LA PSICOLOGIA DELLO SGUARDO

In questo paragrafo voglio invitare il lettore ad esercitarsi sulla lettura dello sguardo approfondendo quello di personaggi speciali dai quali si possono apprendere e capire la parte interiore, emozionale ed evolutiva del personaggio in questione.
LO SGUARDO DELLE ATTRICI

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In queste straordinarie attrici (Anna Magnani, Sofia Loren e Marilin Monroe) lo sguardo assume un’importanza determinante, perché quando l’attrice si identifica col personaggio del film, tramite il proprio sguardo riesce a comunicare qualcosa allo spettatore, a trasmettergli un’emozione intensa, sia durante una scena drammatica che in un film comico, la sua interpretazione è la forza del film, in questo modo una brava attrice permette allo spettatore di immedesimarsi e identificarsi con le figure salienti del film ricordandogli in questo modo quelle scene simili vissute nella propria vita attraverso il fenomeno psicologico della “proiezione” e “dell’identificazione” (vedi glossario).
 
LO SGUARDO NELL’ARTE

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In queste stupende opere (“la Gioconda” di Leonardo da Vinci, “l’urlo” di Edvard Munch, e “face of mae west” di Salvator D’Alì), gli autori cercano da una parte di esprimere uno stato d’animo particolare che si riflette nel dipinto e che a livello inconscio viene catturato dalla persona che osserva l’opera, inoltre gli autori esprimono in modo magistrale uno “stato particolare”, un’atmosfera, una dimensione prettamente mentale che viene recepita, sentita da colui che osserva il dipinto.
Questa dimensione mentale si esprime attraverso i colori, le forme ma soprattutto nell’emozione dalla quale si viene rapiti osservando la “magia” di queste opere d’arte in cui spesso alcune persone si  identificano e che possono guardare per ore. (Vedi nel glossario la “sindrome di Standhal”)

LO SGUARDO DEI DITTATORI

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In questi dittatori del passato (Saddam Hussein, Adolf Hitler e Benito Mussolini), traspare uno sguardo particolarmente duro, il loro sguardo è diverso l’uno dall’altro, ma nello stesso tempo possiamo notare una base unica, ma vediamo in particolare le caratteristiche del loro sguardo.
In Saddam Hussein possiamo notare sia in questa foto ma anche in tante altre, uno sguardo freddo, distaccato, come se volesse mettere una barriera tra lui e gli altri, uno sguardo diffidente verso tutto e tutti, nello stesso tempo duro e senza scrupoli.
Lo sguardo di Hitler appare spietato, dispotico. sembra volere il pieno potere in ogni cosa e in ogni persona, ma il suo sguardo và oltre, ci rivela anche la sua follia, nel modo di guardare in modo feroce e spesso esaltato, il tutto contornato dagli angoli della bocca verso il basso che esprimono durezza, mancanza di serenità interiore, mancanza di equilibrio, ed uno stato d’animo preda della follia, ira e volontà di potenza e distruzione.
Dallo sguardo di Benito Mussolini si può notare una forza, una tenacia e una durezza molto intensa, sembra voler penetrare o sopraffare il suo interlocutore, la mascella all’insù può indicare voglia di affermarsi, di prendere il potere, o anche di sopraffare.
Come possiamo notare lo sguardo di questi tre dittatori, da una parte sono diversi e rivelano aspetti individuali della propria personalità, ma alcuni fattori sono simili e si possono ritrovare in tutti e tre, ad esempio: la voglia di dominare. di sopraffare e di affermarsi sugli altri 

LO SGUARDO DEI SANTI

YOGANANDA

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Ho voluto terminare il discorso dello sguardo su quello dei Santi, cioè di quelle figure spirituali la cui presenza e la cui vita è stata costellata di esperienze mistiche, di spiritualità, di preghiere, di meditazione, di vita ascetica, e quindi di ricerca infinita di Dio.
Il primo Santo sulla sinistra è Paramahansa Yogananda, un Santo indiano che ha portato in occidente il messaggio dello yoga e della meditazione per raggiungere Dio (vedi Kriya Yoga nel suo libro “Autobiografia di uno Yogy”).
Come potete notare lo sguardo di questo Santo è permeato di Pace, di Gioia, di Maestosità, di Spiritualità di cui chiunque può accorgersi, oltre a questo il suo viso irradia Spiritualità, Bontà e Bellezza Dell’Anima, come volesse elargire felicità e gioia a tutti.
E’ difficile osservare la luce che traspare dal suo viso in altre figure mistiche.
La Santa al centro è invece Santa Teresa di Lisieux, una mistica del secolo scorso, nel suo sguardo possiamo vedere la bontà, la dolcezza, la voglia di aiutare il prossimo, l’amore verso Dio e verso le persone, nel suo viso traspare il desiderio di fare del bene e di aiutare gli altri, il suo viso sembra dire che lei è felice se gli altri sono felici.
Infine la Santa sulla destra è Madre Teresa di Calcutta la cui vita è Costellata di Amore con la A maiuscola per gli altri, di fede in Dio e di aiuto continuo a tutti i sofferenti, ai diseredati, agli ultimi.
Nel suo sguardo vediamo innanzi tutto tanta Fede per il Signore, una Grande Umiltà, un Amore verso gli altri, un’accettazione del sacrificio per gli altri, una forza d’animo notevole, e soprattutto una devozione per Dio, quindi il quadro che ne esce fuori è di una donna molto forte interiormente, una donna molto devota e una persona umile e speciale che dedica tutta sé stessa e tutta la propria vita agli altri.

