I pensieri negativi hanno origine da convinzioni limitanti

Anche le paure sono originate da credenze limitanti

Importantissimo: le credenze limitanti altro non sono che le opinioni o idee negative che abbiamo su noi stessi!

La negatività uccide la creatività!

Tutti abbiamo avuto paura di tante cose. Tutti abbiamo ancora paura di qualcosa. Tu di cosa hai paura in particolare?

Hai paura perché “credi” che ti possa accadere chissà che cosa. Sei “convinto” che facendo quella cosa ti succederebbe un guaio! E così non agisci, resti bloccato e soffri terribilmente perché vorresti farlo, ma non hai abbastanza coraggio! Non riuscire a fare quello che vorremmo fare ci fa sentire inadeguati e ci tortura la mente.

Infatti, potersi dire a gran voce “Finalmente ce l’ho fatta!” è una soddisfazione immensa, e forse è il vero scopo cui tende il desiderio e l’azione!

Hai paura di essere respinto? Temi di essere rifiutato perché “pensi” di non essere all’altezza, di non essere capace, di non valere abbastanza, di non meritare. E siccome “credi” di non valere nulla, la paura ti impedisce di prendere la decisione giusta e/o di agire. In questi casi la paura si comporta come un meccanismo salvavita. Infatti, la tua convinzione è che passando all’azione ti succederebbe chissà quale guaio! Quindi, stando così le cose, è meglio non fare nulla; per cui l’inconscio, che è privo di razionalità, ti blocca, apparentemente per il tuo stesso bene!

Le paure sono causate da credenze negative su se stessi!

Hai paura di prendere l’aereo? Chi non ha mai avuto paura dell’aereo alzi la mano! Hai paura di prendere l’aereo perché “credi” che potrebbe guastarsi e precipitare. Probabilmente sei rimasto scioccato da qualche brutta notizia sentita alla televisione! Le notizie del telegiornale hanno un impatto enorme. La caduta di un aereo, così come viene commentata e ripetuta alla televisione più volte nel corso del giorno, dà la sensazione pervasiva che, in generale, gli aerei non siano per niente sicuri. E’ assurdo che un incidente aereo, che capita ormai rarissimamente, possa creare un’impressione così forte, come se ogni giorno ci fosse un aereo che cade, tanto sono drammatiche le immagini viste alla tv.

Quando la televisione parla, per esempio, di un killer che ha sparato su un gruppo di persone, nessuno si sente più sicuro perché la notizia è così spaventosa che bypassa completamente l’emisfero sinistro del cervello, quello critico, e ci sembra che la cosa possa capitare anche a noi. E del resto, basta che la televisione parli di un fatto qualsiasi, per esempio degli incendi boschivi in Sardegna, ed ecco che il giorno dopo gli incendi avvengono anche in altre regioni.

Dunque, chi ha paura o si spaventa facilmente farebbe bene ad evitare i telegiornali che riempono la testa di brutte notizie e di problemi che si trasformano facilmente in credenze negative demotivanti!

Tornando alla paura di prendere l’aereo, credo che basterebbe frequentare gli aeroporti come visitatore, e vedere le persone in fila al check-in con le loro valige, o che attendono la chiamata per l’imbarco tranquillamente sedute nelle poltrone delle grandi hall dell’aeroporto, per far sparire questa paura. Vedendo così tanta gente che prende l’aereo tutti i giorni, ci si deve per forza rendere conto della propria falsa credenza sulla scarsa sicurezza dei voli: infatti, ormai è unanimente riconosciuto che viaggiare in aereo è più sicuro che andare in treno e ancora più sicuro che viaggiare con automobile.

Va anche detto però, a giustificazione di chi non riesce a liberarsi di questa paura, che siccome le paure sono irrazionali e incosce, sono più forti della propria forza di volontà o/e della propria razionalità, per cui fino a quando non capiterà di essere costretti a prendere l’aereo per necessità, potrebbe mancare la giusta motivazione. Senza motivazione, infatti, non si combina nulla di buono nella vita e non si vincono neanche le paure.

Ora, la cosa interessante emersa dalle mie riflessioni è che sono le convinzioni limitanti a causare i pensieri negativi.

E’ ovvio! Se si ha la convinzione di non essere all’altezza, di non essere capaci, di non farcela, di non meritare, è naturale avere pensieri di fallimento e di sciagure che assillano la mente in continuazione!

Anche quando la tua mente va al passato e ti tormenta per ciò che di brutto ti è capitato, la causa dei tuoi pensieri angosciosi è sempre la presenza di una convinzione inconscia che fornisce energia negativa ai tuoi neuroni.

Ora, andando al mio primo articolo (di grande successo) sui pensieri negativi risalente al 1° agosto 2009 –http://www.piuchepuoi.it/pensieri-negativi-come-controllarli.html-, preciso che i pensieri negativi pur essendo autonomi e involontari, sono la conseguenza di credenze negative di cui si è completamente ignari.

Questa è una grande notizia perché significa che noi possiamo intervenire sui pensieri negativi e possiamo liberarcene, se riusciamo a capire qual è la convinzione limitante che li genera!

Ho anche scritto sul mio blog (www.pasqualefoglia.com) che i pensieri negativi sono come i funghi velenosi che crescono spontaneamente nei boschi. Ma in realtà neanche i funghi velenosi sono spontanei: essi infatti sono prodotti dalle spore (semi polverulenti prodotti nelle lamelle o nei tubuli presenti sotto il cappello dei funghi). Soltanto se nel terreno c’è la presenza di spore, in condizioni idonee di umidità e di calore nascono i funghi. Se non ci fossero le spore disseminate qua e là nel bosco dai funghi stessi nelle annate precedenti, non potrebbero nascere né i funghi velenosi, né quelli commestibili.

Ugualmente, se non si avessero credenze negative inconsce su se stessi formatesi negli anni precedenti, specialmente durante l’infanzia, non potrebbero esserci paure, pensieri negativi, conflitti interiori e autosabotaggi!

Quindi, è bene rendersi conto che i pensieri negativi, per quanto autonomi e indipendenti dalla nostra volontà, sono comunque causati dalle nostre credenze negative, anche se non ne siamo consapevoli. Noi al massimo percepiamo un certo pessimismo e disagio. A causa del pessimismo -effetto anch’esso delle convinzioni limitanti!- ci concentriamo su ciò che vorremmo evitare anziché su ciò che desideriamo ottenere, col risultato che attiriamo proprio le cose brutte da cui fuggiamo.

Bisogna avere davanti agli occhi sempre il risultato finale che vogliamo ottenere, immaginando di averlo già raggiunto! E soltanto se ci sostengono molti perché, e quindi una forte motivazione, riusciamo a superare le difficoltà e a rialzarci dopo ogni caduta.

Il pessimismo è assai più pernicioso di quanto comunemente si crede perché produce energia negativa che blocca la creatività, l’intuito e la visione d’insieme, anzi possiamo ben dire che la negatività blocca le funzioni utili dell’emisfero destro del cervello! Non solo, ma toglie anche la lucidità mentale mettendoci in conflitto con noi stessi.

Secondo te perché gli amministratori delegati hanno stipendi da capogiro? Sono superpagati proprio perché sono ottimisti ad oltranza e hanno un forte self-control. Grazie soprattutto a queste loro qualità che consentono di avere i due emisferi cerebrali sempre in sintonia, sono concentrati sul risultato finale e sulla soluzione rapida dei problemi. Non può esistere un top manager pessimista!

