Raramente mi capita di essere sopraffatto da pensieri negativi, produttivi di ansia, opprimenti.
Un tempo, qualche anno fa, era una mia pratica quotidiana.

So cosa significa essere completamente in balia dei propri pensieri, ostaggio della loro distruttività.
Qualche settimana fa, all’improvviso, ho cominciato ad essere sopraffatto da pensieri, dialoghi interiori, domande altamente negative. Si trattava di pensieri originati da problemi relazionali con la mia famiglia di origine e non solo. Indipendentemente dalla loro origine mi sono concentrato sulla loro gestione efficace.

pensieri distruttivi
Quello che ho fatto e che penso possa essere utile anche a te è stato uscire parzialmente dal mio ingarbugliamento emotivo e riuscire ad osservarmi per tentare di venirne a capo.
Ho potuto verificare questa connessione diretta tra la mia parte conscia ed istintiva che si alimentavano a vicenda. Ogni pensiero, ogni parola produceva una emozione corrispondente: ansia, angoscia, tristezza le prevalenti. Sembrava essere una sorta di onda anomala che man mano che procedeva verso la riva si alimentava sempre di più diventando sempre più alta.

Stavo in pieno cortocircuito emozionale.

Le mie emozioni negative si nutrivano in maniera parassitaria dei miei pensieri, delle mie domande improduttive, dei miei rimuginamenti,  stavo dandogli io il pasto principale. Si intensificavano pian piano, crescevano e richiedevano sempre più nutrimento.

Un altro fenomeno molto pericoloso che ho potuto verificare sulla mia pelle era questo contrasto tra il disagio di sopportare questa situazione e dall’altro quasi il compiacimento di trovarmi nel dolore.
E’ difficile spiegare, era come se mi trovassi diviso esattamente a metà.

Il sottile piacere di soffrire appagando un mio bisogno ancestrale di compatimento. Altra situazione che ben conoscevo in passato. La ricerca delle attenzioni attraverso il mettere in mostra la sofferenza. Vantaggio secondario.

Se avessi lasciato fluire il tutto in maniera incontrollata sarei stato completamente sopraffatto entrando in uno stato pseudo depressivo che mi avrebbe completamente paralizzato.

Come ne sono uscito?

Primo passo ne ho parlato con mia moglie e questo mi ha permesso di prendere meglio consapevolezza e focalizzare. Il dialogo, la scrittura sono strumenti potenti che permettono di focalizzare, di fare chiarezza dentro di noi.

Secondo passo ho meglio individuato la fonte di quei pensieri ed anche questo mi ha fatto fare un salto in avanti.

Terzo passo ho cominciato poi a produrre una massa di pensieri contrastanti che andassero a sostituire quell’ammasso di negatività…operazione che ha richiesto molta applicazione ed energia.

Quarto passo sono sceso giù con mia figlia e sono stato con lei un’ oretta, questo mi ha permesso il distacco quasi fossi in uno stato meditativo.

Quando sono risalito avevo cancellato buona parte di quelle emozioni o meglio forse sostituito.

Alla fine della serata ero stremato, sono crollato in un sonno profondo!
Ho avuto molto chiaro il senso della lotta, del match al fine di riprendere il controllo. Era come un contrasto di forze tra la mia parte cosciente ed il subconscio che remava contro. Una prova di forza, un braccio di ferro.

Il giorno dopo stavo benissimo, in ottima forma, positivo, di nuovo pronto a lavorare sui miei obiettivi.

Pensa un attimo, questa mia lotta è durata solo qualche ora, ci sono persone che lasciano andare questi pensieri distruttivi per una vita. Pensa a cosa possono veramente produrre nel loro sbuconscio e quindi nelle loro vite!

Credo che il sentiero verso la felicità ed il benessere emotivo passi anche attraverso queste lotte, questi percorsi di consapevolezza.

Ti invito quando capiterà anche a te a non lasciarti vincere dai pensieri distruttivi ma a cercare di riprendere il controllo e sperimenta quali possono essere gli step utili per te.

Mi auguro che la mia sperimentazione possa esserti di qualche utilità.

Con il cuore
Luigi

 

10 Commenti

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  • Ida

    Io non riesco a trovare la fonte da dove partono..

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  • simone

    Caro amico grazie per le parole. Io sono preoccupatissimo dei miei pensieri intrusivi non riesco a mandarli via mi fanno. Stare malissimo i pensieri i vanno contro la mia morale e il mio credo. Ho molta Laura mi spieghi bene la tua esperienza. Grazie il Signore. Ti benedica Simone

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  • Luigi Miano

    Ciao Monica,
    pensa ad una cosa come tu scrivi Non posso star male per colpa mia, tutto ciò che sta accadendo è determinato da te. In qualche modo, inconsciamente, tu stai volendo questo tilt psico-fisico. E’ una reazione a qualche cosa che ti ha bloccato o ti sta bloccando, ad un trauma che stai cercando di risolvere. Quindi stai nel dolore e nella sofferenza. Osservalo, sappi che ogni problema scatenato è voluto e controllabile da te. Non sentirti vittima fuori controllo, sentiti consapevole di ciò che accade. Tu puoi far terminare tutta questa sofferenza da un giorno all’altro. Fammi sapere se ci sono dei miglioramenti

