Una settimana fa mentre tornavo dalle ferie in automobile mi trovo ad assistere ad una scena che mi ha lasciato molto pensare.
La persona che veniva dall’altra corsia in bicicletta improvvisamente cade rovinosamente a terra e non si alza, lamentandosi.
Scendo immediatamente dalla macchina andando a soccorrerlo e mi accorgo che si tratta di un ragazzo disabile ed ha varie escoriazioni, nulla di grave ma sanguina.
Io non ho nulla con me per poter tamponare il sangue eccetto dei fazzoletti di carta..e dell’acqua. Insomma faccio il mio nulla di speciale.

Nel frattempo un gruppo di persone assiste alla scena dal proprio terrazzo al piano terra senza muovere un dito!
Qualcuno di questo gruppo si limita a mormorare: “poverino..”, “devi andare piano con la bicicletta” e basta.
Mi sincero che stia bene, gli chiedo se ha bisogno di un passaggio a casa, aspetto che si riprenda…e quando sono sicuro che possa tornare a casa ripreno il cammino. Nel frattempo la comitiva gioca gioiosamente a carte.

Signori va in scena l’indifferenza. Ancora più grave perchè si trattava di un ragazzo disabile..

indifferenza

Questo è soltanto uno dei tanti, tantissimi episodi di indifferenza.
Ricordo qualche settimana fa un vecchietto aggredito dall’autista dell’autobus da cui era poco prima sceso(scena fortunatamente ripresa dalle telecamere di sicurezza di una banca) che crolla a terra senza potersi più muovere. Dei passanti inizialmente lo ignorano, intervengono un paio di persone che lo rialzano e poi incredibilmente lo adagiano nuovamente a terra perchè l’autobus che devono prendere sta partendo..capite? Lasciano una persona anziana, in condizioni critiche a terra perchè hanno fretta!

L’indifferenza, la freddezza nei confronti del dolore altrui, della sofferenza mi fa paura, mi spaventa più della violenza.
Questo tipo di atteggiamento è un segnale della china pericolosa che sta prendendo la nostra società.

Altro episodio incredibile:
un giovane extracomunitario bengalese coricato su un sdraio aggredito, deriso, mortificato  da un gruppetto di bambini di 10 anni sotto gli occhi indifferenti dei genitori (sembra che qualcuno addirittura ridesse) e non solo..Una ragazza di 15 anni denuncia il fatto, l’unica!
Ancora un episodio di indifferenza!

Io mi chiedo e chiedo a te allora da cosa nasca questa cinica indifferenza e freddezza?
Possibile che l’essere umano si sia così “disumanizzato”?
Eppure ci sono ancora dei sussulti solidali della nostra società che è capace di attivarsi in particolare di fronte a tragedie di vasta portata (vedi Haiti ed Aquila).

Gramsci scrive: “Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti“.

L’indifferenza è un male oscuro che divora l’umanità, che spiazza, che divora la società civile.

Ti chiedo pensi che l’indifferenza nasca dalla diffidenza o dalla paura?
Quale parte di responsabilità pensi abbiano i media in questo atteggiamento?

Nonostante tutto ho fiducia nell’essere umano e credo che questa non sia la sua natura.
Credo che gli altri abbiano bisogno dell’esempio, dell’ispirazione.
Facciamo il nostro, apriamo il cuore e contagiamo gli altri.
Credo che ci sia una ricetta semplice per sconfiggere l’indifferenza: amare.

E concludo con le parole di Elie Wiesel, premio Nobel per la pace 1986:

Sono molte le atrocità nel mondo e moltissimi  i pericoli:
Ma di una cosa sono certo: il male peggiore è l’indifferenza.
Il contrario dell’amore non è l’odio, ma l’indifferenza;
il contrario della vita non è la morte, ma l’indifferenza;
il contrario dell’intelligenza non è la stupidità, ma l’indifferenza.
E’ contro di essa che bisogna combattere con tutte
le proprie forze.
E per farlo un’arma esiste: l’educazione.
Bisogna praticarla. diffonderla, condividerla, esercitarla
sempre e dovunque.
Non arrendersi mai
”.

Con il cuore
Luigi

 

 

 

7 Commenti

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  • ISABELLA

    GRAZIE LUIGI. MI FA SENTIRE MENO SOLA SAPERE CHE QUALCUNO LA PENSA COME ME E CHE VEDE QUELLO CHE VEDO IO, SOFFRE NEL VEDERLO E CERCA DI CAPIRE COME PUO’ FARE NEL SUO PICCOLO PER MIGLIORARE LE COSE. ISABELLA

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  • Carmelo Giannì

    Mi permetto di far notare alla signora Marisa che (a mio avviso) ha scritto una cosa per la quale non sono d’accordo.
    Scrive infatti: “mia figlia ha imparato che non dovrà mai permettere a nessuno di farsi mettere le mani addosso, che le donne si devono aiutare tra di loro, che appartiene ad una società, ad un gruppo e che deve difendere l’integrità di quel gruppo…” Mi spaice ma non sono d’accordo sulla limitazione di genere e mi spiego meglio. Io avrei scritto: “……. nessuno di farsi mettere le mani addosso, che gli uomini e le donne si devono aiutare tra di loro, che appartiene ad una società, ad un gruppo, quello degli uomini che popolano questo pianeta e che deve difendere l’integrità di quel gruppo…” Ecco mi perdoni signora Marisa ma io non limiterei l’appartenenza solo al genere femminile. Ci sono in giro molti uomini per bene e il sig. Luigi è uno di questi.