Ora, è evidente che se tu ti sentissi sicuro e fiducioso non potresti avere pensieri negativi. In fondo, quando sei contento perché lo sei? Sei contento perché hai pensieri positivi su te stesso. Sei contento perché, in base a quanto di buono ti sta accadendo, sei convinto di essere all’altezza, di essere capace, di riuscire in quello che fai, di meritare! Sei contento perché, grazie alla tua competenza, riesci a superare le difficoltà che incontri sul tuo cammino.

In generale, se sei convinto di te stesso e sicuro di farcela raggiungerai qualunque obbiettivo; ma se, al contrario, sei convinto che è impossibile raggiungere un certo obbiettivo, che non ne sei capace, il pessimismo ti colpirà!

Se sei pessimista, sei anche convinto inconsapevolmente di non meritare il successo. Non sei libero: sei sotto l’influsso malefico delle tue convinzioni limitanti! E non lo sai!

Anziché lamentarti delle ingiustizie della società e della corruzione dilagante, o recriminare contro Dio e contro i tuoi genitori che (secondo te) non ti hanno saputo crescere o amato abbastanza, faresti bene a guardare in faccia alla realtà, ad accettarla, perché soltanto così ti renderesti conto delle vere cause delle tue difficoltà: la scarsità di conoscenza e di risorse adeguate!

Ricordati che se ritieni faticosa l’istruzione e la formazione, è perché non sai quanto sia micidiale l’ignoranza!

Dunque, accetta la realtà anziché lamentarti inutilmente, ossia assumiti le tue responsabilità e rimboccati le maniche al più presto possibile!

I pensieri negativi devono essere accolti con comprensione ed amore perché sono i sintomi del nostro disagio, ci vengono proprio per farci aprire gli occhi sulla realtà che non ci piace e che spesso ci ostiniamo a rifiutare e a combattere, desiderando di cambiarla senza fare nulla.

In genere, i pensieri negativi sono falsi, tant’è che le cose catastrofiche che ci rappresentiamo nella mente a causa del pessimismo o di ricordi angosciosi non si verificano quasi mai. Sono falsi proprio perché sono originati da credenze negative obsolete di cui non si è coscienti, le quali ci mettono in contraddizione o in guerra con noi stessi impedendo la sintonia tra i due emisferi cerebrali e quindi di avere una vita armonica, serena e riuscita.

La realtà non si può cambiare con la bacchetta magica: è necessario assumersi una buona volta le proprie responsabilità e darsi da fare per acquisire nuove competenze e nuove abilità. Occorre avere un forte desiderio e un piano d’azione abbastanza preciso e flessibile e si devono conoscere le giuste strategie, ossia avere una direzione chiara e precisa di dove si è diretti e rappresentarsi nella mente in maniera abbastanza dettagliata ciò che si vuole ottenere immaginando di averlo già raggiunto (visualizzazione positiva)!

La grande scoperta è che le credenze limitanti, che bloccano la creatività e la libertà d’azione causando autosabotaggi e fallimenti, altro non sono che le opinioni o idee negative che abbiamo su noi stessi! Dunque, altro che inconsce: ne siamo perfettamente consapevoli, ma non sapevamo che opinioni, idee, sensazioni, auto-immagine e credenze hanno la stessa matrice!

Dunque, più che parlare di credenze limitanti e potenzianti, non sempre facili da diagnosticare o capire, è molto più semplice chiedersi come ci si sente: infatti, dove ti senti forte o/e hai un’alta opinione di te stesso, rendi al massimo e hai alte performance; invece dove ti senti debole fallisci in continuazione perché non fai altro che realizzare le tue profezie autoavveranti.

83 Commenti

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  • Dani

    Sono pienamente d’accordo: è vero quel che crediamo che sia vero! L’assunzione di responsabilità ci restituisce il potere che cediamo a qualcun altro (all’infuori di noi).
    Bell’articolo. Grazie!

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    • pasqualefoglia

      Ricambio con i ringraziamenti!

  • Fabio

    Cos’è l’uomo illuminato? Mi sai spiegare esattamente cos’è? E’ una eliminazione della mente? Si guarda la mente da fuori? Ho letto che si vive in unità con gli altri allo stesso tempo sei unito con gli altri ma distaccato è il paradosso della percezione

    in ogni caso la motivazione è la miglior cosa

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    • pasqualefoglia

      Ciao fabio,
      L’illuminato è colui che è riuscito ad integrare ogni aspetto della sua ombra per cui è diventato una persona veramente libera e saggia.

  • Claudio

    Dove dovrei scriverti in privato?

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  • Claudio

    So bene che mi avevi detto che lettere scriverle mi avrebbe fatto più bene che male, ma non sono affatto convinto che non valgo nulla anzi, so che persona sono. Semplicemente nella mia testa si sono intrufolati pensieri assurdi che non riesco ad eliminare totalmente e il panico mi ha dimostrato che quando ne ho troppo vado in tilt e sono stancamente costretto a ricominciare di nuovo tutto daccapo.
    Non mi sta bene.

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  • Claudio

    Perchè vuoi o non vuoi la sensazione rimane sempre, perché sai che non si risolve facilemte questa cosa. Io non ne voglio sapere più niente di tutto questo. Sono stanco e arrabbiato. Non riesco più a godermi nessun momento pienamente, o magari a tratti perché ho paura che tanto se mi ricomporto tranquillamente senza pensare a niente di negativo ritornano indietro tutte cose e quello che ho costruito di buono in quel momento se ne va a farsi benedire, un pò come sentirsi in trappola.

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  • Claudio

    Ciao Pasquale. Quanto tempo. Anche se è passata quasi una settimana. Spero non ti arrabbi se ti scrivo questo. Cioè fammi capire bene. Tu hai detto che il mio problema secondo te sono le convinzioni limitanti, cioè autosabotaggi che mi limitano e mi annientano. Ok. Mi hai detto che se avessi avuto fiducia in me stesso non avrei più avuto attacchi di panico. Ma quello che vorrei chiederti io è questo, sbagliavo quando ti dicevo che c’è una causa a tutto questo e che una volta trovata la causa avrei cercato di rimediare completamente su questo? Perché ieri sera me ne è venuto un altro e questa volta non è stato piacevole come le altre volte che mi riprendevo tempo niente. Non riesco a capire il perché, non ci riesco. E’ possibile che una volta guariti da tutto questo può ripetersi di nuovo magari dopo anni? Tra l’altro ho paura adesso a ritornare nella stessa situazione di prima di qualche mese fa, o meglio quando ancora la notte non dormivo e non riuscivo a riconoscere per un pò la realtà attorno a me e quella sensazione continua di paura. Insomma sento che questa cosa nonostante ci prova con tutte le mie forze non se ne vada più. Perchè posso capire che non mi succederà mai niente di brutto, ma la sensazione improvvisa rimane sempre. A meno che non sono io così di mio e non posso farci niente. Scusa ancora. Sentivo che dovevo sfogarmi con te. Voglio cercare di risolvere questo problema assurdo.

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    • pasqualefoglia

      Ciao Claudio,
      devi sapere che il controllo delle proprie emozioni è la cosa più importante e più difficile di questo mondo. Le emozioni sono cariche di energia e scattano automaticamente come automatismi inconsci collegati a un determinato modo di pensare… Insomma quando pensi certe brutte cose scattano anche le emozioni corrispondenti. Se credi ai tuoi pensieri ti ci attacchi, ci costruisci delle storie che credi vere e tutto ciò può scatenare paure più o meno forti fino agli attacchi di panico.
      Ora non è semplice darti una risposta risolutiva con questo mezzo: con le tue cose dette e non dette io non riesco a capirti. Ti invito a scrivermi in privato, se vuoi, a espormi i fatti e non concetti poco chiari, ti invito a dirmi tutte le cose che si possono dire o scrivere soltanto in privato.

