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Con il termine Programmazione Neurolinguistica, si vuole esprimere in sintesi quello che un essere umano svolge nel corso della sua esistenza, attraverso il suo comportamento.
Il Pensiero Conscio o Inconscio che sia, è ciò che genera il comportamento che lo stesso essere umano assume  relativamente ad un fatto. Il comportamento, quale espressione verbale e non, di riflesso innesca una forma di pensiero.

Come esseri umani, possiamo considerarci delle perfette macchine biologiche che riescono a riprodurre un’infinità di comportamenti.
Potremmo azzardare anche un termine dicendo che siamo dei bravissimi “replicatori”.

Senza rendercene conto, replichiamo, ricalchiamo continuamente esempi che si trovano nei contesti in cui cresciamo.
Questi esempi diverranno “vincoli sociali” che saranno poi filtrati e daranno vita ai “vincoli individuali” che ci guideranno nel corso della nostra esistenza.

  • Alcuni di questi “vincoli individuali” avranno delle caratteristiche potenzianti, ovvero, saranno porte che si  apriranno verso l’esterno, dandoci l’opportunità di scorpire nuove prospettive per farci raggiungere i nostri obiettivi  in qualsiasi campo e conformemente al nostro sistema psicofisico emotivo ordinario;
  • altri avranno delle caratteristiche limitanti, ovvero, saranno porte che si apriranno al’interno di stanze chiuse, magari  molto grandi e spaziose, con arredamenti bellissimi, ma dove, al di la di qualche finestra che può lasciare intravedere all’esterno panorami magnifici ed allettanti, rimangono sempre stanze circoscritte da muri, di cui conosciamo bene ogni angolo, ma dalle quali non riusciamo ad uscire o preferiamo non uscire, per paura di lasciare qualcosa che, anche se non ci piace è pur sempre qualcosa che consociamo bene, rispetto a quello che potremmo trovare fuori e di cui non ne conosciamo le caratteristiche né i risvolti.

Come “replicatori” quindi, sia nel caso del vincolo individuale potenziante che in quello limitante, una volta che  inneschiamo il meccansimo di replica, ci rimane dificile cambiare registro.

Tessiamo continuamente dei fili molto sottili che a lungo andare formeranno una grande e robusta  corda.

Avete mai visto quelle grandi corde di canapa che tengono ormeggiate grandi imbarcazioni nei porti o che vengono usate per issare a bordo merci?

Se provate ad avvicinarvi ad esse, vi rendereste conto che sono formate proprio da sottili filamenti, che, se presi uno  per uno, potremmo  romperli con molta facilità, ma siccome sono messi uno insieme all’altro, riescono ad avere una resistenza allo  strappo, talmente consistente, che una grande imbarcazione o un peso di molti quintali, non riescono a spezzare.

Con questa metafora, ho voluto indicare come i vincoli individuali potenzianti o limitanti hanno la stessa struttura.

E questo è un elemento significativo che ci permette anche di intravedere nel pensiero umano, la possibilità di riprogrammarci, per assumere comportamenti più confortanti per il nostro essere.

Per ottenere un cambiamento di un comportamento indesiderato è  però necessario sciogliere prima la “robusta corda” del “vincolo limitante” e successivamente,  lavorare sui sottili filamenti per spezzare le connessioni che ci legano ad esso.

La Programmazione Neurolinguistica, è quindi una disciplina olistica, che non si preclude la possibilità di sperimentare quanto gli esseri umani riescono a produrre realtivamente a forme di pensiero e strutture di linguaggi verbali e non,  evitando di sposare un’unica verità ed  intenderla come la sola valida e non modificabile.

Forse l’unica verità a cui la Programmazione Neurolinguistica può ispirarsi è quella della “magia umana”, che guarda caso rimane ancora un “tabù” anche per la scienza.

Considero quindi la Programmazione Neurolinguistica solo un’etichetta per indicare lo studio e la ricerca delle “magie umane” di cui solo l’uomo è capace.

Buona Porgrammazione a tutti

Massimo Catalucci

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