelle, osserva sua madre, osserva gli ospiti, osserva la vita e prende mentalmente nota.
    Milton ha una sorella molto più piccola e deve re-imparare a camminare guardando sua sorella che impara a camminare!

    A questo punto ha ormai scoperto un sacco di cose sull’essere umano e studia medicina e ipnosi per poter approfondire tutte le intuizioni che ha avuto mentre era paralizzato.
    Perché ti racconto tutto questo?
    Perché la poliomielite torna a fargli visita nel corso degli anni (tanto da mandarlo sulla sedia a rotelle negli ultimi anni di vita) e gli causa non pochi dolori.
    E cosa fa Erickson per tenerle testa?
    Usa l’ipnosi ovviamente.

    Io non voglio affatto proporti soluzioni miracolose o dirti che puoi risolvere la tua situazione dall’oggi al domani.
    Voglio solo farti capire che ci sono persone, come Milton, che hanno saputo gestire il dolore anche nelle sue forme più acute e che sono state sufficientemente determinate da mettere la propria vita al primo posto, più in alto della sofferenza.

    Sia chiaro, qualsiasi terapia va adottata in conformità con il proprio stato di salute, io non sto affatto facendo una diagnosi e non voglio darti false speranze, voglio solo proporti un paio di strumenti che possono esserti d’aiuto in questo tuo percorso verso il benessere.

    Innanzitutto ti suggerisco di approfondire il discorso ipnosi, puoi leggere un mio articolo al proposito:

    http://www.piuchepuoi.it/ipnosi-esiste-davvero-cose-cosa-puo-fare-per-te.html

    c’è un mio commento, datato 14 dicembre, che propone un ulteriore esercizio oltre a quello proposto nell’articolo.

    E poi ti consiglio questa tecnica, non invasiva e semplicissima da applicare:

    http://www.alohainternational.org/html/dynamind_italian.pdf

    ribadisco che questi strumenti sono da usare affiancati a ciò che stai già facendo per la tua salute e non vanno intesi come sostituti di una terapia.

    @ Filippa

    ottimo, grazie!
    Allora pianificheremo qualcosa insieme.
    Ero certo che questo articolo avrebbe portato a risultati produttivi.

    @ Yuly

    “mi sento sollevata e finalmente mi concentro sullo studio, incuriosendomi sempre di più sul contenuto del libro! quindi studiare deve essere un piacere non un massacro! dobbiamo solo ascoltare le nostre esigenze fisiche in modo da poter trovare il giusto stimolo per intraprendere lo studio…”

    che parole sagge e preziose!
    Quello che dici è straordinario ed è la base per uno studio sano e produttivo.
    Consiglio anche a te di leggere l’articolo sull’ipnosi segnalato qui sopra perché sono sicuro che troverai gli strumenti adatti per ridurre quelle prime due ore impegnative a qualche minuto.

    A presto e buon lavoro!

    Rispondi
  • mattia lualdi

    @ Laura

    Buona sera e benvenuta!
    Fa sempre piacere incontrare nuove persone interessate alla crescita e al miglioramento personale.
    Effettivamente il caso ti ha aiutata un bel po’ eh?
    Sai come diceva Qualcuno “chiedete e vi sarà dato” ecco, ti sei creata un’ottima opportunità!
    E hai già espresso un atteggiamento fondamentale: “impegno…per quanto riguarda un Nostro Cambiamento per poi arrivare ad un Loro Cambiamento o Miglioramento” ecco, questa è la base del lavoro che dobbiamo fare insieme e quando avrai letto anche gli altri miei articoli capirai che è proprio la stessa base del mio atteggiamento.
    Grazie di tutto.

    @ Pasquale

    “ti ostini a pensare che la scuola sia un ambiente antiquato dove docenti tiranni si ostinano a trasmettere in modo unidirezionale un sapere statico di cui si ritengono i depositari assoluti ad un pubblico passivo?”

    tu l’hai detto.
    Ci tengo solo a farti notare che il mio discorso non verteva sul sapere o sulla tirannia dei docenti, né tanto meno voglio dare tutte le responsabilità agli insegnanti.
    Però io conosco bene la scuola perché non ci sono uscito da troppo tempo e lavoro con persone che vanno ancora a scuola, quindi ho un’idea precisa di come stanno certe cose.
    Tu parli molto appropriatamente di pubblico passivo: purtroppo i ragazzi sono così molto spesso (colpa della tv, della maleducazione, del disinteresse e di un’immaginazione troppo veloce per gli standard scolastici) ed è altrettanto vero che non tutti i docenti brillano per alte capacità di Public Speaking.
    Senza contare poi che gli insegnanti avrebbero a loro disposizione un enorme potere ipnotico, che non sfruttano minimamente perché ne sono inconsapevoli e magari addirittura lo usano male, dando messaggi negativi (proprio perché non ne sono consapevoli).