dott. Rolando Tavolieri

7 Commenti

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  • Rolando

    Gentile Barbara,
    anche se è difficile andare avanti quando si perde una persona cara, è Importante Riuscirci, giorno dopo giorno, il dolore è forte nei primi tempi, ma chiediti se è giusto continuare a soffrire così, chiediti se vuoi continuare a stare male ancora per tanto tempo, ne vale la pena? Pensa fra 5 o 10 anni come starai se continui con questo atteggiamento, e poi pensa invece cosa potrai fare, dire, progettare, cosa potrai trasmettere ai tuoi figli, quando accetterai questa situazione ma ritornerai finalmente a Sorridere come una volta, Sorridere ai tuoi Figli soprattutto, ma anche ai tuoi amici ed alle persone a te care.
    Pensa anche se tuo marito fosse vicino a te, vorrebbe che tu stessi male e soffrissi così o che ritornassi ad essere Serena?
    Cara Barbara, una volta che Deciderai finalmente di voler tornare ad essere Serena, sia per te che per i tuoi Figli, potrai dare loro di più, più Amore, più esempio, più calore, più tutto, ma soprattutto Riuscirai a Trasmettere loro tutto l’Amore che oggi non riesci a far trasparire dai tuoi occhi.
    Mi chiedi perchè gli altri non ti si avvicinano, quando una persona non ti si avvicina forse dipende dal fatto che dal tuo sguardo vede la tua sofferenza, o nota una tristezza di fondo che lo allontana, per rispetto o per non assorbire il tuo dolore.
    Quando Deciderai di Cambiare il tuo Atteggiamento verso te stessa e verso la vita, allora potrai dare il Meglio di te ai tuoi Figli ed alle altre persone, sia questa una delle più grandi Motivazioni per farti Cambiare il tuo Atteggiamento di oggi.
    Ricordo una frase di Renato Zero che rispondendo ad una ragazza che era sempre triste perchè aveva perso i genitori e gli chiedeva: “perchè Dio me li ha presi?” e lui le rispose:
    “Non devi essere triste per il fatto che non ci sono più, ma devi Essere Felice perchè Dio te li ha dati in questa Esistenza”.
    La trovo una frase Bellissima, che ne pensi?
    Un abbraccio per te
    Rolando

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  • Barbara

    Io sono vedova da poco tempo 4 anni ho perso l’uomo della mia vita che amavo davvero tanto e che mi ha lasciato 2 figlie da crescere.. da sola. Da subito avrei preferito morire e penso che tra i due lui è stato il fortunato. Si vive male quando perdi tragicamente l’amore in un attimo come un soffio di vento d’inverno. Ogni giorno è un giorno qualunche in cui vivo comunque e non so il perchè. Vorrei cercare per le mie figlie di essere più viva per trasmettere loro che la mamma non è anche lei morta e che per loro c’è non solo per accudirle come si deve. Dicono di me che ho lo sguardo spento assente come congelato anche se rido scherzo lavoro come se niente fosse. A volte mi chiedo come mai nessuno mi si avvicina. Non intendo solo per scopi di corteggiamento ma anche di amicizia. Come riuscire a pormi in modo differente se la mia anima continua a soffrire?

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  • nunzia

    lo sguardo è lo specchio dell’anima

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  • PATRIZIA

    Non è sempre facile leggere nello sguardo…

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  • maurizio

    ci sono molti visi ma il problema che non si capisce qual’è!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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  • maurizio

    alla fine non si capisce lo sguardo cupo!!!!!!!!!!!!!

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  • Roberto

    Caro Rolando,

    innanzitutto complimenti per il tuo articolo, sono una persona molto emotiva e purtroppo, vivo troppo con le emozioni.
    Dico purtroppo perchè qualsasi comportamento negativo di altri, sguardi strani, arreca in me stato di disagio sul mio stato fisico.
    Ad esempio, io sono solare, vorrei essere sempre felice, mi piace essere felice quando gli altri sono felici.
    Sono un po’ depresso ultimamene, perchè in casa non riesco ad essere felice.
    Mio padre pensa di aver quasi sempre ragione, non si mette in gioco e basta dirgli qualche cosa che subito alza la voce e magari si impone invece di ascoltare e capire anche le esigenze di altri.
    Chi alza la voce è soltanto ignorante, vorrei che capisse che la lettura è cultura, ed è importante per allargare gli orizzonti e forse lo aiuterebbe in certi casi.
    Lui ha una visione che è quella e basta.
    Per carità è una brava persona, però ha sempre uno sguardo cupo un po’ da incazzato e non capisco come mai.
    Come posso fare in modo che sia un po’ più socievole e che mi guardi con sguardo sereno?
    Premetto che vengo da una buona famiglia, sono un ragazzo molto buono, generoso e rispettoso.
    Ultimamente faccio fatica a relazionarmi anche con gli altri, ho paura quasi di discutere, ai colloqui di lavori ci vado un po’ scarico perchè ho sempre davanti questa figura da frustrato.
    Sto prendendo anche fiori di bach ma funzionano poco.
    Ad esempio gli dissi anche di ascoltare un po’ di musica fuori in giardino (aiuta molto tanti non lo sanno!!) per aiutarlo ad essere meno serioso come lo è sempre, e mi rispose che c’è bel altro a cui pensare non alle scemate.
    E’ in pensione potrebbe godersi un po’ di vita senza problemi, invece ogni cosa per lui è un problema perchè forse ha impresso nel cervello di ragionare sempre dal negativo e non dal positivo.
    Questo comunque arreca in me una situazione di disagio e a livello fisico mi carico di questo problema e nel sociale non sono me stesso.
    Ti pregherei di rispondermi e di aiutarmi se puoi
    Con tanta stima e grazie
    Roby

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