La paura di parlare in pubblico è in alcune nazioni la paura più diffusa che sopravanza quella della morte, o dei serpenti oppure dei ragni. Sono rilevazioni statistiche acquisite attraverso sondaggi seri.

La paura di parlare in pubblico è ufficialmente un problema sociale che crea un impatto a rilevanza anche economica. Questa paura può bloccare le carriere di persone con grande potenzialità, può stroncare la vita professionale di migliaia di professionisti.

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Questo tipo di paura può addirittura sfociare in una fobia (fobia sociale) e paralizzare la vita relazionale. Eppure oggi esporsi di fronte ad una platea o semplicemente manifestare il proprio pensiero in maniera assertiva ed efficace di fronte a qualcuno è divenuta una esigenza indispensabile.

Vincere questi blocchi emotivi, queste resistenze interiori non è un lusso, è una necessità.

Pensa un attimo all’impatto pratico che può avere sulla tua vita il fatto di essere sicuro di te nell’esprimere le tue idee e le tue convinzioni davanti agli altri.  Pensa a quanto questo fatto possa accrescere la tua autostima e sicurezza interiore non solo nelle occasioni del public speaking.

Pensi che questo possa far fare un salto di qualità nella tua vita?

Nella mia esistenza questo aspetto è stato determinante poiché ha creato un effetto domino in tutta la mia vita di relazione, quindi in quella parte dell’esistenza che può determinare la felicità.

Ora pensa un attimo cosa succede nella tua fisiologia e nella struttura del tuo pensiero quando stai per impegnarti in un discorso, in un intervento, nella manifestazione delle tue idee davanti ad un qualsiasi pubblico.

A livello fisiologico: palpitazioni, sudorazione, pressione sanguigna che si impenna, rigidità muscolare, mal di testa, crampi etc…

A livello mentale?

Crisi di memoria, senso di stordimento, ansia, angoscia, senso di panico..

Quando la tensione è sotto controllo si riesce ugualmente a portare a termine la propria performance. Quando non è controllabile si può arrivare a veri e propri attacchi di panico e blocchi mentali. E la performance va farsi benedire. Chiariamoci la tensione fa bene a chi parla in pubblico perché fornisce benzina emotiva.

Ma troppa tensione influisce negativamente sulla realizzazione di un intervento in pubblico.

Concretamente di cosa si ha paura o di chi?

Quali sono le raffigurazioni mentali o i pensieri che si fanno quando si ha paura di parlare in pubblico?

La prima paura è quella di sbagliare, la paura della brutta figura. E questa paura è collegata alla dipendenza dal giudizio altrui. Ci sentiamo sotto giudizio, osservazione, sotto esame e questa pressione crea tensione. La paura di non ricordare, di non potersi esprimere come si sa, di bloccarsi, di non riuscire a dire una parola. In fondo se ci pensi bene sono le stesse paure prove durante gli esami.

ARTICOLO UNO, COMMA UNO DELLA COSTITUZIONE DELL’ORATORE:

 Hai il diritto di sbagliare!

 E quindi rilassati, non sei perfetto, nessuno si aspetta da te la perfezione poicè non è di questo mondo. Anzi direi che il pubblico più di tutto si aspetta coerenza, semplicità, umanità. Che tu sia sicuramente preparato, che conosca meglio di chiunque in sala l’argomento, ma che tu sia anche coerente con i tuoi principi, i tuoi valori. Che tu sia a tuo agio e fondamentalmente te stesso.

A questo proposito voglio rilevare un punto essenziale: non c’è bisogno di indossare una maschera in pubblico. La migliore maschera è la tua!

Ogni persona in quella platea, anche la più esigente, sa che non è facile salire su un palco ed esprimersi in maniera efficace. Non esistono gli oratori nati tali. Gli oratori diventano oratori. Con il tempo passando anche attraverso le figuracce, sbagliando e raccogliendo i feed back migliorerai, affinerai le tue tecniche ed arriverai a provare piacere a stare davanti a loro.

Quindi cosa ti rappresenti quando sei assalito da questi attacchi di paura? Cosa dici a te stesso?

Probabilmente niente di rassicurante. Vedrai raffigurata la tua piccola immagine di persona schiacciata dal fallimento, udirai le voci del dissenso, i fischi etc…

Questo è quello che avviene unicamente nella tua testa ma è quello che sciaguratamente può riflettersi nel mondo reale.

Tu puoi tenere sotto controllo le tue emozioni ed i tuoi stati mentali, facciamo un esempio pratico con un esercizio.