  • Claudio

    Ciao Pasquale. Grazie ancora per un altro consiglio. Lo accetto volentieri. Lo sto imparando ad accettare. Grazie mille. ;)

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  • Claudio

    Ciao Pasquale! Ahahahah! Mi è venuto da ridere! Molto schietto lo apprezzo, come lo sei sempre stato d’altronde. Va bene ascolterò davvero questo tuo consiglio. Scusami e grazie ancora e sempre del tuo aiuto! Mi sento meglio tra l’altro da giorni ormai. Le cose migliorano e capisco di più. Grazie ancora. ;)

    Rispondi
    • pasqualefoglia

      Ciao Claudio,
      ricordati un’altra cosa: ogni giorno può essere diverso da quello precedente e da quello successivo, insomma ci sono gli alti e bassi nella vita. Se lo accetti, recuperi subito, se non lo accetti, non recuperi più….

  • Claudio

    Ciao Pasquale. Ho riflettuto molto oggi su quello che mi hai detto. Il mio problema principale è che è vero parlo tanto, ma in quanto ad agire non mi dovrei sentire da meno. Ho fatto molte cose sin da subito, con tanti e bruttissimi pensieri per la testa, in perenne confusione nonostante avessi capito molte cose. Che poi è la sicurezza che a me viene meno è senz’altro vero. Il pensiero fisso che tutto si potesse ripetere nuovamente, andare alla ricerca del motivo ben preciso per risolvere in maniera più concreta questo problema, forse mi avrà anche portato fuori strada. E’ vero non mi posso lamentare di niente. Spero di non essere andato fuori strada nella mia spiegazione. Farò di tutto per andare avanti come ho sempre voluto fare e sempre farò. Grazie ancora x l’attenzione.

    Rispondi
    • pasqualefoglia

      Claudio, se non smetti di scrivere lettere in continuazione che ti fanno più male che bene perché rinforzano con la ripetizione la tua falsa convinzione di non valere nulla, da cui nasce la paura del panico e l’insicurezza, sarò costretto a prenderti a pedate….
      Smettila di lamentarti e sorridi alla vita, sorridi ai tuoi cari, fatti risate a crepapelle, guardati con simpatia nello specchio e mandati baci a profusione e vedrai che i tuoi falsi pensieri negativi se ne vanno a farsi fottere e ti sentirai un leone!
      Pensa di meno e agisci di più. Anzi non pensare più…corri, corri soltanto! Stop!

  • Claudio

    Grazie Mille Pasquale. ;)

    Rispondi
  • Claudio

    Ciao Pasquale. Scusa se magari ho insistito tanto. Ti volevo solo dire che come dici tu, gli attacchi di panico finiranno quando io sarò sicuro totalmente di me stesso. Non avrò più bisogno di tutto questo. Ho solo avuto paura che tutto ricadesse nell’abisso dell’insicurezza come è stato prima, quando invece non mi sono accorto che oramai ho assimilato tutto. Mi accorgevo sempre che quando avevo panico cercavo subito di aggrapparmi ai momenti felici,ma in realtà esageravo. Ringrazio vivamente te, per l’aiuto che mi hai dato attraverso questo blog. La sicurezza cresce giorno dopo giorno. Lo so oramai, poiché è un dato di fatto. Grazie ancora.

    Rispondi
    • pasqualefoglia

      Ciao Claudio,
      la sicurezza cresce a mano a mano che ti metti in gioco e fai le tue esperienze, anche negative, e colmi le tue lacune, e soprattutto ti specializzi in qualcosa in modo da essere utile agli altri (magari anche facendo corsi a pagamento); ed è in questo modo che cresce anche la tua autostima che ti fa sentire in grande forma per cui non hai più bisogno di “ricorrere” al panico per essere rassicurato dalla tua fidanzata, dalla tua mamma e dal tuo papà. Da oggi in poi smetti di pensare e AGISCI!
      Buona fortuna.

  • Claudio

    Ho detto fino a ieri parlando con la mia ragazza, che non volevo che accadesse tutto questo mio travaglio, avrei preferito non sapere, stavo bene nella mia ignoranza, invece ho capito che non è vero, che preferisco il buon percorso che ho fatto, che le cose siano cambiate, non voglio affatto ritornare indietro e rifare gli stessi errori. Io penso che si può migliorare sempre di più, ho solo intenzione di fare questo. Non vorrei però che facendo questi discorsi continui, sia la paura stessa a farmeli fare. La paura stessa a non farmi stare tranquillo e costringermi a cercare sempre una soluzione che non troverò mai così.

    Rispondi
  • Claudio

    Forse anche il fatto di scoprire che alla fine non c’era niente che non andasse in me, più che a livello fisico a livello mentale. Mi piaceva l’idea di dover risolvere e infine distruggere definitivamente questi attacchi. Tu mi hai pure detto che è quando avrò sicurezza in me stesso, non avrò più bisogno degli attacchi di panico.

    Rispondi
  • Claudio

    Ciao Pasquale. Pensavo davvero che le cose fossero migliorate ma niente. Si è vero. Forse ho totalmente eliminato il senso di irrealtà, ma già ieri sera e questa mattina ho sentito il solito “dolorino” in pancia. Ho pensato e ho paura che ritorno di nuovo indietro e rivivo i miei peggiori momenti, quelli vissuti tra gennaio e agosto. Non voglio, non voglio. Io pensavo che capendo che i sintomi non mi facessero niente passasse tutto, ma poi ho capito che mi fa impazzire e mi fa tanta paura il sintomo fisico dell’attacco di panico. Quella sensazione di vuoto bruttissima. C’è poco da fare è quello che mi fa, non paura, ma male. Ho la paura che non ho imparato niente da tutto questo. Stavo bene fino a qualche giorno fa e fino a ieri mattina, e ora mi accorgo che sto ricominciando di nuovo tutto da capo. Non ci capisco più niente.

    Rispondi
  • Claudio

    Grazie tantissimo Pasquale. L’aiuto che tu mi stai dando è fondamentale, perché mi stai aiutando ad affrontare qualcosa che è difficile da assimilare per tutti quelli che ne soffrono nelle loro e varie forme. E mi stai aiutando anche a ritrovare fiducia in me stesso.

    Rispondi
  • Claudio

    Forse dovrei limitarmi a non pensarci più, provando così a cercare di non dare una spiegazione a una cosa insensata come è l’attacco? Perché forse il voler spiegare qualcosa nella realtà, come l’attacco d panico che è irreale in realtà, è impossibile perché è una bugia cerebrale, no?

    Rispondi
    • pasqualefoglia

      Claudio, perché è irreale l’attacco di panico? Non ho mai detto questo. La paura enorme che lo scatena non è irreale.

  • Claudio

    Altra cosa Pasquale, quando è che io capirò di essere guarito completamente dagli attacchi di panico?

    Rispondi
    • pasqualefoglia

      Claudio, quando ti sentirai abbastanza sicuro di te stesso e delle tue capacità, non avrai più bisogno di attacchi di panico.

  • Claudio

    Capito. Infatti effettivamente mai mi sarei immaginato che alla fine mi trovavo meglio di prima. Si è vero la serenità costante è una strada difficile, ma ora ho più esperienza rispetto a prima lo devo ammettere. Di fatto, come dici tu, il panico dopo che lo comprendi ha il suo vantaggio. Ho capito che le cose rimangono tali e quali a prima, non scompari dalla circolazione. La convinzione cresce. Lo devo davvero ammettere. Infatti anche se due domeniche fa ho avuto in chiesa un attacco, mi sono sentito subito bene e mi sono ripreso in tre quattro giorni come si deve.

