Tu sei il tuo cervello. Ogni manifestazione del tuo essere è legata alle funzioni di questo mirabile organo.

Tutto è localizzato in questa struttura costituita da miliardi di cellule dette neuroni variamente interconnesse tra loro.

Tutte le funzioni vitali sono controllate dal sistema nervoso e nel cervello ha sede ciò che sei. Come sostiene Joe Dispenza, un importante studioso del cervello, la mente è il cervello in azione.

Il neurobiologo Joseph LeDoux ha dedicato molti suoi studi alle emozioni. Ha precisamente identificato il circuito della paura. A differenza del passato in cui si riteneva che tutte le emozioni originassero in quello che è stato definito il sistema limbico, LeDoux sostiene che per ogni emozione esiste un determinato sistema. LeDoux afferma quindi che le emozioni sono funzioni del cervello.

Quindi tutto ciò che concerne il tuo modo di essere, come personalità, pensieri, modo di ragionare, credenze, convinzioni, timori sono espressioni di funzioni cerebrali.

Le differenze che si riscontrano tra gli individui non sono legate a differenze nell’anatomia del cervello ma nel modo in cui i neuroni sono collegati tra loro.

I circuiti neurali che si creano in un individuo sono la conseguenza di un’interazione che si determina tra influenze genetiche ed influenze ambientali.

Su una struttura di base stabilita dai geni si inseriscono tutta una serie di elementi generati dall’apprendimento, dall’educazione, dalla cultura e dalle regole sociali.

Ciò che sei in ogni fase della vita è il risultato di ciò che hai appreso.

Le nuove scoperte delle neuroscienze hanno evidenziato che il cervello non è composto da strutture rigide e fisse come pensavamo in passato ma è capace di trasformarsi a seconda di ciò che pensi o fai.

Assume grande importanza il concetto di neuroplasticità che non è più intesa come creazione di nuovi neuroni che si verifica solo nei primi anni di vita, ma anche come modificazione di circuiti neurali. E la modificazione di un circuito neurale corrisponde ad un cambiamento.

Di conseguenza, sfruttando questa potenzialità del cervello, tu puoi realmente cambiare, migliorare, arrivare ad esprimere realmente la più alta manifestazione di te stesso.

E’ possibile cambiare abitudini indesiderate, modi di pensare frutto di condizionamenti negativi, attitudini emozionali distruttive, ecc. Alla luce delle recenti scoperte delle neuroscienze appare evidente che è un processo  possibile ed anche estremamente interessante.

La ripetizione di nuovi gesti e comportamenti, effettuata per un tempo sufficientemente lungo, crea nuovi circuiti neuronali che regoleranno nuovi comportamenti e nuove percezioni. Puoi quindi scoprire che questo fantastico strumento, il tuo cervello, è dotato di nuove e infinite potenzialità.

L’utilizzazione cosciente dei lobi frontali può determinare una serie di utili modificazioni. I lobi frontali sono deputati a funzioni particolarmente complesse.

Tali compiti riguardano la memoria di lavoro o memoria a breve termine, la rappresentazione degli obiettivi, la fluenza verbale, valutazione e anticipazione delle conseguenze delle proprie azioni.

Sono inoltre coinvolti nella processazione dell’esperienza emozionale e nell’attivazione di certe emozioni positive.

In generale i lobi frontali intervengono nella regolazione delle funzioni esecutive, del comportamento sociale e della motivazione.

Questa zona del cervello può controllare le reazioni dell’amigdala che contiene i programmi legati alla sopravvivenza. L’amigdala assume un ruolo centrale in quello che LeDoux definisce il circuito della paura.

I tuoi lobi frontali sono inoltre in grado di compiere un’operazione molto particolare: quando sei completamente focalizzato su qualcosa ti distacchi totalmente dall’esterno. Il lobo frontale è in grado di “zittire” tutte le altre aree cerebrali e come un ottimo direttore d’orchestra è in grado di far suonare gli strumenti giusti per creare una melodia evitando la cacofonia che si determinerebbe senza una guida autorevole.