    “Io, per esempio, ho seguito un corso sulla PNL…Gli argomenti trattati erano interessantissimi, tanto che ho deciso di approfondirli personalmente Tuttavia mi sono reso conto che già da tempo applicavo molti dei principi della PNL, magari in modo non sempre consapevole”

    ottimo!
    Inoltre hai centrato un punto essenziale della PNL e cioè il fatto che in realtà è un’analisi approfondita e sistematica dei nostri processi mentali, non di quelli di qualcun altro.
    Sono inoltre sicuro che hai condiviso queste esperienze e conoscenze con i tuoi colleghi e che hai fatto in modo di diffondere un approccio ancora più efficace e ancora più incentrato sui ragazzi di quanto non facessi già prima.
    Io credo che ci sarebbe davvero bisogno di molti più insegnanti come te.

    “semplicemente perché partono da una convinzione limitante: insegnare è un compito facile, che non richiede delle competenze specifiche. Altrimenti non si spiegherebbe perché la gente comune non si senta in grado di criticare l’operato di un medico o di un avvocato”

    a parte il fatto che non mi sento di definire “comuni” le persone che hanno scritto finora, dal momento che hanno portato opinioni e idee assolutamente fuori dal comune, devo fare una precisazione importante: secondo me insegnare è uno dei mestieri più impegnativi e delicati che esistano.
    Per questo ho aspettative molto alte nei confronti dei docenti.
    Mi rendo anche conto che i corsi di preparazione e di aggiornamento non sono esattamente il top del top e non tutti sono mentalmente aperti come te e disposti a frequentare altri corsi.
    D’altra parte credo fermamente che insegnare sia qualcosa che vada fatto con passione, determinazione, precisione e una competenza fuori dal comune, perché avete in mano il futuro.
    Normalmente la gente non critica in pubblico medici o avvocati per un motivo semplicissimo: hai citato due categorie di lavoratori dotati di assicurazione.
    Quando sbagliano pagano.
    A volte addirittura rispondono PENALMENTE del proprio operato.
    Se un insegnante sbaglia, chi risponde?

    @ Francesca

    Ecco per chi ho scritto questa lettera: per gli insegnanti come te.
    Perché non voglio che molliate.
    Nella maniera più assoluta!
    So quanto sia impegnativa la tua situazione e so quante poche gratificazioni ricevi, eppure hai un compito troppo importante per abdicare, per favore non farlo.
    Hai perfettamente ragione quando dici che non sempre puoi essere al top, ecco perché scrivo così tanti articoli e realizzo così tanti percorsi, perché voglio diffondere il più possibile queste strategie, voglio che ciascuno di noi possa dare sempre il meglio di sé.
    Che non significa riuscire sempre a realizzare i propositi che ci siamo posti: significa sapere di aver fatto tutto il possibile e anche qualcosina in più.

    Rispondi
  • anna

    ciao mattia,trovo bellissimi questi dibattiti che sifanno in questo spazio aperto.il confronto….cosa c’è di più bello al mondo….siamo tutti coinvolti in questo spazio bellissimo che è il mondo,per cui dobbiamo cambiare atteggiamento e tu in questo sei il numero uno-sono d’accordo con te quando dici che tutti abbiamo in noi potenzialità innate.Purtroppo le persone sono abituate a guardarsi intorno e copiare senza rendersi conto se quello che copiano è giusto o è sbagliato.per fortuna che poi in noi c’è un faro che quando poi si accende ci fa rendere conto indipendentemente da tutto e da tutti dove vogliamo arrivare con il nostro intento .Continua cosi sei un grande.

    Rispondi
  • Marco

    “…esistono soltanto tre maniere efficaci per educare: la paura, l’ambizione e l’amore. Noi rinunciamo alle prime due.” Rudolf Steiner

    Give a man a match, and he’ll be warm for a minute, but set him on fire, and he’ll be warm for the rest of his life.

    “se mi dai un pesce mangio per un giorno, se mi insegni a pescare mangio per tutta la vita”.

    Mi piacciono gli aforismi ;o)

    Cio’ che Mattia dice, lo interpreto nella purezza del messaggio: insegnamo con Amore, attenzione e Passione e avremo fatto cio’ che e’ piu’ importante.

    Un’idea incredibile e’ quella che gli insegnanti si facciano insegnare dai ragazzi come insegnare!
    Questa e’ pura follia meravigliosa. Ma possibile che non ci sia la possibilità di COME divulgare una scuola ECCELLENTE ? E’ sensibilità? E’ una setta quella che e’ attenta a questi temi?

    Non lo credo. Gia’ tutti noi che ci parliamo indirettamente in questo blog, che ci leggiamo senza conoscerci, siiamo il fuoco, la canna da pesca e (soprattutto) l’amore.

