Mi sembra già di sentirvi: ma cos’hanno in comune l’I Ching e il Coaching? Questa è un po’ pazza.

Già, perché in genere si è portati a considerare l’I Ching come un “vecchio” testo di divinazione (le prime notizie in merito rislagono a 5.000 anni fa), mentre il Coaching è una tecnica decisamente recente che serve per raggiungere obiettivi, e migliorare la qualità di vita.

E allora come si fa a metterli insieme?

E’ possibile essere contemporaneamente un appassionato di I Ching e fare il coach?

Beh, io credo priprio di sì, e forse, se avete la pazienza di seguirmi, riesco anche a dimostrarvelo.
Cominciamo dalle mie “credenziali”: mi chiamo Carla e ho 50 anni.
Ho cominciato a studiare l’I Ching più di 30 anni fa, quando ” per caso” ho trovato, e comprato, il libro con la prefazione di Jung che riporta in maniera completa la traduzione del Libro dei mutamenti.
Poi mi sono laureata, e ho lavorato per 21 anni nel marketing, appassinandomi soprattutto al marketing strategico. Nel 2005 ho lascito l’azienda e ho cominciato a lavoare come consulente. La curisità, la voglia di fare qualcosa di nuovo e il suggerimento di amici e clineti mi hanno spinto a fare il corso di coaching e affiancare l’attività di coach alle consulenze e ai corsi in aula.
La grande fortuna della libera professione è l’ottima qualità di vita che si riesce a impostare, ritagliandosi così  tempo per pensare. E così eccomi qui.

E ora, per comprendere il perché dell’abbinamento I Ching e Coaching seguiamo insieme un percorso.

l’I Ching, chiamato anche Libro dei Mutamenti, è un testo che risale ad alcune migliaia di anni fa (uno dei suoi massimi studiosi è stato Confucio ed è stato divulgato in Europa anche grazie alla spinta di Jung, e ditemi se è poco come sponsor!).
l’I Ching, come molti sanno, è composto da 64 esagrammi, cioè 64 segni ognuno dei quali composto da 6 linee. Per inizare il ragionamento basta sapere che, lanciando per 6 volte 3 monete, si ottiene uno dei 64 esagrammi, e ciò fornisce la risposta alla domanda che era stata posta.
La cosa assolutamente importante è che l’I Ching non dà MAI risposte del tipo “sì o no”, e le domande DEVONO essere poste in MANIERA CORRETTA E FUNZIONALE.

Insomma, l’I Ching non è un passatempo da solotto o da signore annoiate, ma un vero MAESTRO DI VITA.

Il Coaching, tecnica abbstanza recente, ha i suoi elementi fondamentali in tre step (non entro nei dettagli: in questo stesso sito potete trovare informazioni utili, complete e scritte da chi ha più esperienza di me):
1. DEFINIRE L’OBIETTIVO, quindi il dove si vuole arrivare. L’obiettivo deve essere etico (non danneggare nessuno), responsabilizzante, misurabile, temporizzato, attraente, …
Uno dei problemi più frequenti che ho trovato nell’attività di coach è che si tenta di definire obiettivi su cui, in realtà, possiamo agire solo in parte perché molta della realizzazione dipende da altri. Un altro problema è che, trasformando desideri in obiettivi, ci si dimentica di “guardarsi attorno” rischiando così di raggiungere qualcosa che forse non si voleva davvero, o non si era assolutamente disposti a pagare il prezzo necessario per raggiungerlo.
2. DEFINIRE LE STRATEGIE per raggiungerlo. Su questo punto i miei 20 anni (abbondanti) di marketing strategico sono decisamente condizionanti.
Spesso, troppo spesso a mio avviso, si tenta di mettere a forza nella casellina “strategia” l’insieme di abitudini comportamentali già consolidate. Invece nel momento in cui si va a decidere quale strada seguire per raggiungere un obiettivo importante è opportuno, e spesso assolutamente necessario, identifcare diversi modus operandi per poi scegliere quello migliore in quel momento e per quell’obiettivo. Solo così ogni nuovo tragardo sarà anche un modo per ampliare la nostra mappa del mondo.
3. Costante FEEDBACK. Darsi un buon feedback da soli è quasi impossibile: si cade spessissimo nell’errore di essere troppo severi con sé stessi o di “farsi lo sconto”. Anche chi ha decisamente una buona esperienza nel definire l’obiettivo e nell’identificare le strategie deve, almeno ogni tanto, ricorrere all’esterno per il feedback.