ESERCIZIO

Mettiti comodo e trovati un angolo di pace. Assicurati di non essere disturbato nei prossimi cinque minuti.Voglio che tu vada con la mente ad un episodio in cui ti sei sentito particolarmente sicuro di te, a tuo agio, spontaneo e libero di essere te stesso.

Se ti risulta difficile ricostruire questo attraverso i ricordi immagina di poter essere come desideri in una situazione relazionale, davanti ad un pubblico, in un contesto in cui tu possa esporre le tue idee.

Sei pronto?

Una cosa importante guardati dall’esterno, ossia dissociati, fai finta che tu sia una mosca sulla parete della stanza che ti sta osservando. Cosa vedi di te che ti piace? Che voce usi, che gestualità, come ti muovi, come parli?

Che stato d’animo hai, quali sono i tuoi pensieri, il tuo dialogo interiore? Questo è il tuo stato risorsa, il tuo sé ideale.

In questo stato sei efficace e vincente.

Ora prendi questa immagine di te “carismatico” ed allargala sempre di più, immaginati di stare al cinema sulle poltroncine di prima fila e va in onda lo spettacolo con te protagonista. Amplifica i suoni, le voci, senti gli applausi, le voci di consenso. Tu ti racconti una storia meravigliosa, che sei grande, che ce l’hai fatta, che puoi tutto quello che vuoi.

E le tue sensazioni? Dove sono concentrate, nella pancia, sullo stomaco, in testa? Prendi questa sensazione meravigliosa e falla girare, allargala a tutto il corpo. Sei in uno stato di grazia, ti senti meravigliosamente bene. Sei veramente felice. Sei pervaso da una emozione straordinariamente bella!

Ora immagina di scendere dalla tua poltroncina del cinema ed entrare nello schermo, ed entrare nel tuo te stesso meraviglioso, ora vedi le tue mani, senti con il corpo del protagonista. Sei tu a tutto schermo nel cinema.

Arrivano gli applausi, la standing ovation, sono tutti per te!

Associa un gesto a questa situazione emotiva, crea un tuo gesto personalizzato da ripetere ogni volta che vorrai provare queste sensazioni.  Ancorati al successo.

Ripetilo 3 volte. Questa sarà la tua ancora del carisma e della sicurezza che potrai utilizzare qualora ti serva.

Come ti senti? Credo molto meglio, fammi sapere.

Con il cuore

Luigi

Paura di parlare in pubblico

12 Commenti

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  • Luigi Miano

    Ascolta comprendendo, sentenfo se e quando è il momento che tu ne parli. E successivamente ascolta te stesso. Vai sempre oltre le parole…Prenditi i tempi necessari con pazienza, concentrati in particolare sull’altro, sul fatto che tu voglia il suo bene.
    Ciao
    Lugi

    Rispondi
  • juri

    Ascolto quello di dice senza che gli parli del network, oppure sento se è bene che gli parli?
    Bisogna che ne parli a tutti anche se non me lo sento, oppure è meglio comunque ascoltare me stesso sul da farsi?
    Grazie ancora Luigi.

    Rispondi
  • Luigi

    Juri,
    quando sei in presenza di una persona concentrati interamente su di lei, ascolta con intenzione, prova a sentire quello che vuole dirti oltre le parole, mettici intenzione…ed avrai le risposte.

    un salutone

    Rispondi
  • juri

    Grazie mille Luigi per le info.
    Come si fa invece a sapere se uno ha paura oppure è un segnale che non sta sentendo il proprio intuito?Non dico di parlare in pubblico, ma quando ho paura o titubanza a parlare ad una persona di un network che sto facendo.A volte non riesco a capire se faccio bene o no a parlarne.
    Anche li non sempre sono sciolto a parlare con chi non entra subito con me in empatia.
    Buon pomeriggio.

    Rispondi
  • luigi miano

    Hai ragione Elisabetta ma l’argomento è molto complesso ed ho ritenuto giusto andare direttamente al nocciolo. Certamente poi ci sono tutte le implicazioni riguardanti le convinzioni.
    Ciao

    Luigi

    Rispondi
  • elisabetta

    riguardo l’articolo della paura, ritengo che bisognerebbe andare un po’ più in profondità.
    La paura è un “distrattore”, ossia distrae la tua energia da altro.
    Da cosa stai distraendo l’energia quando hai quella paura?
    Quale giudizio stai nascondendo lì?
    Quale convinzione/conclusione stai difendendo?
    La consapevolezza che esce da lì creerà il cambiamento che desideri..
    with love and gratitude..