Caos di pensieri quando non siamo focalizzati.

La continua focalizzazione su qualcosa di realmente interessante e positivo porta alla creazione di nuovi circuiti neurali. L’uso continuo di questi nuovi circuiti determina un consolidamento e di conseguenza si elimina qualcosa che limita e si acquisisce una nuova capacità che può contribuire ad accrescere la tua autostima.

Ciò che assorbi giorno per giorno sin dall’infanzia plasma i tuoi circuiti neurali che controllano il tuo modo di percepire te stesso e la tua esperienza del mondo. Il sistema di credenze e convinzioni che assorbi a livello inconscio modellano il tuo modo di essere, il tuo Sé.
Tali sistemi condizionano il tuo modo di pensare e agire.

Questi schemi mentali appresi dall’ambiente possono però avere un ruolo limitante per la tua reale manifestazione e non sentirti realmente appagato.
Quanto di ciò che fai è realmente espressione di un tuo reale bisogno e non è invece l’esecuzione di un programma inconscio imposto dalla cultura, dall’educazione, dalla società.

Bisogna tendere alla più alta manifestazione di sé e quindi eliminare quei programmi che impediscono ciò.

Alla luce delle nuove conoscenze relative alla neurofisiologia sappiamo che è possibile per ciascuno di noi effettuare tali cambiamenti.

Ciò richiede però forte determinazione, coraggio, impegno e forza di volontà. Molto spesso può essere necessaria una guida.

Il cambiamento presuppone un’azione. Alla base di ogni tua azione c’è la motivazione che nasce da un’interazione tra emozione e valutazione cognitiva come vedai nel prossimo articolo: La Trilogia Mentale.

22 Commenti

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  • Michele

    Ciao Luigi,
    non vedo l’ora di leggere le tue riflessioni in merito al tema della creatività. Per ciò che riguarda la mia arte potrai trovare alcune foto delle mie opere su facebook sotto PivArte (il mio nome intero è Michele D’Aniello). Sarei lieto di inviarti un mio catalogo per avere una tua impressione (fammi sapere dove hai piacere che te lo recapiti). Mi farà piacere conoscerti, io sono a Bologna. Grazie e a presto. Michele

    Rispondi
    • luigi sardo

      Ciao Michele e scusami tanto che non ancora ti ho risposto ma sono molto occupato. Sto cercando di preparare qualcosa che riesca a fornirti un’idea abbastanza chiara rispetto al discorso dell’immagine e sulla creatività. Puoi ben capire che l’argomento è vasto.
      Volevo dirti che ho visto su Facebook le tue opere e le ho trovate estremamente interessante. In termine di messaggio qualcosa di veramente nuovo che mi interesserebbe veramente approfondire. Anche a me farebbe molto piacere conoscerti. Io sto a Firenze quindi abbastanza vicino.
      Spero di pubblicare quanto prima il materiale che mi hai richiesto.
      Buon lavoro.

  • Elisa

    Grazie Luigi per i titoli che mi hai fornito. I libri di Dispenza li ho già letti e li ho trovati interessanti e ora ho comprato il paradosso della saggezza che leggerò con curiosità e interesse. Bello condividere questi temi con un professionista!
    Buon lavoro.

