Il punto di non ritorno dell’amore è simboleggiato da quella situazione in cui una semplice attrazione si trasforma, nel nostro immaginario, in una vera relazione amorosa. È molto sottile la linea che divide l’attrazione dall’amore.

Condivido con voi la lettera che una mia amica mi ha inviato qualche tempo fa chiedendomi un parere.

“E’ passato tanto tempo dal giorno in cui decisi di incominciare un nuovo capitolo della mia esistenza” dice Rosanna, trentotto anni, impiegata “Il matrimonio con mio marito durava da circa tre anni più due di fidanzamento. Tra noi ormai le cose non andavano molto bene: era un continuo litigare. Io urlavo contro di lui e lui sbuffava contro di me. Era una situazione logorante, spesso incomprensibile poiché pur scontrandoci, ci ritrovavamo, dieci minuti dopo, seduti sul divano a baciarci come due folli amanti.

In questo periodo conobbi un uomo.

Fin da subito ne fui attratta, soprattutto mentalmente. Mi affascinavano le sue attenzioni. Ritenevo fosse impossibile incontrare un uomo così simpatico, sensibile, deciso e passionale. In lui erano racchiuse tutte queste qualità. A casa, invece, mi sentivo soffocare mai un’attenzione, mai una carezza. Era come essere nel posto sbagliato con la persona sbagliata. Mi convincevo di questo quando sul cellulare mi arrivava un semplice messaggio che quell’uomo appena conosciuto mi dedicava. Mi chiedevo costantemente: “Come fa a conoscermi in così poco tempo, mentre mio marito dopo cinque anni ancora non ha capito cosa ho bisogno per essere felice?”.

Fu così che un giorno gli annunciai il desiderio di separarmi.

Ero innamorata di un altro uomo e mi era difficile continuare a stare con mio marito. In pochi giorni traslocai. I primi tempi ero serena, tranquilla. Avevo raggiunto l’obiettivo della mia vita: essere felice. Mi sentivo importante con e per lui. Potevo intavolare un dialogo senza elemosinare la sua attenzione. Trovavo addirittura piacevole stirare, cucinare, cose che non sopportavo.

Vivevo come in una favola.

Fu, lo ricordo bene una sera di fine ottobre. Stavo per andare a dormire quando mi arrivò un messaggio sul cellulare.

Era mio marito. Quelle parole mi ghiacciarono il cuore. Aveva scritto una delle frasi più belle che io abbia letto nella mia vita. Poche parole ma sincere. Improvvisamente la scenografia di quel mondo fantastico scomparve. Nella mia mente echeggiavano le parole d’amore di mio marito e davanti ai miei occhi il suo viso si fece nitido e chiaro. Mi voltai verso l’uomo che aveva fatto sbandare il mio cuore e provai una sensazione inconsueta. Lo osservavo e mi chiedevo chi fosse quell’uomo. Per tutta la notte continuai a pensare a mio marito e fui sommersa dai ricordi bellissimi del passato.

Avevo preso una decisione. Non potevo tornare indietro.

Avevo valutato di seguire una nuova strada e di percorrerla con un fiammante compagno. Come potevo dire: “Ho sbagliato tutto, torno da mio marito?”

Non sapevo come fare. Mi assaliva la paura di confondere il cuore. Mi tormentava l’idea di ritornare da lui e vivere le stesse isteriche discussioni. Era un continuo ossessionare il cervello con la solita domanda: “Che cosa faccio?”

Pensavo sempre a mio marito e vedevo quell’uomo che mi stava accanto non più come un miracolo bensì come un estraneo, un intruso nella mia vita. Tutte le mattine il primo pensiero andava a mio marito: cosa fa, chissà se ha bisogno d’aiuto!

Poi mi telefonò e mi rivelò il suo amore e il desiderio di avermi accanto per il resto della sua vita. Mai avrei immaginato che mi amasse così. In questi ultimi anni raramente avevo avuto il piacere di sentirgli dire una frase d’amore. Mi ero convinta che lui fosse un uomo senza cuore, capace solo di mettere alla prova le persone e, soprattutto, ero certa di non amarlo più.

Quella telefonata inaspettata mi confuse, m’intenerì, mi destò da quel sogno incomprensibile. Afferrai la vera essenza del volersi bene e compresi il termine “amare incondizionatamente”. Sai, Massimiliano, solo in quel caso, quando cioè l’irrazionalità del bene trasforma il tuo spirito, consegui il coraggio di serrare una porta appena aperta per spalancare quella che non avevi mai voluto chiudere definitivamente.

