In un incontro molto tecnico che si è tenuto questa mattina a ESOF2010, due neuroscienziati ricercatori, Vittorio Gallese e  Fabrizio Benedetti, hanno affrontato il tema dell’influsso reciproco del corpo e della mente.

Sappiamo tutti quanto questa influenza incrociata sia determinante, soprattutto ai fini comportamentali.

I temi sono stati quello del PLACEBO, del NOCEBO, e delle ASPETTATIVE, oltre a larghe digressioni sull’interazione dei COMPORTAMENTI e il funzionamento dei NEURONI A SPECCHIO.

Ma procediamo con ordine (quantomeno il “mio” ordine …).

Le relazioni con il mondo esterno sono un aspetto di un grande cerchio, i cui punti sulla circonferenza sono rappresentati anche dai comportamenti motori, dalle sensazioni e dal . Ogni elemento, guarda un pò, è in continua interazione con gli altri in susseguirsi di cicli su cicli di azione e reazione. Questi cicli, in funzione del tempo, rappresentano poi la nostra vita terrena.

Dato questo, il provare in prima persona una “sensazione” fisica, come un odore o un sapore, che dà origine ad una fisiologia “particolare” (immaginiamo di assaggiare dell’acqua salata per esempio …) è neurologicamente diverso rispetto a “simulare” la fisiologia senza aver avuto lo stimolo “fisico”. Questo mi ha fatto pensare al modellamento “incompleto” dove chi modella lo fa in modo superficiale senza chciedersi quali emozioni i sensazioni inducono in quello “stato”. E’ il caso dei neuroni a “specchio”.

L’effetto Placebo (somministrare un farmaco innocuo dicendo al paziente che è un medicinale che riduce il dolore) e di contro il Nocebo (somministrare un farmaco innocuo dicendo al paziente che è un medicinale che può aumentare il dolore) sono già noti nei discorsi delle influenze sulle aspettative, ma riguardano le medicine come ovviamente anche gli eventi stessi. E’ stato rivelato che il “Placebo” più si ripete e più ha effetto.

C’è da dire che a parità di medicinali somministrati, se era un infermiere ad iniettare il medicinale, l’effetto aumentava, mentre se la stessa sostanza veniva iniettata da un macchinario ad insaputa di chi lo stava ricevendo, il medicinale non aveva NESSUN effetto. Questo si che è incredibile.

Questo non vuol dire che TUTTI i medicinali si comportano nello STESSO modo… sarebbe una generalizzazione che Bandler non vorrebbe sentire …

Ma certo la POTENZA della nostra autoconvinzione supera talvolta il limite della scienza !

Azione, movimento e comportamento sono in stretta interconnessione non solo con il nostro corpo e le sensazioni “fisiche” , ma anche con l’ambiente, le relazioni di scambio con gli altri e, la non scientificità della casualità. Parlando di processi mentali, nessuno può affermare con certezza regole “universali” visto che esiste una altissima specificità nei processi, i cui modelli sono seppur talvolta simili, molto difficili da applicare su TUTTI allo STESSO modo.

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