    Rispondi
    • luigi sardo

      Ciao Elisa.
      Mi complimento per la tua scelta. Goldberg, insieme a LeDoux, lo ritengo uno degli studiosi più eminenti e potrei dire rivoluzionario. Ammiro molto i suoi studi e la sua visione “globale” del cervello. Ho trovato in lui la piena conferma di ciò che ho sempre ritenuto e cioè che siamo il risultato dell’attività di tutto il cervello. Non esiste divisione. Non abbiamo un emisfero sinistro ed un emisfero destro ma un’unico cervello nel quale le diverse aree e i due emisferi sono specializzati in compiti diversi ed insieme cooperano a creare noi stessi. Solo il funzionamento e il perfetto coordinamento delle diverse strutture contribuisce alla nostra integrità e totalità.
      Spero che troverai interessante il libro e informami sulle tue impressioni.
      Buona lettura

  • Michele

    Gentile dottor Sardo, ho letto alcuni suoi testi che ho trovato molto interessanti per la chiarezza dell’esposizione e per quanto li valuto importanti per il loro contenuto finalizzato al cambiamento. Come scultore, ho scelto di utilizzare la mia arte per dare messaggi potenzianti allo spettatore e che quindi producano un impatto che lasci un segno positivo a livello neurale. Ho approfondito il tema della creatività e dell’uso dell’immagine simbolica e l’impatto che ha sulla mente. Vista la sua grande esperienza e competenza, le volevo chiedere se, per un ulteriore approfondimento più specifico a livello fisiologico, mi potesse spiegare o indicare qualche testo che approfondisca il tema sull’impatto che riveste l’immagine simbolica sulla mente (come il simbolo è processato a livello neurale e se ci sono nuovi elementi scientifici su come avvenga tutto questo). La ringrazio anticipatamente per questo suo contributo alla conoscenza messa a disposizione per tutti. Un caro saluto. Michele

    Rispondi
    • luigi sardo

      Ciao Michele
      grazie per aver scritto. I miei più sinceri complimenti per la tua attività e soprattutto per la grande passione e per l’eccezionale profondità che traspare. Ciò che desideri è abbastanza complesso. Ti chiedo solo il tempo materiale per approfondire tale argomento ed eventualmente individuare dei testi che potrebbero esserti utili. Nel frattempo ti dico che sarei molto curioso di vedere le tue opere poichè se parli di un impatto neurale così importante devono rappresentare certamente un’esperienza sensoriale e mentale fuori dall’ordinario. Non so se hai un sito dove è possibile vedere qualche tua creazione. Da parte mia cercherò di fornirti le informazioni che desideri.
      Ancora complimenti e di nuovo grazie per il tuo intervento.
      Ti saluto cordialmente
      Luigi

  • Elisa

    Gentilissimo Dr Luigi Sardo,
    vorrei farle i miei complimenti per la semplicità con cui esprime concetti così complessi. Mi chiedevo se ha scritto anche dei libri, in particolare sarei molto interessata ad approfondire il tema le basi neurologiche del cambiamento. Grazie veramente per il suo contributo.
    Elisa

    Rispondi
    • luigi sardo

      Cara Elisa,
      io ti tingrazio di cuore per i tuoi bellissimi complimenti. Sono felice che hai trovato chiaro e comprensibile ciò che ho scritto. Si tratta di argomenti certamente un pò difficili e quindi ho cercato di renderli il più semplici possibile. Questo è anche legato alla mia passione per questi temi dovuta essenzialmente alla professione che svolgo e che richiede la conoscenza più approfondita possibile delle funzioni cerebrali e di tutto ciò che concerne le nuove scoperte. Ti ringrazio anche per la richiesta dei libri ma non ho questa capacità di scriverne uno. Posso consigliarti alcuni studiosi che hanno scritto libri che ho trovato molto interessanti con argomenti esposti in maniera molto fluida e chiara. Come ad esempio Joe Dispenza (Evolvi il tuo cervello, Riprogramma il tuo cervello, Cambio il tuo cervello cambia la tua vita) o Elkhonon Goldberg (Il paradosso della saggezza, La sinfonia del cervello, L’anima del cervello). Ho particolare ammirazione per Jospeh LeDoux, lo scopritore del circuito della paura, però i suoi testi sono più tecnici. Comunque li puoi trovare tranquillamente su Google.
      Fammi sapere se decidi di dedicarti alla lettura di qualcuno di questi libri e quali sono le tue impressioni.
      Resto comunque a tua disposizione per qualsiasi chiarimento desideri.
      Un caro saluto e ancora grazie