    Rispondi
  • Claudio

    Scusa Pasquale in che senso per vie traverse perverse?

    Rispondi
    • pasqualefoglia

      Claudio, nel senso che i sintomi del panico non sonoper niente una cosa piacevole! E ciononostante…

  • Claudio

    Ciao Pasquale. Oggi e penso da giorni penso di aver oramai capito una cosa. La causa dei miei attacchi di panico non era altro che aver paura di uscire dalla realtà o meglio che non avevo più improvvisamente il controllo della mia vita. Pensavo di cadere in qualcosa di diverso, ma mi sono accorto che alla fine dopo un attacco non mi sfuggiva via niente ero sempre lì, potevo solo migliorare sempre di più tramite anche questa mia esperienza. Il terrore magari c’è penso sia normale, ma l’ho capito. All’inizio pensavo che c’era qualcosa che non andava in me ma poi non era vero niente. Me lo sono creato tutto io questo problema sin dall’inizio, dovevo invece accettarmi e non provare a cambiare qualcosa che non andava cambiato alla base, ma solo modificare qualche atteggiamento negativo. Penso sia così.

    Rispondi
    • pasqualefoglia

      Ciao Claudio,
      quando si cerca di cambiare la realtà ci si accorge di essere molto impotenti e nasce la paura, la paura di non farcela, la paura di essere soli e abbandonati; ma ecco che arriva provvidenziale il panico che attira i familiari intorno a te e ti fanno sentire più sicuro e protetto…. Prendi coscienza del vantaggio secondario del panico, altrimenti potrebbe diventare un vantaggio primario… un modo per trovarsi al centro dell’attenzione per vie traverse, anzi per vie perverse.

  • Claudio

    Grazie come sempre. :)

    Rispondi
  • Claudio

    Ciao Pasquale. Sono un pò giù. Non riesco ancora ad inquadrare bene bene questa mia situazione. L’altro giorno ho fatto pure arrabbiare la mia ragazza per le continue lamentele che faccio. La cosa che più mi da fastidio è sapere di essere fragile. L’altro giorno ho però fatto una scoperta, almeno per me, sensazionale. Ho scoperto forse la causa principale degli attacchi d’ansia che mi sono venuti. Mentre ero a letto o ripensato al momento di attacco di panico che mi è venuto la scorsa domenica in chiesa, anche se poi stavo bene come sempre ho capito qual’è la mia più grande paura e convinzione negativa. E’ uscire dalla realtà, vedere tutto come se fosse finto, una presa in giro tra virgolette. Sapere che devo tenere sotto controllo tutto questo mi da tremendamente fastidio. Sento che rispetto alla scorsa settimana ho fatto qualche piccolo passo indietro. Non ho però la minima voglia di ritornare al passato quando ancora ero inconsapevole di tutto questo. Voglio andare avanti ma sconfiggere definitivamente questa mia insicurezza perenne, senza tranquillità. Scusa se ti dico queste cose, ma la voglia di correggere tutto questo è così grande che non riesco più ad essere tanto paziente, cosa che effettivamente non sono mai stato.

    Rispondi
    • pasqualefoglia

      Caro Claudio, c’è un piccolo segreto per ritorvare la tranquillità e non farsi fregare dalle paure e consiste nell’essere grati alla vita per le cose che già hai, per le persone che ti amano e che ami, per quello che sei, ecc ecc. Più sei grato, più ti senti sereno e appagato.
      Il tuo problema è che desideri ciò che non puoi avere e questo è l’opposto della gratitudine. Quando vai in chiesa anziché vagare con la mente… pensa a ringraziare! Ringrazia soltanto. Non desiderare nulla. Le cose arrivano quando meno te le aspetti… se impari ad essere grato.

  • Rino

    Bè pasquale innanzitutto ti ringrazio per gli articoli..oddio i miei problemi da quella sera sono peggiorati..ne avevo gia in precedenza..ma insomma mi sapevo gestire..cioè andavo avanti..ora sembro proprio aver perso la serenità..la positività..insomma..è un periodo totalmente negativo..la mia testa non fa altro che pensare a cose negative. SOno un pò preoccupato, cerco di darmi coraggio da solo ma è difficile

    Rispondi
    • pasqualefoglia

      Caro Rino, sul mio blog troverai parecchi articoli in cui spiego che i pensieri negativi sono falsi, ma siccome tu ti attacchi alle tue storie, le credi vere e credi che siano veri anche i pensieri negativi, per cui non riesci più a ragionare con lucidità e serenità…. Impara ad essere grato, concentrati sulle soluzioni anziché sui problemi, ricordati che la negatività uccide la creatività.

  • Rino

    Ciao Pasquale io ho un problema piuttosto stressante. Ho passato un periodo depressivo, in merito all’uso di uno spinello..una sera mi sentii male, sembrava che il cuore mi uscisse fuori dal petto..vista annebbiata ecc..praticamente quella sera io ebbi un gran paura..nei giorni a venire fui sopraffatto dall’ansia, dal panico..nn riuscivo a controllarmi..dopo di questo subentrò la fase depressiva..avevo pensieri negativi..(esempio entravo in auto con un amico e pensavo di poter fare un incidente), oppure piangevo senza un motivo valido, ma solo perkè avevo paura di quei pensieri..paura di perdere il controllo..proprio come successe quella sera io ho perso il controllo di me stesso..ho preso anche alcuni farmaci..antidepressivi, ansiolitici..credevo di sentirmi meglio..e stavo meglio..ma in realtà questi pensieri negativi mi rendono triste, infelici..in piu si aggiungono problemi familiari, problemi con lo studio, con la ragazza..insomma qualcuno direbbe il classico periodo negativo! Ma va avanti da mesi ormai..io sono stanco..ho paura dei miei pensieri..Perchè allora penso cosi male..a pensieri legati alla morte, quelli fanno davvero paura, come ad esempio l’incidente o fare qualcosa di sbagliato. Io nn voglio, ma li penso..sta cosa mi tortura non riesco a liberarmi da questa negatività..e tutto questo è iniziato per un semplice spinello..porca eva..cerco di farmi coraggio ogni giorno..ma è difficile per me..ogni volta che credo di aver trovato la soluzione basta poco per tornare giù..io non so come fare..i farmaci non li sto prendendo piu..tranne qualche goccia di ansiolitico o per dormire..piu che altro..quelle più comuni..tu pasquale cosa mi consigli? come devo agire in questi casi?..ricominciando da zero? e dare un senso alla mia vita?

    Rispondi
    • pasqualefoglia

      Caro Rino,
      mi hai fatto ricordare la prima volta che, assieme ad un mio compagno di scuola, forse avevo 10 anni, arrotolai una foglia di granturco nel mio giardino per fumarla. Che fortuna che ebbi! Il disgusto che provai fu tale che non ho mai preso il vizio del fumo, al massimo ho fumato 4-5 sigarette al giorno quando avevo 24-25 anni per darmi un po’ di aria…. Ma quando divenni più risoluto eliminai anche le 5 sigarette!

      Dunque, voglio dirti che anche tu, tutto sommato, sei stato fortunato perché sicuramente, dopo la brutta esperienza che hai fatto, ti guarderai bene dagli spinelli!. Ma sei sicuro che i tuoi problemi sono dovuti a quella brutta esperienza? Io al posto tuo comincerei a considerarla positiva, e poi vedrei cosa succede… E intanto leggiti su http://www.pasqualefoglia.com l’articolo “Come riconquistare la serenità”.