    Grazie Mattia, sei un granello di sabbia :O)

    Rispondi
  • yuly

    ciao mattia, sono le tre di notte e non riuscivo a dormire ma per fortuna c’è questo mezzo di comunicazione chiamato internet che mi tiene compagnia nelle mie notti “in bianco” =).
    casualmente sono entrata nella mia posta elettronica ed ho trovato un tuo invito alla lettura…
    devo ammettere che ho letto con piacere le tue parole e sono contenta che qualcuno abbia finalmente trovato il coraggio di dire la verità… io ho 21 anni e frequento l’università, e non ti nego che spesso ho trovato molto difficile cercare la concentrazione per studiare…
    però non mi arrendo mai e ogni volta che non ho la giusta concentrazione cerco un mio abiente che mi rilassi per poi concedermi totalmente allo studio! a dir la verità le prime due ore le trovo massacranti in quanto non ho aquisito del tutto la concentrazione ma poi inizio a pensare che già aver trovato lo spirito di iniziare a studiare è un punto a mio vantaggio… ed è così che mi sento sollevata e finalmente mi concentro sullo studio, incuriosendomi sempre di più sul contenuto del libro! quindi studiare deve essere un piacere non un massacro! dobbiamo solo ascoltare le nostre esigenze fisiche in modo da poter trovare il giusto stimolo per intraprendere lo studio…

    Rispondi
  • Filippa

    ciao, mi chiamo Filippa e sono un’insegnante di matematica e fisica. Mi è piaciuto il tuo intervento e sarei felice di collaborare con voi per fare delle sperimentazioni.

    Rispondi
  • EMANUELA PAT

    Per ottenere dei risultati ritengo indispensabile la concentrazione! Premetto questo xchè pur condividendo le tue idee mi chiedo come posso mettere in atto un diverso modo di concepire la vita quando un dolore di tipo cronico ed incurabile nn mi consente di concentrarmi? Ultimamente ho la sensazione di sopravvivere soltanto, profondamente amareggiata x tutto il tempo e le opportunità che perdo quotidianamente! Sono anni che sono alla ricerca di una soluzione!!!

    Rispondi
  • graziella

    Grazie Mattia,semplicemente grazie,per aiutarci a diventare MIGLIORI!
    Un abraccio affettuoso Graziella

    Rispondi
  • francesca

    Eccomi! :) sono una maestra di scuola elementare. I bambini? Fantastici, dal più bello al più brutto, dal più intelligente al “meno” intelligente. Dal più vivace al più riservato. Spettacolari, sorprendenti; a volte rido di cuore nel pensare alle loro espressioni, alle loro intuizioni e affermazioni. Mi emozionano, mi divertono, mi inteneriscono e mi preoccupano. Già, mi preoccupano pure. Perchè per insegnare bene, non solo ci vogliono nuove modalità di insegnamento ma, anche totale dedizione ed energia e non sempre mi è possibile esserlo, sia fisicamente, sia moralmente… Sono un’umana normale. Perciò spesso mi sento in colpa. Il carico di lavoro per rendere entusiasmante e divertente una lezione è non indifferente. Le risorse e le strutture della scuola carenti. In più, spesso, vedi vanificato quello che fai dalla tirannia televisiva. Bambini super vivaci, ognuno con una propria personlità. Chi sereno, chi riservato, chi emotivo, chi irrequieto, chi chiaccherone, chi con problemi di relazione con gli altri. Qualcuno agiato e con una sana famiglia alle spalle. Qualche altro conteso tra due genitori. Qaulche altro con genitori che pretendono tanto. Qaulcuno che invece proviene da situazioni svantaggiate e i genitori lo curano “quanto basta”. Ognuno di loro ha una propria personalità differente, a seconda da dove e come vive. Tutti da assecondare, comprendere, guidare. Difficile gestirne 25 e coinvolgerli emotivamente tutti. A volte, a seconda i casi, li vedo proprio come li ha definiti Freud “perversi poliformi”.Una scuola al passo con i tempi? Si può fare, si dovrebbe assolutamente fare, ma non è semplice.Sia per situazioni logistiche, organizzative e strumentali, sia perchè secondo me molti bambini cercano di “sfuggire agli apprendimenti” poichè per apprendere in certi casi devono un pò anche essere “costretti” a farlo e questo toglie libertà dell’essere. Insegnare mi piace…ma il caos nella scuola è totale e io se potessi abdicherei :) La responsabilità è enorme. Troppo grande per me…. Spero di essermi spiegata chiaramente :) Detto ciò….complimenti Mattia per ciò che sei e per ciò che scrivi. Ti seguo sempre anche se commento poco :)

    Rispondi
  • Pasquale

    Ciao
    insegno inglese in una scuola superiore di Napoli. Concordo completamente con quello che dici, tranne che in un punto: perché anche tu, come ormai tutti, ti ostini a pensare che la scuola sia un ambiente antiquato dove docenti tiranni si ostinano a trasmettere in modo unidirezionale un sapere statico di cui si ritengono i depositari assoluti ad un pubblico passivo? Forse non vi siete resi conto che anche la scuola. come l’immnaginazione e i meccanismi di apprendimento, si è evoluta enormemente e non è affato come 20 anni fa. Non sapete neanche quante energie positive e professionali esistano al suo interno, quantii docenti che si mettono in discussione e sperimentano continuamente nuove meteodologie di insegnamento-apprendimento. Io, per esempio, ho seguito un corso sulla PNL con Giovanni Annunzita, che stimo moltissimo. Gli argomenti trattati erano interessantissimi, tanto che ho deciso di approfondirli personalmente Tuttavia mi sono reso conto che già da tempo applicavo molti dei principi della PNL, magari in modo non sempre consapevole: analisi degli stili di apprendimento dei ragazzi, presentanzione delgi argomenti secondo una metodologia mista, in modo da consentire ad ognuno di apprendere secondo il suo canale preferenziale, comunicazione paraverbale e non verbale,cooperative learning in modo da attenuare le barriere emotive e le credenze limitanti, ecc. Tutti pensano di avere le competenze per criticare la scuola, come molte delle persone che ti hanno risposto… semplicemente perché partono da una convinzione limitante: insegnare è un compito facile, che non richiede delle competenze specifiche. Altrimenti non si spiegherebbe perché la gente comune non si senta in grado di criticare l’operato di un medico o di un avvocato.