  • graziella

    Caro Luigi da quando ho letto il tuo articolo (che mi ha molto stimolata)sono trascorsi 40 giorni e nel frattempo mi e’ successo una cosa straordinaria che ti voglio raccontare.Ho trovato il sistema per eseguire “i compiti a casa”per usare coscientemente i miei lobi frontali: la MEDITAZIONE!La sto praticando da poco piu’ di un mese ma i risultati sono sorprendenti,la qualita’ della mia vita e’ migliorata in modo significativo.E’ un ottimo strumento che mi sento di consigliare in quanto,lavorando a livello incoscio quotidianamente,modella il nostro SE SUPRIORE,L’INTERO NOSTRO essere e di conseguenza il mondo intorno a noi mgliorandolo!
    Voglio che tu sappia quanto ti sono grata per i tuoi articoli che arrivano in prima battutta al nostro intelletto per poi olrepassarlo e giungere nel posto giusto dove sono relmente indirizzati:nella nostra anima.Forse tu non te ne rendi nemmeno conto del DONO che hai e del quale ci rendi partecipi.Io sono convinta che tu le ali le nascondi sotto il camice perche’ sei qui in “incognito”…
    Un abbraccio affettuoso graziella

    Rispondi
    • luigi sardo

      Ciao Graziella,
      ti ringrazio per le tue splendide parole. Sono emozionato. Veramente mi è difficile trovare la parole adatte per esprimerti tutta la mia gratitudine. Sono molto felice che ciò che scrivo può costituire un punto di partenza importante. I miei articoli sono sempre conditi dalla grande passione che ho per il mio lavoro e per lo studio del cervello.
      La mia felicità aumenta nel constatare una nuova energia che sento in te. Una carica veramente contagiosa. Hai trovato la tua strada. Ne ero più che sicuro. E con un metodo che ritengo realmente efficace: la meditazione. Infatti ho anche scritto un articolo a tal proposito: Motivazione e cambiamento. Consapevolezza, meditazione, visualizzazione. Ho riportato i principali studi che hanno effettuato sulla meditazione e i benefici effetti fisiologici. Mi farebbe molto piacere se tu lo leggessi e dicessi cosa ne pensi.
      Io continuo ad invitarti a scrivere queste tue esperienze. Ciò che provavi prima e i cambiamenti che stai verificando ora. Hai la grande capacità di trasmettere perfettamente i tuoi stati d’animo e saresti veramente di aiuto a chi ancora è alla ricerca di un metodo. Anzi sarebbe bellissimo poter raccogliere le testimonianze di quanti di voi “ce l’hanno fatta”. Sarebbe veramente interessante conoscere come, partendo dalle preziose informazioni che tutti gli esperti di questo sito hanno dato, ciascuno di voi ha trovato il suo sistema, come lo vive e come percepisce il miglioramento. Gli esperti forniscono le basi teoriche e voi l’attuazione pratica.
      Sono contentissimo. E’ bellissimo ciò che dici poichè trovo in te la realizzazione di ciò che affermo. Come sostiene il Dott. Joe Dispenza “hai rimesso sul trono il tuo lobo frontale”.
      Se può interessarti ho anche scritto un articolo sulle principali funzioni dei due emisferi cerebrali. Ed è quasi pronta la seconda parte in cui illustrerò le nuove teorie e alla luce delle quali di come è possibile mantenere un’attività equilibrata tra essi. Spero tanto di trovare un tuo intervento.
      Leggo spesso i tuoi commenti ai miei articoli poichè mi piace molto il tuo stile, la tua capacità introspettiva e la tua abilità nel descrivere i tuoi stati emozionali.
      Scrivi! Un articolo, un libro, ecc. Rendi partecipi gli altri di questa tua grande ricchezza. Mi dirai che ripeto sempre la stessa cosa ma sono sempre convinto che potrai creare qualcosa di realmente importante soprattutto alla luce di questa nuova fase della tua vita.
      Usi un espressione veramente eccezionale e di valore inestimabile: la mia vita è migliorata in modo significativo! E’ la dimostrazione pratica delle grandi capacità che sono in noi e delle enormi potenzialità del nostro cervello.
      Sono io che devo ringraziare te poichè hai svolto il lavoro più difficile: passare dalla teoria alla pratica!
      I miei più sinceri complimenti e al tuo prossimo commento.