Gli telefonai chiedendogli di incontrarci.

Quando i nostri occhi s’incrociarono, fu come il primo giorno che ci innamorammo. Da quel giorno sono passati sei anni e posso dire serenamente “Sono felice”.

Abbiamo una splendida bambina di cinque anni e fra quattro mesi la nostra famiglia si allargherà con l’arrivo di Luca, il nostro bambino.”

Io posso semplicemente dire che quando pensiamo di trovarci di fronte alla persona della nostra vita e ci convinciamo di tale sensazione alziamo intorno al nostro cuore una fortezza di convinzioni. E più ci capacitiamo di questa idea più cresce in noi il sentimento d’amore. Ecco che tutto il resto appare distante da noi, incredibilmente fuori dalla nostra portata, mentre questa improvvisa presenza catapultata nella nostra esistenza diviene fonte di positività, serenità e tranquillità.

Ci sentiamo inaspettatamente persone nuove fuori e dentro di noi. È come se una nuova vita prendesse il largo dentro di noi. Vediamo la persona che ci sta accanto come il “Salvatore” delle nostre insoddisfazioni. Troviamo in lui lo spirito redentore che stavamo cercando da qualche tempo e apprezziamo lo sguardo rilassante con cui ci considera. Esultiamo al suono della sua voce così calma e sensuale, vaneggiamo al contatto con la sua pelle così straordinariamente profumata. Ci lasciamo possedere da quell’incanto che ci avvolge anima e corpo, e cominciamo a fare progetti importanti come andare a vivere insieme, un matrimonio e una famiglia. Troviamo normale tutto questo perché finalmente abbiamo raggiunto la tanta desiderata serenità.

Molte donne alla domanda “Cosa ti aspetti da un rapporto di coppia?” mi hanno risposto “Io spero di essere serena”. Invece, alla domanda “Che cosa fai per rendere sereno il tuo rapporto di coppia?” mi hanno risposto “Lascio che lui sia libero di fare quello che vuole”.

Spesso le persone si lasciano dominare dall’istinto.

2 Commenti

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  • Roberta Cannone Ashan

    La Signora avra’ fatto pace col cervello? Mi figuro la faccia del secondo in
    carica quando gli ha ritraslocato! Per tornare alla prima casa e vissero tutti
    felici e contenti! Di solito si dice che ripensarci fa brutto! Ecco, per esempio
    io non mi volto mai indietro, se all’ epoca presi una decisione evidentemente
    qualche motivo c’era, poi spesso per indecisione, paura, disistima e quanto
    altro di simpatico c’e’ nel subcosciente, arriva un messaggio Bignami o Cento
    frasi celebri del primo consorte ( che nel frattempo baciato da un rospo s’e’
    risvegliato ed e’ diventato principe! meglio tardi che mai!) e si ritorna alla base.
    Chissa’ adesso che sono quasi in quattro se la Signora avra’ trovato di nuovo
    piacevole cucinare, stirare che alla fine questi grandi amori si riducono a
    questo, e a numerose lavatrici a ciclo completo. Nella Bibbia e’ scritto:
    “ingannevole e’ il cuore sopra ogni cosa!” Quando le donne saranno final-
    mente coscienti le lavatrici si ridurranno, i libri aumenteranno, e saranno
    felici da sole perche’ la Felicita’ non va cercata nel posto sbagliato, l’ Amore
    e’ una profonda connessione con il Divino dentro di noi, quella e’ la Felicita’
    che non delude mai e non rendera’ mai tristi. Le donne sono indietro anni
    luce con questo mito della gentilezza dell’ uomo, gia’ stressato e frustrato
    di suo a cui va benissimo un piatto caldo per cena e poco altro, se avanza.
    ( salvo leader, coach e qualche rara eccezione).

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  • Riccardo

    il racconto mi sembra un pò troppo romanzato, teatralizzato, e lei troppo in balia di chi la tratta in maniera dolce e amorevole, di chi utilizza modalità seduttive….un livello di amore inconsapevole? credo ci sia dell’altro in un rapporto amoroso, in un rapporto di coppia!
    comunque un paio di spunti di riflessione, legati alla opportunità di mantenere vivo l’amore in tutte le sue manifestazioni!
    RIccardo

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