    Rispondi
  • mattia lualdi

    Ciao Vincenzo, le domande che fai sono chiare e legittime!

    – La soluzione quale sarebbe?

    In realtà non c’è una formula magica o una pillola che risolva ogni cosa!
    Si tratta piuttosto di un insieme di atteggiamento e di voglia di migliorare le cose.
    Scoprire nuove strategie, apprendere nuove tecniche e decidere di essere propositivi sono tutte azioni fattibili, semplici e alla portata di tutti.
    Non sto dicendo che sono immediate e facili, sto dicendo che possiamo impegnarci per imparare come comunicare in maniera efficace e produttiva, mettendo i bisogni e le necessità del nostro interlocutore al primo posto.
    Costruire nuove strategie è impegnativo e se decidiamo che è anche appassionante e divertente possiamo farlo diventare un gioco da ragazzi.
    Ti faccio questo esempio: nel mio percorso “Tuo figlio è un campione” spiego che i bambini non hanno assolutamente nessun problema di autostima.
    Sono gli adulti e la scuola a far sorgere questa dimensione (cioè le variazioni di autostima) che in realtà nei bambini non avrebbe ragione di esistere.
    Perché l’autostima ha una formula semplicissima: so quello che devo fare e lo faccio = alta autostima, so quello che devo fare e non lo faccio = bassa autostima.
    I bambini non hanno problemi del genere, perché fanno e basta!

    – Cosa bisogna fare per sradicare queste vecchie e per certi versi cattive abitudini?

    Essere esempi in prima persona.
    Quello che fai parla a voce così alta da impedire di sentire ciò che dici…quindi agisci nel migliore dei modi, assicurati che siano le tue azioni a parlare per te e concentrati sui risultati che vuoi ottenere, perché i problemi saranno sempre lì, sia che tu sia concentrato su di loro, sia che tu sia concentrato sulle soluzioni.
    Concentrandoti sulle soluzione c’è anche la possibilità di risolverli i problemi, quindi non credi che sia una buona idea indirizzare il focus verso ciò che può funzionare come strategia risolutiva?

    – Anche io vorrei che qualcosa cambiasse ma poi mi chiedo: io che potere ho?

    Non lo so.
    Questo devi dirmelo tu.
    Io so di poter influenzare le persone attraverso internet e attraverso gli incontri dal vivo.
    Tu con chi hai l’occasione di interagire?
    E poi, soprattutto, già semplicemente vivendo nel migliore dei modi tu permetterai a molti altri di seguirti e di imparare dalle tue scelte, magari anche senza che tu te ne accorga!

    Rispondi
  • Laura

    Buonasera Mattia Lualdi, mi chiamo Laura Brumat e da pochissimi giorni sto iniziando a ricevere le vostre e-mail… dopo che un giorno “casualmente” sono capitata nel vostro sito e dopo che… “sempre casualmente”… era da due, tre giorni che pensavo fra me e me “avrei tanto bisogno di trovare persone così!”. Bene! Mi sa che le ho trovate!!
    Sono anch’io un Educatore e sono da sempre stata appassionata a questo tipo di lavoro, alla grande capacità ed impegno che richiede a noi in prima persona soprattutto per quanto riguarda un Nostro Cambiamento per poi arrivare ad un Loro Cambiamento o Miglioramento.
    Mi vengono tantissime cose in mente ma per ora mi limito a dire che sicuramente inizierò a frequentarvi perchè faccio parte di quella categoria di persone che ha Assolutamente Voglia e Desiderio di Cambiare ed Evolvere!

    Laura Brumat

    Rispondi
  • mattia lualdi

    @ Francesco

    Grazie mille e sai cosa ti dico? Condivido in pieno quello che hai scritto!
    In particolare le frasi che citi (“Ti pare che la soluzione è così semplice?”, “Se fosse vero lo farebbero tutti”, “Se non me lo hanno insegnato a scuola allora non è dimostrato scientificamente”) sono spassosissime e sono ancora all’ordine del giorno.

    Hai ragione, ognuno deve fare il suo percorso e uno degli aspetti essenziali da considerare è l’ambiente.

    Proprio ieri leggevo un testo di un musicista che mi ha fatto riflettere moltissimo.
    Pat Metheny è un chitarrista jazz straordinario che ha avuto la possibilità di farsi costruire uno strumento pazzesco, in pratica un’intera orchestra controllabile direttamente dalla sua chitarra (http://patmetheny.com/orchestrioninfo/index.cfm)

    Quello che mi interessa è questo:
    Pat ha dichiarato che questo cambiamento ambientale (l’ha definito proprio così) gli ha permesso di scoprire aspetti della musica e della sua personalità che non ha mai avuto modo di affrontare nonostante suoni professionalmente dagli anni ’70!