  • alessandro Castagnoli

    Che conforto e che coincidenza ritrovarsi proprio qui e in questo momento (è casualità?, non ci credo) a leggere, sentire dei pareri su qualcosa che si ricerca IL CAMBIAMENTO LA MOTIVAZIONE L’AZIONE.

    Aggiungerei , prima dell’AZIONE che porta al CAMBIAMENTO , la visualizzazione del cambiamento che è EMOZIONE ed è, a mio parere, qualcosa di impercettibile .

    ciao a tutti

    alessandro

    Rispondi
    • luigi sardo

      Ciao Alessandro
      e grazie per il tuo commento.
      Sono pienamente d’accordo con te ed infatti ho parlato di questo aspetto
      in un altro articolo (Motivazione e Cambiamento: La Trilogia Mentale).
      Il concetto di trilogia mentale, elaborato dal neurobiologo Joseph LeDoux, spiega che alla base
      di ogni nostra azione c’è la motivazione. Senza motivazione quindi non c’è azione.
      La motivazione a sua volta è il risultato dell’interazione tra pensiero ed emozione e quindi
      rientra pienamente ciò che tu affermi cioè la visualizzazione del cambiamento e l’emozione
      ad esso associata. Solo in questo modo si innesca la motivazione a mettere in atto tutte
      quelle azioni necessarie al raggiungimento del risultato. Inoltre tale risultato viene a sua
      volta rielaborato creando nuovo pensiero ed emozione e quindi nuova motivazione
      innescando un processo positivo di progressivo miglioramento.
      I miei complimenti per la tua osservazione molto profonda
      e spero di poter leggere i tuoi commenti anche in altri miei articoli.
      A presto

  • graziella

    Dottor Sardo,le sono grata per il suo articolo molto interessante che mi pemette di approfondire un tema che mi sta molto a cuore.
    Il punto critico per me non e’ riconoscere le convinzioni limitanti e trasformarle in potenzianti,mi spiego:tutti conosciamo l’importanza del pensiero positivo ,pero’non funziona con tutti dal momento che,da quanto ho capito,e’ l’emozione che ha il sopravvento sul signicicato delle parole nel creare nuovi circuiti neurali.Il problema e’ che non e’ ammesso “barare”.
    Io posso recitare davanti allo specchio 100 volte al giorno per 100 giornima se il mio programma e’non funziona.E’un circolo vizioso che mi impedisce di creare nuovi circuiti neurali.La forza di volonta’ e l’impegno che mi caratterizzano mi hanno aiutato finora a vincere piccole battaglie,ma non la guerra:esprimere la piu’ alta manifestazione di me stessa.Cordiali Saluti Graziella