  • Claudio

    Grazie mille! :)

    Rispondi
  • Claudio

    Ciao Pasquale. Ti ringrazio come sempre per i tuoi consigli. Il cammino è sempre difficile da fare per riprendermi e migliorare solo le cose che non andavano bene. Ciò che più desidero è la sicurezza e la tranquillità nelle scelte che faccio. Voglio solo ritrovare me stesso e cancellare definitivamente ciò che nella mia testa di brutto ho pensato. Sono volenteroso e determinato in questo. E ringrazio te sempre e ancora per il tuo aiuto. ;)

    Rispondi
    • pasqualefoglia

      Claudio, la sicurezza si otiene soltanto col tempo, a mano a mano che tu stesso ti rendi conto di essere diventato forte, capace ed esperto della vita. Ti assicuro che tu sei sulla giusta strada per cui smetti di preoccuparti eccessivamente per il tuo futuro. Impara a tenere sotto controllo i pensieri, le parole e le azioni e avrai tantissimo successo nella vita. Te l’auguro con tutto il cuore!

  • Claudio

    Un’altra domanda Pasquale. Perché negli attacchi di panico, o almeno dopo, la mente va in confusione e c’è quel senso (almeno inizialmente) di irrealtà? Quando ancora non si conoscono giustamente ci si sente strano.

    Rispondi
    • pasqualefoglia

      Claudio, è ovvio che la mente vada in confusione dopo lo strapazzo fisico: hai avuto persino la sensazione di soffocare e di morire! In quei frangenti l’emisfero sinistro, quello razionale e critico, è completamente assente. La lucidità si recuperà un poco alla volta.

  • Claudio

    Grazie mille come sempre per i tuoi consigli Pasquale! ;)

    Rispondi
  • Claudio

    Ciao Pasquale. Ho capito e penso di aver compreso qualcosa d’importante. Essere maturi, essere responsabili al posto di andare indietro a certe fandonie è importante. Lo dico perché un amico mi ha dato fastidio perché mi fa sempre gli stessi stupidi discorsi. Mi dice sempre tu 6 moralista, tu che fa non le guardi le femmine, tu di qua tu di là. Io giustamente gli ho detto si le guardo se sono belle lo ammetto (non perché me lo dice lui sicuramente) xò mi ca ci salto di sopra ci sbavo dietro, non solo perché sono fidanzato ma anche perché è una cosa che non mi piace e che fondamentalmente non frega niente. Cosa dovrei fare ancora con questa persona? Farci sempre gli stessi discorsi come se per lui, anzi lo è, è sempre un pensiero fisso?

    Rispondi
    • pasqualefoglia

      CARO CLAUDIO,
      per crescere dobbiamo fare tre cose: seguire corsi di formazione specifici, leggere buoni libri e frequentare persone motivanti. Se questo tuo amico anziché motivarti e farti crescere ti danneggia con i suoi soliti insulsi discorsi, mandalo a quel paese!

  • Claudio

    Ciao Pasquale. Sono ottimista. Lo sento ormai. Stamattina mi sono alzato dal letto e mi stava venendo un altro attacco di panico, ma fortunatamente ho detto non stavolta, sono stanco di provare questa sensazione anzi sai ke ti dico, chi se ne frega. E sono stato tranquillissimo tutto il tempo. E ancora adesso che sto scrivendo. Sto troppo bene. Ho capito che sono i pensieri negativi che mi fanno star male. Ma una cosa questi miei pensieri limitanti che mi fanno venire paura sono solo bugie giusto?

    Rispondi
    • pasqualefoglia

      Bravo Claudio, è così che si fa! Non è colpa dei pensieri negativi in sé, ma di ciò che pensiamo. E dunque se tutti i pensieri che sorgono spontaneamente sono falsi, ti conviene attivare il tuo emisfero sinistro e produrre volontariamente pensieri positivi ed esaltanti. Anche questi ultimi non sono veri, ma non solo non ti danneggiano, ma ti motivano e spronano! Ogni scelta dipende solo da te: non farti condizionalre dal tuo inconscio, come a dire dalla pigrizia e dallo status quo. Reagisci quando credi che qualcosa ti danneggi o non ti convince.

  • Claudio

    Ciao Pasquale, oggi mentre passeggiavo che stavo ritornando a casa dopo aver studiato con un mio collega, mi sono soffermato davanti ad un ristorante e ho visto che c’era praticamente un distributore di palline e ho visto che c’erano dei cuccioli di cani. Ho pensato gliene regalo uno alla mia ragazza, poi però ho visto che c’erano persone e ho detto no meglio di no. Alla fine ho pensato alle convinzioni limitanti e ho detto no glielo devo prendere. E gliel’ho preso. E già un piccolo passo questo vero?

    Rispondi
    • pasqualefoglia

      Certo! In genere il primo impulso che scatta quando devi agire per fare qualcosa è quello inconscio: l’emisfero destro ti aveva bloccato perché è un po’ fifone. Tu però hai fatto prevalere l’emisfero sinistro e hai vinto. Bravo!

  • Claudio

    Ciao Pasquale. Ciò che ho sempre desiderato è stata sempre la spensieratezza. Come faccio ad acquisirla definitivamente? Quale percorso seppur lungo usare?

    Rispondi
    • pasqualefoglia

      Claudio, tutti vogliamo la spensieratezza! Tu la vuoi addirittura definitivamente! Non ti pare un po’ troppo? Comunque per acquisire la spensieratezza devi diventare equilibrato e per essere equilibrato devi diventare saggio e responsabile. Se lo vuoi puoi. Ma intanto leggiti: “In medio Stat virtus….”

  • Claudio

    Grazie mille Pasquale. Ti terrò aggiornato. ;)

    Rispondi
  • Claudio

    Ciao Pasquale. Ho letto come tu mi hai consigliato autosabotaggi a gogò. Ho capito che è effettivamente vero, mi ci ritrovo in questa cosa. Io stesso ammetto di essermi sempre creato problemi inutili, me l’hanno detto anche in molti. Il problema è capire quali sarebbero le convinzioni specifiche che mi bloccano e mi mettono paura, no?

    Rispondi
    • pasqualefoglia

      Ciao Claudio,
      la prima cosa è che non credi in te stesso e, per attrarre l’attenzione della gente su di te, ci sta bene anche il…. panico: è così di moda!

      Rileggi più lentamente l’articolo “Autosabotaggi a gogò” e poi rileggi quello successivo “Pensieri negativi: Ecco i guai delle convinzioni limitanti”. Se non basta, rileggi anche gli ultimi due articoli sul mio blog, per es. Innamorati di te stesso, Come uscire dal disagio, “L’effetto Muzio Scevola”, “Accetta la realtà e sarai felicie x sempre”…. Non avere fretta…. sei sulla buona strada!

  • Claudio

    Grazie Pasquale.