    L’ambiente è l’insieme delle persone di cui ci circondiamo, il tipo di letture che facciamo, le abitudini che acquisiamo (o che abbandoniamo) e il tipo di sfide che ci poniamo.

    Troppo spesso crediamo che le soluzioni stiano chissà dove, mentre in realtà basta cambiare qualche piccola abitudine e modificare il proprio atteggiamento!

    @ Aida

    Grazie grazie grazie!
    Queste parole mi spingono a fare sempre meglio.

    @ Marco

    Parole sagge caro Marco, parole sagge!
    Si vede che oramai hai intrapreso il tuo percorso e sei in grado di essere un esempio grazie ai tuoi comportamenti e alle tue scelte.

    @ Klara

    Cosa vuoi veramente?
    In quale direzione vuoi andare?
    Cosa ti appassiona e cosa ti interessa profondamente?
    Cosa desideri davvero?
    Dove sei ora vuol dire solo dove sei…ciò che conta è dove stai andando.
    Come sei al tuo meglio?
    Come vuoi che siano le tue giornate d’ora in avanti?

    @ Francesco

    Guardati attorno…vedi tutti i commenti e le mie risposte?
    Ecco il senso dell’articolo.
    Di cosa parla di preciso?
    Fondamentalmente della scuola :-)

    @ Alberto

    ;-) fa piacere avere sostenitori in casa!

    @ Lucia

    Come dico sempre, l’unica cosa certa a questo mondo è il cambiamento e più ti opporrai ad esso, più soffrirai.

    Hai ragione Lucia, il mondo evolve e noi possiamo solo cavalcare l’onda e seguire il flusso!

    Secondo me la felicità è inversamente proporzionale alla resistenza: più siamo chiusi, corazzati e fermi, più siamo insoddisfatti e incapaci di cogliere la felicità in ciò che ci circonda.

    Inoltre basta pensarci: in natura tutto ciò che è definitivamente rigido è morto.

    Rispondi
  • mattia lualdi

    @ Angelo

    Grazie, come sempre!

    @ Giovanna

    Intanto, è MATTIA e non Matteo. Va bene, hanno lo stesso significato e vengono dalla medesima parola ebraica, ma se è Mattia, perché cambiarlo? Oramai mi ci sono affezionato.

    Complimenti per l’iniziativa, l’intraprendenza e l’atteggiamento.
    Mi spiace che poi tu abbia scelto di non continuare a coltivarli nell’ambito scolastico.

    Tu hai ragione, non è sempre tutto un gioco, la vita non è un gioco (o forse sì?) e il punto centrale è che condivido il messaggio anche se non ne condivido i termini.
    Perché parlare di sacrificio e non di disciplina? Perché decidere che alcune cose debbano essere noiose e frustranti?

    Tu hai iniziato il tuo commento esponendo una grandissima verità: quando ci divertiamo impariamo infinitamente meglio e più velocemente.

    Ora voglio farti riflettere su una cosa: la curiosità non è determinata da ciò che studiamo! La curiosità è un processo mentale interno all’essere umano.

    Infatti ci sono persone che sono appassionate dei metodi di accoppiamento degli insetti. Questo significa che l’essere umano può interessarsi davvero a qualsiasi argomento.

    Le persone vedono l’autodisciplina come sacrificio, non comprendendo che invece è il nostro più grande alleato!
    Infatti noi possiamo decidere il MODO in cui facciamo le cose.
    Non tutto è sempre estremamente piacevole e non tutto è sempre divertente, d’accordo.
    Ma perché dovrei sottomettermi a questi aspetti superficiali?

    Possiamo invece scegliere di adottare un modo diverso di fare le cose.

    Prendiamo un esempio banalissimo come fare le scale musicali al pianoforte.
    Noioso? Certo.
    Appassionante? Non direi.
    Essenziale? Ovviamente!

    E quindi cosa possiamo fare per rendere questi esercizi speciali?

    Farli concentrandoci sul beneficio che ci daranno?
    Non credo proprio, perché in questo modo saremo concentrati sul futuro, quindi su qualcosa che ancora non esiste e ci dimenticheremo di vivere il presente.

    Farli distrattamente pensando che tanto sono indispensabili?
    Di nuovo, significherebbe non vivere il presente e perderemmo una straordinaria opportunità per aumentare la nostra consapevolezza e concentrazione.

    Se invece decido di fare quello che sto facendo usando tutta la mia attenzione e focalizzazione la situazione cambia drasticamente.

    Infatti, quando faccio le scale al pianoforte pensando che quello che sto facendo è essenziale esattamente NEL MOMENTO IN CUI LO STO FACENDO la mia prospettiva cambia e a quel punto posso dare infiniti significati a ciò che sto facendo.

    Ovviamente dipende da me scegliere i significati più utili, costruttivi e produttivi possibili.