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  • irene

    mi kiamo monica,ho 28 anni mi sento completamente morire,la mia mente ha preso il controllo totale sulle mie funzioni corporee,mi sento sempre male simulo contrazioni muscolari,rispiro in modo trattenuto blocco il diaframma non si muove,takicardia e dolori muscolari estremi al petto e alla spalle,penso a come muovermi e non mi muovo bene accumolo tensione,mi sento bnloccata completamente,non so piu come fare,a volte non ci penso,ma il mio corpo sembra essersi autonomizzato,come devo fare ad eliminare questa cosa non posso stare male per colpa mia e non voglio stare male,come devo fare per eliminare questi pensieri e questi sintomi invalidanti,sono disperata ho un controllo del corpo pazzesco.ho pauraaaaaaaaaaa

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  • Luigi Miano

    Ciao Filippa ho grande rispetto per la tua lotta nei confronti del dolore.
    Sento molta forza in te ed è apprezzabile il tuo messaggio di speranza finale.
    Permettimi solo di precisare questo.
    quello che io propongo non è una tecnica ma una modalità con cui affrontare i pensieri basata sull’esperienza.
    Non mi piace parlare di tecniche, non mi piace ragionare in termini di tecniche. Oggi tutto è tecnica…sembra che esistano soluzioni tecniche per tutti.
    io credo nei percorsi personali e ciascuno può sperimentare e trovare il proprio. Io mi permetto di mettere a disposizione il mio percorso perchè ho raggiunto una stabilità emozionale che mi porta verso la felicità E’ solo una indicazione.
    Credo infine che sia corretto parlare di attitudine mentale ad affrontare i pensieri e controllarli in modo che siano funzionali ad una vita serena.
    Ti facci un immenso in bocca al lupo
    Luigi

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  • Filippa

    La mia vita è, da sempre, una lotta contro la depressione. E’ come se ci fosse una forza oscura che tenta sempre di tirarmi giù e di farmi stare male. Una volta ho letto che è un problema di chimica del cervello, alcune persone producono delle sostanze che inducono l’ottimismo ed altre invece la depressione ed io alla luce della mia esperienza posso solo concordare.
    Le battaglie, per inciso, le ho sempre vinte io. Ho avuto la “fortuna” di avere una brutta crisi di nervi quando ero adolescente e in quell’occasione mi sono spaventata talmente tanto che ho promesso a me stessa che non sarebbe mai più successo, che non sarei mai più arrivata a quel punto. Così è stato in effetti, ma ho trascorso dei periodi brutti in cui dovevo farmi continuamente il l’auto-lavaggio del cervello per convincermi che dovevo alzarmi dal letto, dovevo lavarmi e vestirmi, andare a lavorare …., e soprattutto non prendermi sul serio, tanto che la maggior parte di coloro che mi sta intorno nemmeno conosce questo mio intimo tormento, qualcuno addirittura mi dice che sono sempre sorridente!
    In tutto questo sono sola, ho cercato di farmi aiutare, ma il beneficio delle terapie è arrivato sempre fino ad un certo punto, insomma il grosso è sempre stato a mio carico e la verità è che sono esausta perchè tutto ciò costa una fatica incredibile. E la mia vita è stata strana, per tanti versi, ma ci vorrebbero decine e decine di pagine per raccontarla.
    Le tecniche servono, e ti ringrazio per averne suggerito delle altre, ma sono solo sollievi momentanei, almeno per me, perchè dopo qualche tempo un brutto pensiero viene a farmi visita e devo organizzarmi per fronteggiarlo.
    Con il tempo, tantissimo tempo, ho cominciato a sentire il valore della mia vita a prescindere da tutto ciò che mi circonda e dai risultati che sono riuscita ad ottenere.
    Per far migliorare l’umore ho trovato un certo beneficio con le tecniche di respiro e un po’ con l’EFT e la logosintesi, mentre invece le visualizzazioni con me non funzionano proprio.
    Insomma vorrei dire a tutti quelli che vivono questa mia stessa esperienza di non mollare, prima o poi riusciremo anche noi a vivere sereni. Pace e amore a tutti.
    Filippa

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  • Luigi

    Ciao Vale,
    anche questa attività è questione di allenamento, di modifica di una forma di abitudine.
    Anche nel produrre pensieri distruttivi c’è abitudine, che è sicuramente più agevole rispetto alla produzione di pensieri costruttivi.
    Non lasciarti andare anche se all’inizio è molto molto faticoso.
    Infatti racconto anche io del mio intenso sforzo fisico…
    Grazie a te
    Luigi

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  • Luigi

    Grazie a te Antonio e buon lavoro sui tuoi pensieri!

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  • vale

    ciao luigi,
    grazie.
    purtroppo so molto bene che cosa significhi trovarsi in uno stato d’ansia paralizzante, prodotto da pensieri che all’inizio sono negativi e finiscono con l’essere deleteri o distruttivi. è da un po’ che io mi devo destreggiare in questa situazione che mi ha portato a modificare drasticamente molti aspetti della mia vita, a fasi alterne fortunatamente. io non ne sono fuori, ma conto di riuscire perchè conduco una vita che a volte mi è impossibile, con la negatività che “parla” sempre…fortunatamente non il finesettimana quando sono fuori, ma il resto della settimana che si fa?!
    sì probabilmente per vincere bisogna far leva sui pensieri contrastanti, dar loro forza … e applicare questa formula ogni qualvolta se na ravvisi la necessità.
    eh, facile a dirsi! probabilmente farlo diventare una routine potrebbe aiutare, chissà..
    grazie ancora.

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  • antonio

    grazie tante

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