    Rispondi
  • Claudio

    Mi darebbe fastidio sapere che alla fine non ho niente di che e che mi sono creato tutto quanto, ma mi da pure fastidio sapere di avere qualcosa di pesante che non va in me. Ho fatto pure esame cardiologico e il mio cuore è a posto, sono infatti arrivato a pensare di avere qualche malore fisico, e sono anche arrivato a pensare che fosse quella la causa. Ma non è così per fortuna o purtroppo. La cosa ancora più brutta è che i tuoi cari se ne accorgono subito che c’è qualcosa che non va in te e si chiedono quale possa essere la causa e ti da fastidio mostrarti debole agli altri, quando eri tu quello che voleva cercare di risolvere ogni tipo di problema. Non sono l’unico che soffre di questi problemi, è vero. Anzi c’è gente che è messa peggio, ma sicuramente mi dovrebbe interessare solo la mia salute personale. Un ragazzo in un forum, non in questo, diceva che il metodo migliore era farsi abbracciare totalmente dalla paura, fare in modo che l’attacco fosse il più potente in assoluto, in modo tale che poi si riusciva ad accettare completamente e a non avere poi più paura di esso. Io non paura dell’attacco ma delle conseguenze che ha su di me, i pensieri negativi che ci vanno a passeggio. Posso dirti però qual’è la mia paura più grande, almeno quella che avevo da piccolo, ora non ci penso più di tanto. Avevo paura dell’infinito, essendo credente nella religione cristiana, non riuscivo ad immaginare cosa ci fosse dopo la morte. Cose assurde, pensieri assurdi.

    Rispondi
    • pasqualefoglia

      Caro Claudio,
      credo che tu abbia una o più convinzioni limitanti che in determinate circostanze si attivano e ti annientano. Leggiti l’articolo precedente a questo che trovi qui su piuchepuoi.it “Autosabotaggi a gogò e poi ne riparliamo.

      A risentirci

  • Claudio

    La cosa che più mi ha fatto davvero arrabbiare è il fatto che quando mia zia mi ha detto <>. L’ho chiamata il giorno in cui mi è venuto il secondo attacco di panico, molto pesante anche questo. C’era infatti mia zia, la mia ragazza che già aveva visto che stavo di nuovo male prima che mi venisse, come se mi stesse riaccadendo di nuovo e infatti poi mi è venuto, e mia nonna che si è pure preoccupata. Mi ha detto questa psicologa che l’attacco di panico x superarlo lo si deve lasciar attraversare nel proprio corpo come se fosse acqua, poi col tempo abituandocisi si guarisce completamente. Questo ovviamente, almeno secondo me, non è vero. Io non riesco a capire come risolvere il problema x questo non riesco a guarire, voglio capire il perché. Oggi dopo quasi un mese mi è venuto verso le 12.25 mentre seguivo la messa, mi sono sentito di nuovo male come le altre volte, un dolore terribile, a livello mentale e psicologico, il pensiero di essere condannato di nuovo ancora una volta. E’ questo il mio pensiero e paura più grande: ho paura di fallire, di fare una scemenza, di non essere più me stesso, di perdere tutto. Il fatto che mi sia venuta questa cosa, mi fa stare male xké mai avrei immaginato che le mie più grandi preoccupazioni divenissero tra virgolette reali. Mi sento come se mi deve succedere sempre qualcosa di brutto e che mi porterà sempre di più alla rovina.

    Rispondi
  • Claudio

    Ciao Pasquale. Allora ti spiego precisamente come è andata. Era una mattina del 21 gennaio di quest’anno, mentre stavo studiando una materia per l’università. Ad un tratto mentre parlavo con mia madre di una serata che avevamo passato assieme ai miei parenti, improvvisamente mi guardo il braccio e, non so per quale motivo, mi immagino stranamente se il mio braccio non mi appartenesse e stranamente come per magia mi sento il braccio pesante, inizio a muovere le dita e non me lo sento quasi più! Inizio a spaventarmi, non capisco cosa mi sta succedendo, mio padre e la mia famiglia si inizio a spaventare sul serio, la paura cresce sempre di più, ho paura che mi stia venendo un infarto. Non resisto più ed improvvisamente tutto mi sembra irreale, tutto. Inizio a saltellare da una stanza ad un’altra sperando che l’effetto svanisca, ma niente. I miei iniziano a capire che non sto davvero male, ma io non me ne convinco e mi chiudo nella stanza da letto loro per poter chiamare il 118 e dire, a seconda dei sintomi che avevo, che cosa mi stava succedendo. Loro mi rispondono e mi dicono che non è un infarto quello che sto avendo. Vado un cucina, per calmarmi prendo un bicchiere d’acqua, ma sento un senso di vomito e, come se non volessi farlo, butto l’acqua dalla bocca a terra, i miei pensano che stia scherzando di cattivo gusto. Cmq ho chiamato ancora prima anche alla mia ragazza preoccupandomi che non potessi riuscire a sopravvivere a questo, per paura di morire, e le dico che cosa ho avuto, e lei capisce subito e non si sa come che mi stava venendo sicuramente un attacco di panico. Più tardi, dopo che mi ero calmato e lei era venuta a casa mia, cerco assieme a lei i sintomi che avevo avuto e corrispondevano agli attacchi di panico. Leggo tutto ciò che dice su wikipedia e dicono che come cause sono cause psicologiche, un brutto gioco della mente e da quel giorno mi inizio a chiedere cosa c’è che non va nella mia testa, dopo che comunque ero soddisfatto della mia vita fino ad ora. Da lì inizia il mio calvario diciamo così.

    Rispondi
  • Claudio

    Pasquale volevo farti un’altra domanda. Come riuscirò a capire meglio la causa che mi ha fatto venire l’attacco di panico all’inizio di gennaio? Come riuscirò a risolvere questo dilemma?

    Rispondi
    • pasqualefoglia

      Claudio, l’attacco di panico è una paura fortissima. Ti ricordi di cosa avevi paura? Cosa ti era successo? Che cosa ti aveva spaventato al punto da essere terrorizzato? Quali erano i tuoi pensieri prima dell’attacco?

  • Claudio

    Esattamente!

    Rispondi
  • Claudio

    Ciao Pasquale! Ho letto il tuo libro totmizza le tue paure e devo dire che è davvero interessantissimo. Ho capito molte più cose rispetto a prima, specialmente riguardo l’accettazione di se stessi. Grazie tante! ;)

    Rispondi
    • pasqualefoglia

      Ciao Claudio,
      grazie per gli apprezzamenti. Forse hai letto soltanto il primo dei cinque step, quello in omaggio! O mi sbaglio?

  • nuvolarosa

    Buongiorno Pasquale,questa mattina non poteva che essere carica di una marcia in più:ho un amico che mi sa comprendere meglio di me stessa e questo amico sei tu.
    Hai ragione a dire che bisogna amare se stessi prima di ogni cosa e poi guardare con occhi nuovi tutto quello che si ha.
    Sono sposata da 23 anni e con mio marito c’è sempre stata una stima e una fiducia piena,con tutti i problemi che la vita ci ha posto davanti siamo qui ancora più uniti che mai.E ti dirò che mai come ora mi sento innamorata di lui.
    Hai detto bene in riferimento che i figli maggiori pagano di più dei secondi,terzi e quarti,infati siamo quattro figli e io sono la maggiore.Forse a me è mancata la forza di oppormi a ogni divieto lasciando che fossero i miei genitori a decidere del mio futuro.Spesso penso a come sarebbe stata la mia vita se avessi fatto le scelte che a suo tempo erano importanti per me e mi riferisco al fatto che volevo entrare nella polizia, ma mia madre si oppose dicendo che quel lavoro era per gli uomini;volevo fare la fotografa ,ma anche questo era,per lei ,un mestiere maschile.Ora mia sorella ha fatto il corso nei vigili del fuoco volontari e presta servizio come discontinua ,mi chiedo e vorrei chiederlo a chi era convinta che certi mestieri erano rivolti alla categoria maschile che ne pensa della scelta fatta da mia sorella,Forse non ho un personalità forte, forse mi manca il coraggio di dire la mia al costo di andare a urtare la sensibilità degli altri ,forse sono stata e continuo a essere una debole..
    Credimi Pasquale non so proprio cosa mi stia accadendo mai mi ero sentita cosi.Mi ritrovo a piangere da sola e non capisco perchè ,anche mentre ti sto scrivendo ll pianto e il dolore sono presenti con una prepotenza che anche se non lo voglio partono da soli.
    Voglio da questo momento fare le cose in cui credo senza farmi più condizionare dagli altri.
    Grazie di cuore per il tuo sostegno fraterno e per come riesci a leggere,come sempre, dietro le righe.