    “non sempre faccio quello che mi piace fare, né sempre sono contenta dei risultati che raggiungo :)Questo vogliono far capire le insegnanti ai ragazzi :)”

    Sei sicura che questo sia il miglior insegnamento disponibile?

    @ Alessandra

    Permettimi di darti un consiglio: decidi cosa vuoi fare e abbandona i condizionali.
    Conosco il metodo steineriano e sono convinto che sia un’ottima scelta.
    Se le resistenze vengono dal padre è giusto affrontarle serenamente e approfonditamente, se invece vengono dall’esterno limitati ad ascoltare i consigli più saggi e disinteressati per poi fare le tue scelte.

    Ogni tanto c’è diffidenza, disinformazione, resistenza, ignoranza, inconsapevolezza eccetera eccetera.
    Ma sono contento di aver adottato l’atteggiamento giusto per affrontarle sorridendo e divertendomi nel negoziare le soluzioni più efficaci.

    Qualcuno si diverte ad andare a pesca o in bicicletta…io mi diverto a convincere le persone che c’è un modo diverso di vivere la vita: più facile, più divertente e più produttivo!

    @ Stefano

    Grazi infinite, davvero.
    Soprattutto ti ringrazio perché sei un esempio concreto di come sia facile decidere di assumersi delle responsabilità e rimboccarsi le maniche in prima persona invece di recriminare.
    Complimenti per la consapevolezza!

    @ Francesco

    Fantastico! Allora avremo modo di confrontarci anche nell’area riservata di “Tuo figlio è un campione”.
    Hai ragione da vendere e pensa che la frase “perché non quello? Perché solo questo?” l’ho presa da un ricercatore del MIT (why not that? Why only this) che sviluppa proprio sistemi informatici, virtuali e cibernetica.

    Proprio Einstein diceva che un problema non può essere risolto allo stesso livello di pensiero in cui è nato.
    Bisogna fare un salto in avanti, guardare oltre e cercare ciò che ancora non è stato trovato.

    La parola “avanti” è magica! Ti permette di usare tutta la tua creatività quando ne hai più bisogno.

    Proprio ieri ho assistito a una conferenza di Herbert Benson, che è stato uno dei primi medici a studiare sistematicamente le correlazioni tra mente e corpo e a studiare gli effetti della spiritualità sul corpo umano: ha detto chiaramente che la scienza è in grado di dimostrare come la mente umana possa controllare volontariamente i geni del nostro corpo.

    Ci sono tantissime pratiche per farlo e molti aspetti da allenare: voi siete la dimostrazione che tutto questo si può diffondere!

    Rispondi
  • Vincenzo

    Ciao Mattia. E’ la prima volta che mi trovo a scrivere qui, ho letto la tua lettere perchè per certi versi la trovo molto interessante. Sono un ragazzo di 24 anni cresciuto diciamo “alla vecchia maniera”, coi vecchi metodi di studio insomma, non per questo però non provo un certo interesse per quello che hai detto anzi tutt’altro. Quello che però non mi è chiaro è: qual’è il messaggio che vuoi trasmettere con questo articolo/lettera? Ok sono anch’io d’accordo che i vecchi metodi non funzionano (o funzionano parzialmente) coi bambini e ragazzi di oggi, ma la soluzione quale sarebbe? Cosa bisogna fare per sradicare queste vecchie e per certi versi cattive abitudini? Cosa possiamo fare noi? Io stesso cosa posso fare? Anche io vorrei che qualcosa cambiasse ma poi mi chiedo: io che potere ho?

    Spero che le mie domande siano state chiare e comprensibili. Ti saluto in attesa di una tua risposta (ci conto).

    Grazie e ciao!

    Vincenzo.

    Rispondi
  • LUCIA

    CARO MATTIA,

    HAI PERFETTAMENTE RAGIONE!!!

    BISOGNA SOLO PENSARE AL FUTURO, SPECIALMENTE SULLE BASI INFORMATICHE E TUTTO QUELLO CHE NE SEGUE!!!

    DIECI ANNI FA NON MI SAREBBE NEANCHE PASSATO NELL’ANTICAMERA DEL CERVELLO DI AVERE IL COMPUTER IN CASA E DI SCRIVERE E-MAIL AI MIEI AMICI CHE NON HO MAI VISTO E NEANCHE CONOSCIUTO IN PERSONA, INVECE ECCOMI QUA CHE STO SCRIVENDO A TE!!!

    SECONDO ME L’EVOLUZIONE E’ LA PARTE INTEGRANTE PIU’ GROSSA LEGATA AL NOSTRO FUTURO, XKE’ SE NON CI FOSSE NON CI SAREBBE NE’ PASSATO, NE’ PRESENTE E NE’ TANTOMENO IL PROSSIMO (INTESO COME FUTURO)!!!

    IO LA PENSO COSI’, POI LE ALTRE PERSONE NON LO SO!!!

    Rispondi
  • alberto

    sai già cosa penso delle tue performances, non ho bisogno di dirti che sei tra le persone che ammiro.
    ciao.

    Rispondi
  • Francesco

    Ciao Mattia. Leggo sempre con piacere i tuoi interventi.
    Ma questo articolo…che senso ha?
    Non ho capito di cosa parla di preciso.