    Rispondi
    • luigi sardo

      Ciao Graziella,
      puoi chiamarmi Luigi. Qui siamo tra amici.
      Ti faccio i miei complimenti per ciò che hai scritto poichè hai centrato in pieno il problema fondamentale. Le parole sono belle ma come tu dici complessa è la pratica.
      Credo che è la difficoltà di tutti noi. Passare dal pensiero all’azione. Nel mio articolo ho solo voluto mettere in risalto che oggi conosciamo di più sul cervello e quindi sapere che è possibile in qualche modo modificarlo può rappresentare uno stimolo maggiore ad effettuare un processo di miglioramento.
      Hai perfettamente ragione quando dici che non basta stare lì a ripetere tante belle parole. Fondamentale è l’emozione. E’ quella che imprime a livello incoscio il meccanismo di riconnessione neuronale. Però mi rendo conto che è difficile. Non è certamente semplice. Come ti dicevo tu hai saputo esprimere molto bene un problema abbastanza comune.
      Ti invito a leggere il secondo articolo che ho pubblicato in cui spiego il meccanismo della motivazione che rappresenta il primo passo per affettuare qualsiasi tipo di azione. Parlo anche del ruolo delle emozioni che affronterò in maniera più completa in un successivo articolo. Io ritengo che bisogna cominciare da un’approfondita conoscenza di sè e lo studio e la consapevolezza delle proprie emozioni rappresenta un passo fondamentale. Considera che oggi si parla anche di intelligenza emotiva.
      Sempre nell’articolo pubblicato consiglio, una volta innescata una forte motivazione, di rivolgersi a chi ha già fatto tale passo o ad una guida autorevole.
      In questo sito ad esempio puoi trovare diversi esperti (motivazione, PNL, ecc.) che possono indicarti come iniziare un percorso.
      Sappi che qualsiasi strada vorrai intraprendere otterrai sempre la modificazioni di circuiti neurali preformati.
      Ti invito a leggere il mio nuovo articolo, a esprimere il tuo parere e a discuterne.
      Comunque credo che già esprimi la più alta manifestazione di te stessa. Hai perfettamente chiaro qual è il meccanismo alla base, hai una ottima capacità introspettiva e sei molto chiara con te stessa. Non “bari”.
      Attendo un tuo parere

  • vincenzo

    Ciao Luigi, bellissimo articolo, soprattutto è bello per chi come me lavora a livello intuitivo sapere che anche la scienza conferma la continua adattabilità del cervello a nuovi schemi di pensiero e di azione. ho sempre sostenuto che il cervello è una landa inesplorata e selvaggia larga solo dicassette centimetri. Non vedo l’ora di leggere il prossimo articolo.

    Rispondi
    • luigi sardo

      Ciao Vincenzo
      e grazie per il tuo intervento.
      E’ molto bella la tua definizione del cervello. Rende bene l’idea. Edelman sostiene ad esempio che il cervello è l’oggetto più complesso dell’universo.
      Fortunatamente si comincia a far luce su diversi aspetti. La scienza sta forse solo dimostrando ciò che si è sempre pensato. Io sostengo che noi siamo il nostro cervello e capire come funziona credo che può significare conoscere sè stessi. Scoprire che il cervello, come tu dici, si adatta a nuovi schemi di pensiero può rappresentare una motivazione in più ad intraprendere un processo di cambiamento e miglioramento.
      Confido in un tuo intervento anche per il mio prossimo articolo.

  • nicola

    ciao a tutti,
    sono contento di essere entrato in questo blog a leggere questo articolo,a proposito tanti complimenti a luigi.

    Secondo me nella vita si creano una serie di convinzioni potenzianti o limitanti che influenza costantemente la vita quotidiana.

    Leggendo questo articolo,si deduce che è importante riconoscere tutte quelle convinzioni che ci limitano e ci impediscono di realizzare i nostri obiettivi più importanti.