    Rispondi
  • luigi miano

    Juri, il tuo problema non è solo il tuo ma è condiviso da milioni di persone.
    Le chiavi per vincere la paura sono in estrema sintesi 2:

    1) allenamento costante anche sbagliando, anche passando attraverso la figuraccia, cogliendo ogni occasione che ci si presenti. La paura va quindi presa di petto e non agevolata

    2) gestire le nostre rappresentazioni mentali attraverso le visualizzazioni creative e la gestione dei pensieri e del dialogo interno

    se ti interessa il 25 ed il 26 settembre terremo il corso vincere la timidezza parlando in pubblico
    http://www.corsiset.it

    Un grande abbraccio e tinimi aggiornato

    Luigi

    Rispondi
  • juri

    Ciao Luigi.
    Parlare in pubblico o esprimere le mie idee è molto impegnativo per me.
    Mi rendo conto che ai corsi sudo freddo e ho anche paura che mi chiamini sul palco!
    Come posso fare?
    Grazie mille.
    Buon pomeriggio.

    Rispondi
  • Luigi

    @Pippi, che dire sono io che ti ringrazio per la tua importantissima testimonianza che sia utile anche ad altri.
    ti faccio i miei più sentiti complimenti per i tuoi risultati e continua su questa strada.
    Con il cuore
    Luigi

    Rispondi
  • Pippi

    Luigi sei stato…illuminante!
    Ho applicato il tuo ragionamento non al pubblico, bensì al mio rapporto con i miei superiori (a lavoro, intendo)! Ogni volta che mi viene fatta una domanda, una osservazione su un qualsiasi tema, che sia di lavoro o di avvenimenti quotidiani, da parte loro io…mi irrigidisco, mi ammutolisco, ho paura di sbagliare, di dire la cosa errata, sento il loro “giudizio onnipotente” su di me e questo mi provoca tensione, mi fa star male…
    Ma dove è finita quella grinta, quella sicurezza che avevo quando davo gli esami all’università che mi gratificavano con un bel 30 come votazione? Ho chiuso gli occhi e mi sono vista…ero una “mosca sulla parete” durante l’esame che più mi è piaciuto in assoluto…quello che tutti i miei amici temevano, quello che non tutti sono riusciti a passare e quelli che lo hanno fatto hanno avuto un voto bassissimo…io ero lì, ferma e sicura delle mie conoscenze e delle mie capacità..sono stata tosta, come hanno detto i miei amici e ho preso un bel 30! Che soddifazione!
    Grazie per avermi aiutato a ritirar fuori questa grinta, questa sicurezza che deve necessariamente abbattere il timore di un giudizio negativo da parte degli altri! Il tuo articolo, come ho già detto, mi ha illuminata. Grazie, davvero.

    Rispondi
  • Luigi

    Ciao Gennaro,
    credo che tu faccia riferimento a Maltz ed al suo splendido libro psicocibernetica. Tra l’altro Maltz è stato veramente un pioniere in questo campo.
    Per quanto riguarda i corsi, io ho cercato di strutturare un corso di parlare in pubblico che andasse a toccare proprio i punti che tu tocchi.
    Il nostro corso lavoro sull’immagine di se stessi, sulla fiducia nelle proprie possibilità andando oltre le tecniche. Per cui non posso che essere pienamente d’accordo con la tua visione.
    A presto
    Luigi

    Rispondi
  • Gennaro

    Luigi credo che il Tua artcolo sia molto vero rispetto all’esperienza della paura del parlare in pubblico e soprattutto quando metti in evidenza il nucleo centrale che mette in moto il processo della paura di parlare in pubblico, cioè il timore di sbagliare e quindi del giudizio altrui. in poche parole credo che il tutto parte proprio dall’immagine che ognuno ha di se stessi. Molti anni fa un chirurgo plastico ha fatto vari esperimenti su quest’ultimo apsetto che ho indicato e nei suoi studi è risultato che per i suoi pazienti non bastava l’intervento chirurgico per cambaire l’aspetto, ma occorreva anche cambiare l’immagine che il paziente aveva di ses stesso. Quindi in definitiva uno può fare tutti i corsi che vuole di parlare al pubblico, ma la cosa fondamentale è rendersi consapevole dell’immagine che si ha di se stessi e di conseguenza se questa risulta negativa allora è necessario modificarla per rendersi accessibile al proprio talento e coltivarlo.
    A presto
    Gennaro

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