    Rispondi
  • klara

    Caro Mattia..La cosa più brutta è sentirsi soli con se stessi..incapaci di reagire..assorti in uno stato di trance massacrante…sentendosi incapaci di tutto …senza riuscire a prendere in mano la propria vita..con tanta paura di ritornare sui propri passi..con mille problemi..di ripartire..e di fare i conti con se stessi..A volte è difficile superare tutto questo..anche quando si era forti e razionali..Mi piace il tuo approccio alla vita..Quello che scrivi è splendido..denota una grande tranquillità e serenità mentale..quella che in questo momento io non ho e mi sembra di non riuscire a recuperare..per dire di vivere a 360/gradi..senza sprecare un giorno..e ogni momento di vita..Comunque..le tue parole..trasmettono uno stato di piacere…incredibile..Ciao..Mattia

    Rispondi
  • Marco

    Caro Mattia, hai toccato un tasto fondamentale! La società in cui viviamo vive rinchiusa in convinzioni collettive molto potenti che tendono ad auto-rafforzarsi e sostenersi. Mi piacerebbe sapere qual’è la tua reazione emotiva difronte alle resistenze del sistema scolastico, ma vedo già il tuo sorriso e la tua voglia di seguire la tua strada con serenità. Troppo spesso usiamo come punto di riferimento i nostri “successi” od “insuccessi”. Qualcuno mi ha insegnato che queste due parole non hanno valore. Otteniamo infatti dei Feedback e attraverso essi possiamo cogliere spunti per crescere e migliorare. Una persona un giorno disse “Sii Tu il cambiamento che vorresti nel mondo!”. Grazie Mattia! Grazie! Marco

    Rispondi
  • AIDA

    mattia sei uno grande. cosa posso aggiungere a queto bellissimo articolo. sono felice per te che non solo hai realizzato come vivere felice ma rriesci a comunicare a chi a voglia di viaggiare con noi.con stima aida

    Rispondi
  • Francesco benesserefisicoementale.com

    La resistenza al cambiamento delle persone è stata una delle più grandi sfide che ho dovuto affrontare.

    Tanti anni fa quando ancora le informazioni non circolavano in questo modo su internet, mi preoccupavo di portare nuove tecniche di medicina alternativa e pratiche salutari per la mente e il corpo al fine di aiutare quanta più gente possibile.

    La cosa assurda è che anche quando i risultati erano facilmente riscontrabili le risposte erano sempre le stesse: “Ti pare che la soluzione è così semplice?”, “Se fosse vero lo farebbero tutti”, “Se non me lo hanno insegnato a scuola allora non è dimostrato scientificamente” ecc.

    Ovviamente poi la poca apertura mentale di queste persone si rifletteva sugli aspetti della loro vita.

    Poi capii che molte persone adoravano potersi lamentare e avere problemi… e così decisi di non ostinarmi più a migliorare forzatamente la vita delle persone.

    Iniziai a circondarmi solamente di persone che avevano un grado di consapevolezza ed evoluzione superiore alla norma cioè tutti coloro che volevano migliorare la loro vita in vari modi.

    Di fatto credo che ognuno è destinato a vivere la vita in base al proprio grado di evoluzione.

    Quindi dopo aver portato l’informazione se quella persona la rifiuta significa che in qualche modo non è ancora pronta a fare quel passo.

    Magari per assurdo ha bisogno ancora di un pò di sofferenza per potersi evolvere…

    Quello che fai Mattia è molto bello. Ti seguo da dietro le quinte sui tuoi lavori.

    In vari modi porti le giuste informazioni e dai alle persone la possibilità di migliorare la propria vita.

    Complimenti

    Rispondi
  • Francesco

    Verissimo, io nel mio piccolo riscontro le stesse resistenze in azienda (sono il direttore dei sistemi informatici). Le persone hanno spesso una sorta di arterio sclerosi che le porta a fare sempre le stesse cose, convinte che, proprio perchè “si è sempre fatto così”, sia il comportamento migliore….Ho tre figli (l’ultima nata da 2 settimane!) e ho acquistato Tuo figlio è un campione. Ho 40 anni e ancora molto da imparare, non voglio e non smetterò mai di farlo finchè mi funzionerà il cervello. Einstein diceva “che tutti sono convinti che una determinata cosa sia imposssibile, poi arriva qualcuno che non lo sa e la inventa”. Ce ne vorrebbero persone come te…. Ciao e buon lavoro

    Rispondi
  • stefano

    Grande Mattia! Ce ne fossero in giro di menti aperte come la tua…e il mondo sarebbe senz’altro migliore e non solo in evoluzione.

    Concordo al 101% su quanto hai esposto, non sono un coach di PNL ma sto leggendo molto (e soprattutto applicando) ho avuto qualche esperienza nel mio campo con il mondo scolastico e ho la netta sensazione che come al solito serva qualcosa di rivoluzionario, proprio come l’aereo, per spazzare una volta per tutte le credenze limitanti che io amo chiamare “chiusure mentali”: troppa gente anche se non si sposta più a cavallo ha putroppo conservato i paraocchi :-)

    è sempre un piacere leggere i tuoi articoli ma è la prima volta che mi fermo a riflettere e commentare su quanto di buono possiamo fare per le future generazioni, l’importante è iniziare a muoversi ora, come brillantemente stai facendo tu.