    Rispondi
    • pasqualefoglia

      Ciao Nuvolarosa,
      Se tu avessi fatta la poliziotta il tuo destino sarebbe sicuramente stato diverso e non avresti conosciuto la persona che ami e probabilmente ora non avresti potuto vantarti o consolarti per la solidità del tuo matrimonio. E’ su queste belle cose che devi concentrarti con infinita gratitudine alla vita, a tua madre… e a te stessa! Certo, da questo momento puoi fare le cose in cui credi senza farti più condizionare dagli altri. (Ma consultati con tuo marito….).
      Puoi ancora cogliere le migliori occasioni dala vita: se vuoi puoi; se vuoi sbloccarti lanciati!

  • nuvolarosa

    Buon pomeriggio Pasquale,sono qui di nuovo alla tua porta spero di non disturbare.
    Volevo fare due chiacchiere con un amico e ho pensato di scambiarle con te.Sto attraversando una fase della mia vita dove mi ritrovo a fare dei bilanci. Scopro che sono diventata una persona diffidente piena di dubbi e incertezze e questo mi sta procurando un profondo disagio emotivo.Ti spiego meglio: Vedo i miei genitori all’improvviso vecchi,fragili e desiderosi di affetto.ad un tratto mi scopro che sono gelosa di mia sorella,la più piccola, che fa sempre quello che vuole e i mie genitori la assecondano,mentre a me hanno messo sempre i “paletti” hanno bloccato,soprattuto mia madre, ogni mia scelta e questo all’improvviso mi da un peso al cuore che non sò descriverti.E da un pò di settimane che mi sento strana come se mi dovesse accadere chissà cosa è un dolore che nasce dai ricordi che spengo in una valle di lascrime ,sto bene per qualche ora e poi di nuovo mi assale un malessere che mi sta logorando l’anima.Ma per fortuna c’è mio marito che cerca di consolarmi e di rassicurarmi,ma non basta.Cosa mi sta succedendo?
    Ti prego puoi darmi un consiglio?!
    Grazie!!

    Rispondi
    • pasqualefoglia

      Ciao Nuvolarosa,
      la gelosia è un sentimento naturale ed è da considerarsi patologica soltanto quando è eccessiva. Accade spesso che i genitori col primo figlio o la prima figlia siano rigidi e paurosi a causa della loro inesperienza e trasmettono alla figlia le loro paure e la loro rigidità. Il secondo figlio o figlia è molto più fotunata perché da una parte i genitori ormai si sono fatti le ossa, e dall’altra la seconda dispone dell’esperienza della prima, per cui è molto più pronta ed efficace non avendo tabù o scheletri nell’armadio.

      Non fartene una colpa per i momenti di gelosia quando ti prendono: siamo esseri umani. E non dare colpe ai tuoi genitori che meritano tutto l’amore possibile.

      Per uscire subito da questi momenti di turbamento devi fare una cosa semplicissima: devi rafforzare il tuo sentimento di gratitudine verso la vita. Fai un elenco il più lungo possibile di tutte le cose belle che hai o che hai conquistato con le tue forze, compresa la persona dalle spalle robuste che sei diventata. Basta leggere questo elenco per tirarti su.

      Naturalmente devi imparare a volerti più bene, e il senso di gratitrudine serve anche a questo: in poche parole se vuoi stare bene “Innamorati di te stessa”, come spiego nel penultmo articolo che trovi sul mio blog principale (www.pasqualefoglia.com). Ti riporto tra virgolette gli ultimi tre periodi dell’articolo:
      Per raggiungere i più ambiziosi traguardi è necessaria una forte motivazione e per non perdere mai la motivazione ci vuole una cosa semplicisima: devi innamorarti di te stesso (o di te stessa se sei una donna)! Soltanto quando ami te stesso(a) sei capace di amare e attrarre un’altra persona e farai cose straordinarie. Soltanto se sai amare te stesso manifesti un atteggiamento di gratitudine verso la vita che ti spiana tutte le strade. La gratitudine è efficacissima perché scatena l’ottimismo. A chi non sa amarsi manca tutto! Il segreto per imparare ad amarsi è iniziare a coccolarsi e a premiarsi da soli, a cominciare dalle piccole cose, senza aspettare che ci sia qualcuno a farlo“!

  • Claudio

    Grazie mille davvero Pasquale! Davvero grazie! ;)

    Rispondi
  • Claudio

    Leggo molto alla fine.

    Rispondi
    • pasqualefoglia

      Bene, se leggi molto sei già sulla buona strada. Ma leggere non basta, non basta sapere: bisogna anhe mettere in pratica le cose che si imparano. Senza pratica, senza azione, non valiamo niente. Ricordati che un grammo di pratica vale più di 1 kg di teoria!

  • Claudio

    Grazie mille davvero Pasquale! :D Mi è piaciuta molto la discussione sull’inconscio che ci frega perché cerca la via più facile. Ho riempito ancora il mio bagaglio personale di cultura dentro di me circa questo mio problema. Ti ringrazio davvero. Un’altra cosa a cui la mia attenzione si rifaceva erano le cosiddette fissazioni mentali, tipo appassionarsi così tanto ad una cosa da fissarsi per molto tempo su quello. E poi sentirsi giù quando la si abbandona diciamo. Altra cosa ancora quando ho avuto l’attacco la mia impressione è stata se la colpa fosse provare emozioni troppo forti tipo ascoltando un pezzo bellissimo musicale o vedendo un film bellissimo, tanto da limitarti dopo su quello perché ne hai paura. Di fatto il mio primo pensiero quando l’ho avuto per la prima volta è stato pensare di avere un infarto xké stavo provando una forte emozione, anche se ho 25 anni io.

    Rispondi
    • pasqualefoglia

      Caro Claudio,
      quando ascoltiamo un pezzo musicale bellissimo o vediamo un film bellissimo, il giudizio bellissimo è suscitatto dalle forti sensazioni che abbiamo provato. Nel caso del panico, sono le forti emozioni che scatenano la paura dell’infarto. Le emozioni che proviamo in tante circostanze della vita -anche l’ansia, la paura e la rabbia sono emozioni- scatenano sensazioni a volte troppo forti che bypassano completamente l’emisfero sinistro del cervello, per cui in quel momento non capisci più niente, proprio come nel raptus di gelosia o di follia. Tutto ciò ti dimostra la potenza dell’inconscio, o se vuoi dell’emisfero destro del cervello.

      Nel mio saggio “Se vuoi sbloccarti lanciati!” che ho deciso di pubblicare a puntate (gratis) sul mio blog (pasqualefoglia.com), parlo molto diffusamente delle carattersitche dell’inconscio e dei due emisferi cerebrali e, secondo me, queste informazioni già da sole cambiano la vita di un adolescente o di un giovane come te!