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  • Luigi

    Chiara mi sento di dirti a nome di tutta la società civile:

    GRAZIE!!!!

    Solo questo..
    Luigi

    Rispondi
  • marisa

    Ciao Chiara, non mi permetto concetti o giudizi elaborati, solo ti invito a riflettere e smettere di giustificare con le scuse chi non fa il suo dovere rispetto agli altri. Sono una persona molto semplice ma con grande dignità umana e con la consapevolezza di appartenere ad una società. Di recente ho assistito ad un episodio molto rischioso per me, mia figlia e mia madre. Un uomo in pieno giorno ha aggredito una prostituta ed i pochi passanti sono stati indifferenti. Ho avuto la fortuna di assistere ad un episodio di questo genere per la prima volta a 45 anni e mi ha provato molto. L’istinto mi avrebbe spinto a saltare sulle spalle dell’uomo e mettergli le dita negli occhi ma non l’ho fatto, per fortuna mi sono girata e ho guardato mia figlia negli occhi e mi sono detta “Meri, cosa vuoi insegnare a tua figlia?”. Ho iniziato a gridare come una pazza perchè l’uomo finisse quella brutale aggressione ma tristemente ho visto molte finestre chiudersi e molti uomini nascondersi. Ho chiuso mia figlia di 8 anni e mia madre di 80 dentro casa e sono andata a gridargli in faccia che stavo chiamando il 113. E’ intervenuto un vecchio con una pala e quando si è sentito in pericolo l’uomo ha desistito. Dopo sono andata a gridare in faccia la vigliaccheria di quele ombre di uomini augurandogli che mai una donna della loro famiglia si fosse trovata in difficoltà e avesse potuto contare su uomini di merda come loro.Guardandogli negli occhi gli ho detto vergogna!!!!! E’ cosi’ che si sceglie di lasciar morire una persona per la strada. Sicuramente ho avuto una gran fortuna. In un solo istante mia figlia ha imparato che non dovrà mai permettere a nessuno di farsi mettere le mani addosso, che le donne si devono aiutare tra di loro, che appartiene ad una società, ad un gruppo e che deve difendere l’integrità di quel gruppo…purtroppo ha anche imparato che esiste un sacco di gente di merda ma se si sceglie si puo’ essere migliori. Non so quante altre occasioni avro’ nella vita per darle tante lezioni ed esempi cosi’ importanti, ma so di essere una buona madre e che mia figlia puo’ sempre contare su sua madre.

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    • Maria Elena Coppola

      lei è una delle migliori donne e delle migliori madri qui in Italia ,signora!dico davvero!

  • Luigi

    Ciao Chiara,
    sono un cercatore non ho le risposte le cerco chiedendo altri punti di vista, sentendo anche altri racconti. Le tematiche dell’essere umano mi insegnano ad essere umile e “stupito”.
    Credo che il mio stupore sia l’ancora di salvezza di fronte a comportamenti insani. Nel momento in cui finiremo di stupirci ed interrogarci daremo per scontati certi fatti ed allori si che l’uomo sarà veramente finito!
    Ti ringrazio
    Luigi

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  • Chiara

    Caro Luigi,
    proprio perchè ti reputi appassionato studioso delle dinamiche del comportamento umano dovresti trovare la risposta da te, ti dovrebbe essere palese.
    La cinica indifferenza che tu hai con sconcerto notato si sta espandendo; prima dominio solo del comportamento urbano, adesso sta diffondendosi anche nei piccoli e medi centri. La mancanza del controllo sociale che un tempo guidava le azioni dell’uomo, fa sì ad oggi ognuno può fare ciò che vuole senza essere criticato. Questa società sta tirando fuori il peggio di se stessa.
    La fatica non è attivarsi per il sostegno ad una calamità lontana, ma è chinarsi per strada a raccogliere chi è caduto, vuoi per paura di essere aggredito, vuoi perchè appunto si è preda di quella malattia chiamata indifferenza o eccesso di autotutela…
    Mi spiace per te che ne sei rimasto colpito, non deve essere stata per niente una bella scena…
    Personalmente, nonostante ormai sia pessimista, credo che esista ancora qualche ‘anima pura’ grazie alla quale il mondo si possa salvare. Ti saluto, Chiara

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