    Cercherò anch’io di fare del mio meglio, a partire dalla mia primogenita (7 mesi, forse è un po’ presto per la scuola, ma non per l’apprendimento)

    Grazie Mattia a presto.

    Rispondi
  • ALESSANDRA

    Caro Mattia,
    conoscerai di certo la pedagogia di Steiner.
    Arte e Immaginazione sono gli ingredienti principali per aiutare il bambino a crescere, a svilupparsi, dentro e fuori, e gli insegnanti possono aiuatre i bambini solo se essi stessi, per primi, oltre all’Amore per i ragazzi, utilizzano la creatività e l’immaginazione.
    Ho una bimba di 5 anni, il prossimo anno inizia la scuola elementare. Non sai quante resistenze sto incontrando pechè vorrei mandarla alla scuola steineriana. Vorrei che mia figlia crescesse libera. Libera da ogni condizionamento. Vorrei che da adolescente possa fare le sue scelte perchè espressione della sua volontà, o meglio, della volontà della sua anima, e non perchè una massa di persone va in quella direzione.
    Si, siamo in continua evoluzione. Ma perchè c’è questo rifiuto nel voler prenderne atto.
    Perchè si pretende oggi, di insegnare nelle scuole come duecento, trecento, cinquecento anni fa?
    Caro Mattia, ti stimo molto.
    Fai un bel lavoro. Immagino che ogni tanto anche tu, però debba sentirti un po’ deluso da così tanta diffidenza, da questa scarsa collaborazione o forse dovrei dire dalla mancanza assoluta di collaborazione. Gli insegnanti per primi, molti, hanno una mente così chiusa. A volte questo mi sconforta. Mettere mia figlia nelle mani di chi?
    Una creatura divina che dovrebbe avere il diritto di crescere ed imparare le cose della vita dalle cose della vita. Ma ci guardano come marziani.
    Caro Mattia, buon lavoro.
    Facciamoci coraggio.
    Anche i più grandi scienziati sono stati tanto contestati prima di essere riconosciuti.
    Coraggio, portiamo avanti le nostre idee.
    Alla loro base c’è la forte motivazione di operare per un bene sociale, umanitario, non c’è l’interesse del singolo.
    ciao Mattia,
    Alessandra

    Rispondi
  • Giovanna

    Ciao Matteo, sono una mamma di tre bambine. Ho sempre pensato che il modo migliore per far imparare ai bambini qualcosa è il divertimento. Succede anche per i grandi: se io mi dverto a lavorare allora tutto sarà più facile, lavorerò tanto e bene. Ero rappresentante di classe (scuola primaria) e molti dei bambini tornavano a casa con finti mal di pancia; evidenza di un problema con le maestre. Essendo io un informatico proposi: datemi una scheda di riflessione linguistica e la trasformerò in un giochino interattivo fatto con Power Point. Le insegnanti erano titubanti, riuscì a convincerle, andammo in laboratorio: un successone. Tutti i ragazzi mi chiedevano il permesso di rifare il giochino. Ma quando mai un bambino avrebbe chiesto alla maestra di rifare la scheda cartacea? Sentivo di aver centrato l’obiettivo :) Con il passare del tempo però mi sono accorta che in tutto questo modo giocoso di studiare manca un elemento essenziale per avere successo nella vita: il sacrificio :)I ragazzi pensando che tutto sia sempre un gioco, non si abitueranno mai a fare sacrifici :) Non sapranno mai come si fa a lottare per ottenere qualcosa anche di poco divertente all’inizio ma che poi porterà al successo. La vita non è sempre un gioco divertente. Spesso è necessario fare qualcosa di noioso, di faticoso, di stressante per poi raggiungere il proprio traguardo :)
    In quanto donna, madre di tre bambine e lavoratrice posso dirti che la vita non è sempre facile. Tra casa e ufficio, io lavoro praticamente dalla mattina alle 7 alla sera alle 11 e non sempre faccio quello che mi piace fare, né sempre sono contenta dei rusiltati che raggiungo :)Questo vogliono far capire le insegnanti ai ragazzi :)

    Rispondi
  • Angelo

    Caro Mattia, il Tio “brillante” stile nell’esporre concetti complessi è sempre il Tuo fiore all’occhiello! Sai distinguerti ogni volta in una completa, serena e VERITIERA FACCIA di realtà che ci circonda che come al solito sono sempre troppo poche le persone che ne capiscono l’importante CONCRETEZZA. E purtroppo, spesso accade che proprio coloro che potrebbero dare una buona mano all’evoluzione dei concetti nelle menti dei giovani, si oppongono con freni dettati dalla vecchia cultura, dalla paura del nuovo ostacolando così consequenzialmente la naturale evoluzione personale di nuovi individui che ignari percorrono strade senza meta!
    Grazie Mattia.
    Cordiali saluti!
    Angelo Durante

    Rispondi

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