  • Claudio

    Ciao Pasquale, sono sempre Claudio. Le altre domande che volevo porti erano queste. All’inizio ero anche convinto che gli attacchi di panico cancellassero completamente la realtà e i ricordi. Infatti quando mi è venuto la prima volta avevo anche paura di dimenticare tutto. Fortunatamente ho poi capito da solo che non era possibile e me ne sono convinto. Di fatto è il contrario, cioè che sono i ricordi brutti almeno che evocano stati d’ansia. La cosa che più mi affligge a dire la verità non sono gli attacchi di per sè, ma le cause che li hanno provocati. Vorrei con tutto me stesso riuscire a capire il motivo di tutto questo. Oramai so che alla fine non mi succederà mai niente di brutto, ma sento sempre la presenza di quelle sensazioni che potrebbero ritornare in tante e varie forme a rendermi la vita confusionaria, perché è questa la cosa che più mi da fastidio anche il senso di stranezza, confusione ed irrealtà dentro la mia mente, come non riconoscere (seppur in quel momento) la realtà che pensavo di conoscere.

    Rispondi
    • pasqualefoglia

      Caro Claudio,
      come tu già sai l’attacco di panico è una paura talmente forte che scatena una reazione particolare -tachicardia, sudorazione, paura di impazzire, ecc.- che serve a scaricare la tensione diventata insopportabile. Dunque il panico è una valvola di sfogo.

      Ora è chiaro che la paura è dovuta a mancanza di sicurezza: quando ti manca la sicurezza ti manca la terra sotto i piedi! Come aumentare la propria sicurezza, o se vuoi la propria resilienza o resistenza al dolore? C’è un solo modo: attraverso l’esperienza, la pratica, l’allenamento alla vita, l’azione.

      Il nostro inconscio è uno scansafatiche, cerca sempre la via più facile, e di fronte alle difficoltà delal vita, scappa, oppure…, oppure ti provoca l’ansia, una paura così forte da bloccarti. Il nostro inconscio, o se vuoi il nostro cervello, è pigro e se non lo alleni ti frega, ti blocca, ti fa venire la “cacarella”: ti fai sotto dalla paura.

      Cos’è allenamento? Lo sai bene: è l’educazione graduale del corpo a certi comportamenti. Attraverso l’allenamento, ossia la ripetizione di determinati gesti, movimenti o azioni, acquisisci una nuova abitudine; e quando c’è l’abitudine c’è anche l’automatismo perché si sono formate le vie neurali per cui fai le cose velocemente e senza pensarci. In parole più semplici, è come se tu creassi dentro di te una strada a scorrimento veloce per le informazioni, una strada o linea elettrica che prima non avevi per cui non sapevi dove andare a parare.

      In conclusione, dovresti miglioarre le tue capacità, la tua sicurezza, la tua robustezza mentale o resistenza alle frustrazioni, e tutto ciò è possibile soltanto se ti metti in gioco continuamente accettando di fare errori. Solo chi non agisce non sbaglia. Senza errori non si cresce, non si impara nulla e si è sempre al punto di partenza con i propri problemi sempre più opprimenti. All’inizio è difficile per tutti. Nel mio ebook “Totomizza le tue paure!” parlo, tra le tante cose, della tecnica dei piccoli passi di cui hai sicuramente sentito parlare.

      Ricordati che senza formazione, senza letture adeguate, senza un aiuto efficace e buone compagnie che ti spingono all’azione, non si cresce nella vita. Quanti libri hai letto quest’anno?

  • Claudio

    Ciao Pasquale. Volevo sfogarmi un pò con te. Io tempo fa ho avuto il mio primo attacco di panico, verso gennaio. Da subito, non ho sofferto di agorafobia tanto è che lo stesso giorno nel pomeriggio (l’attacco l’ho avuto di mattina) sono uscito con la mia ragazza. Per quasi tre quattro giorni avevo sempre nello stomaco quel dolore insopportabile, poi è passato. Fino ad oggi non ne ho più, l’unica cosa che è rimasta e che mi da fastidio è quel senso di stranezza continua, come se tutto fosse troppo banale, riesco però a dormire benissimo, mangiare come sempre, tutto riesco a fare, solo che quando la mia mente si mette a girovagare e cerco poi di ritornare in me ho sempre paura che risprofondi nell’abbisso che ho provato i primi mesi. E’ come se volessi riprendermi la mia vita di prima, magari migliorando solo qualche piccola cosa che non andava, qualche piccolo difetto, ma che non riesco invece a fare ed è come se mi devo x forza rimettere in discussione anche quando so che in fin dei conti non ce n’è bisogno. Un senso d’insicurezza terribile.

    Rispondi
    • pasqualefoglia

      Claudio, l’insicurezza dipende molto dall’età, ossia dalla mancanza di esperienza. Più aumenti le tue capacità, le tue abilità, i tuoi successi e le tue esperienze, più aumenta la sicurezza, la tua forza interiore e la tua autostima.

      Non te la prendere: se non ci fosse l’insicurezza tu non ti daresti da fare per crescere e migliorare….

      Una cosa è certa: se non ti impegni, se non accetti di fare brutte figure e tanti errori, ossia se non ti metti in gioco, se continui ad avere paura anziché buttarti nell’agone e fare pratica, se non ti abitui alla paura un poco alla volta fino a non provarla più, rischi di peggiorare anziché migliorare.

  • Lorenzo

    Tantissime Grazie per le spiegazioni ed i preziosissimi suggerimenti che non vedo l’ora di
    mettere in pratica.
    Cordiali saluti

    Rispondi
    • pasqualefoglia

      E’ stato un piacere, Lorenzo!

  • Lorenzo

    Tutto quello che sto’ leggendo mi e’ di grande aiuto. La credenza limitante della mia vita e’ stata ed e’ ancora il fatto che quando subisco qualche prepotenza o provocazione mi blocco, invece di far volare le mani con qualche spinta
    all’agressore o qualche ceffone come sarebbe il caso di fare. Probabilmente l’insuccesso che ho avuto da ragazzo quando reagendo a delle provocazioni volendo menare sono stato menato ha fatto nascere in me una Credenza limitante che mi angustia molto. Avevo cominciato un corso di autodifesa, tempo fa’, ma ho dovuto interromperlo
    perche’il mio maestro mi trattava male e anche li’, non ho avuto abbastanza coraggio da farmi rispettare anche perche’, la prassi dice che bisogna rispettare il “Maestro”..Ora ho quasi 65 anni, ma ho ancora forza abbastanza,ma mi blocco.
    Che devo fare? Cercare un altro maestro?
    Grazie e cari saluti
    Lorenzo

    Rispondi
    • pasqualefoglia

      Ciao Lorenzo,
      il maestro di cui hai bisogno è dentro di te. Se vuoi puoi.

      La tua credenza limitante è di non avere abbastanza forza, di essere debole e indifeso. Quindi ti blocchi per autodifesa, per non buscare!

      Ti consiglio di comprare un elastico per aerobica -costa pochissimo- lo trovi nei negozi di articoli sportivi, e mentre fai gli esercizi (molto piacevoli) per irrobustire i muscoli, devi dirti ad alta voce: io sono forte e mi difendo benissimo.

      A furia di ripetertela, specialmente sotto sforzo, questa frase potenziante diventa la tua nuova immagine mentale, la tua nuova convinzione che è anche una nuova abitudine che scaccia quella vecchia. Perché devi sapere che una credenza è un’abitudine, o meglio ancora una rete neurale!
      A risentirci se vuoi.

  • nuvolarosa

    Grazie per il suggerimento!

    Rispondi
    • pasqualefoglia

      E’ stato un piacere. Grazie a te per la fiducia.

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