Cosa pensereste se vi dicessi che l’I Ching è IN GRADO di aiutarvi per tutti e 3 i passaggi del processo di Coaching?

Sarò pazza, ma è così.

Al Libro dei mutamenti potete porre ogni domanda, basta che non presupponga un risposa del tipo sì o no.

E allra cosa vieta di chiedere “è opportuno per me pormi l’obiettivo di ………..” e indagare se la definizione dell’obiettivo vi è congeniale?
O chiedere “quale strada dovrei seguire per raggiungere l’obiettivo XXXXX?”
Se siete esperti, il feedback vi viene fornito costantemente, altrimenti potete chiedere espressamente “a che punto sono?” “dovrei cambiare qualcosa?” “sto seguendo la strada giusta?”

Il bello è che potete consultarlo tutte le volte che volete (ma NON fare più volte la stessa domanda, neanche cambiandola un pochino: ha 5.000 anni e non si fa fregare).

Vi ho convinto? Probabilmente ancora no, ma se avete in casa un testo dell’I Ching probabilmente vi ho incuriosito.
E allora provate a utilizzare l’I Ching per il vostro coaching personale!

E se vi appassiona, nei prossimi giorni vedremo man mano come possono essere interpretati gli esagrammi nelle varie situazioni e anche un mio personale sistema di lettura delle linee mobili, che tanto fanno disperare i principianti.
Per ora GRAZIE e a presto!

4 Commenti

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  • marco malacarne

    Carla, bella questa soluzione creativa.
    E’ interessante l’associazione Ching Coaching, e vorrei chiederti secondo te, come la “casualità” può essere fonte di nuovi comportamenti e nuove abitudini, come se fosse un Image streaming con le monete …..

    Grazie

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    • carla fiorentini

      Grazie Marco. Più che di “casualità”, parlerei di “cogliere l’attimo”. In realtà le due cose sono strettamente collegate, ma l’I Ching viene anche chiamato libro dei mutamenti, quindi cogliere l’attimo del cambiamento è proprio quello che ne deriva. E assolutamente sì, il nuovo comportamento si prepara, magari per anni, ma esiste un attimo in cui la casualità ci rende consapevoli. è una sorta di momento di illuminazione, in cui uma serie di fatti, fenomeni e passaggi di concatenano e ci danno quell’attimo di consapevolezza. Io credo che la nostra vita sia fatta da quegli attimi che ci indicano la strada e, tra un attimo e l’altro, possiamo costruire e consolidare quel secondo di illuminazione. Come coach trovo bellissimo il momento in cui la persona su cui sto lavorando cambia improvvisamente lo sguardo e la postura, magari dopo giorni di dialogo, e so che da quel momento, su quello specifico argomento, non sarà più la stessa persona. E altrettanto affascinante è l’attimo (è sempre questione di un attimo) in cui, magari dopo essermi arrovellata per giorni, mi arriva la risposta su cosa fare all’incontro successivo e poi verificare che davvero funziona. Insomma, mi sto dilungando. La sintesi è che se apriamo la nostra anima troveremo la nostra vita costellata di istanti cauali di illuminazione che ci consentono una qualità di vita migliore. L’I Ching, se sappiamo ascoltarlo, fa proprio questo.

  • Assunta

    Grazie per questo nuovo punto di vista sui Ching. Devo dire che anche io li utilizzo come spunto per guidare la mia vita in scelte importanti e mi sono sempre trovata bene.

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  • Lucia

    Ciao trovo molto interessante la lettura dei Ching. Ho comprato il libro tantissimi anni fa ho provato a leggerlo più di una volta, ma trovo diffile a volte le spiegazioni. Il libro si divide in due ecco non so se nel secondo libro devo leggere lo stesso esagramma. E poi mi chiedo le linee si leggono dal basso verso l’alto giusto? Be spero con il tuo aiuto di riuscire a capire qualcosina in più…Un abbraccio Lucia

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