    Nel mondo esistono due tipi di persone, “quelli che agiscono senza pensare e quelli che pensano senza agire”,imparare sia a pensare che ad agire è molto importante per una vita migliore

    Rispondi
    • luigi sardo

      Ciao Nicola,
      e grazie per i complimenti.
      E’ bello ricevere dei commenti così stimolanti. Sono pienamente d’accordo con te. Pensiero e azione. Il passo fondamentale per il miglioramento. Ti dico che hai in un certo senso anticipato il tema del mio prossimo articolo.
      Hai ragione quando affermi che le convinzioni condizionano la nostra vita. Esse plasmano i circuiti neurali che si rinforzano per l’uso continuo e agiscono in maniera automatica e soprattutto inconscia. Giustamente tu fai una distinzione tra convizioni potenzianti e limitanti. Nel primo caso otteniamo buoni risultati. Nel secondo caso molto probabilmente la nostra vita è povera di gratificazioni. E correttamente sostieni che bisognerebbe riconoscere tali convinzioni limitanti. E questo rappresenta il cuore del mio articolo. Riconoscere le componenti negative che ci limitano perchè, alla luce delle nuove scoperte sul funzionamento del cervello, è possibile eliminarle. E’ possibile non dire più “Io sono fatto così”. Come afferma Joe Dispenza, questa espressione ne nasconde un’altra: “Io esprimo i miei circuiti neurali e non voglio cambiarli”. Il piangerci addosso rinforza solo le connessioni dei neuroni che controllano le convinzioni limitanti e entriamo quindi nel circolo vizioso.
      Aspetto un tuo interessante commento anche al prossimo articolo.

  • Richisolution

    Estremamente interessante! Tuttavia citando “LeDoux che sostiene che per ogni emozione esiste un determinato sistema, ovvero afferma che le emozioni sono funzioni del cervello.” nella mia visione poetico-olistica dell’individuo Uomo, mi chiedo se nasce prima l’emozione… o il circuito neuronale che la rappresenterebbe. :)

    Complimenti per l’articolo. In golosa attesa del prossimo.

    Rispondi
    • luigi sardo

      Ciao e grazie per il tuo bellissimo commento.
      E inoltre grazie per la domanda che ti poni. Spinge a riflettere.
      Cerco di dirimere il tuo dubbio. Nasce prima il circuito neurale. I sistemi che sono alla base delle emozioni sono il risultato
      delle informazioni genetiche comuni a tutti gli uomini. Tali sistemi riguardano il controllo di quelle che il neurobiologo Damasio definisce emozioni primarie e che si ritrovano non solo negli esseri umani ma anche negli animali superiori. Sappiamo che anche questi provano la paura ad esempio. Si tratta di emozioni fondamentali per la sopravvivenza e quindi i circuiti neurali sottostanti si sono conservati nell’evoluzione. Le emozioni secondarie sono invece il risultato dell’interazione con l’ambiente. Ma di questo parlerò in un prossimo articolo.
      Ti aggiungo che Damasio ha, come te, una visione olistica. Egli infatti afferma che la mente è presente nel cervello e nel corpo. La Dottoressa Candace Pert del NIMH ha identificato le sostanze che intervengono in questo dialogo continuo tra cervello e corpo. Ma anche di ciò parlerò in altri articoli.
      Spero di trovare un tuo commento anche ai prossimi articoli. Sono ottimi spunti di riflessione.

  • francesco

    … grazie per l’articolo, utile a facilitare il sempre auspicabile cambiamento!

    Rispondi
    • luigi sardo

      Ciao Francesco
      e grazie per il tuo commento.
      I miei complimenti per il tuo blog. Inoltre ho trovato molto interessante l’articolo Il potere delle storie.
      Si collega molto a quanto scrivo. Il nostro modo di pensare dipende dai circuiti neurali che si sono costituiti.
      Più tali circuiti vengono utilizzati più si rinforzano. Quindi ragionando solo in termini di difficoltà e problemi la rete sottostante si rinforzerà sempre di più finchè tal modo di pensare diventa automatico.
      Cambiando modo di vedere, come tu dici pensare “a colori”, andiamo a creare nuove connessioni neurali disabilitando sempre più il vecchio schema. Se abbiamo costanza e determinazione rafforziamo sempre di più la nuova rete finchè il nuovo modo di pensare diventa automatico.
      Ma abbiamo il coraggio di abbandonare il vecchio circuito?

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