Sos attenzione ai nostri segnali interiori.Per tantissimi anni, per la precisione per più di un decennio ho fatto sempre lo stesso sogno: che il mio percorso di studi era incompleto.

 

Più che un sogno è stato un vero e proprio incubo perchè non riuscivo a spiegarmi il perchè mi mancassero ancora diversi esami alla laurea e non avevo la forza e la lucidità di comprendere come terminare il mio ciclo di studi. La sensazione oscillava tra l’incredulità ed il senso di impotenza.  Non ho mai avuto un rapporto sereno con gli studi tradizionali (oggi amo studiare), questo però non spiegava completamente il senso..
Era un sogno terribilmente ansiogeno, quando mi svegliavo mi confortava l’idea che avessi completato il mio percorso di studi (evidentemente solo quello..). Ma rimaneva comunque un senso di angoscia, un grosso dubbio interiore, un senso di vuoto interiore. A me non piace lasciare irrisolte questioni interiori. Ma non riuscivo a darmi una spiegazione logica. Ho cominciato allora ad analizzare questo sogno in relazione alla mia vita.
Ho cercato soluzioni chiedendo, analizzando, interrogando. Nell’intraprendere il mio percorso di crescita e consapevolezza mi resi conto che più andavo avanti, più imboccavo la “mia” strada, e meno l’incubo diveniva ricorrente.
C’era allora un nesso tra le due cose, una connessione tra il percorso personale di vita e la simbologia del mio percorso di studi.
Ho avuto quindi, improvvisamente, un’illuminazione, la possibile spiegazione: il mio subconscio mi stava mandando un segnale, me lo ha continuato a mandare per anni.

Ed io non lo ascoltavo o almeno non ero sintonizzato con esso, o forse non volevo.
Perché proprio quel sogno? Perché quel senso di incompiuto? Il subconscio comunica per metafore, per simboli. Il senso di incompletezza che rimaneva era il segnale che mi stava inviando. Era come se mi volesse dire “stai attento che non sei ancora sulla tua strada, cerca il senso della tua vita”. SOS SUBCONSCIO!
Perché la mia vita era incompiuta, poiché ero fuori dall’asse della mia Missione.
Vagavo in tondo senza avere uno scopo, una mission. Ed anche quando apparentemente sembrava che la avessi trovata ecco che i sogni ricominciavano.
Ecco il senso di vuoto, il senso di incompetezza.

E’ qualche tempo che non faccio più quei sogni. Il mio subconscio, o spirito si è calmato.
Sono riuscito a cogliere i suoi segnali, ad ascoltare il messaggio che mi voleva inviare:
TU SEI A QUESTO MONDO PER FARE QUESTO, ed è toccato a me determinare la mia missione.

Ho imparato ad ascoltarmi, ho imparato che prima o poi tocca fare i conti con noi stessi. Ed al massimo possiamo rimandare, è illusione. E se non ascoltiamo i segnali che ci provengono dall’inconscio prima o poi paghiamo dazio. Quando rinunciamo a questa comunicazione con l’io ci sentiamo perseguitati, falliti o inquieti.
Paghiamo il prezzo.
Come scrive Rosella Panigatti in “la Comunicazione Vitale”: “e così neghiamo la nostra stessa essenza, vivendo come dei sonnambuli che vagano senza direzione”.

Entrare in questo stadio di consapevolezza, in contatto con la nostra essenza, ci fa superare molti limiti che abbiamo nella percezione delle cose, e comprendiamo come la realtà che viviamo altro non è che la serie dei desideri, degli obiettivi, delle paure e degli ostacoli che noi esteriorizziamo.

QUESTA E’ LA DIMOSTRAZIONE CHE SE IMPARIAMO AD ASCOLTARCI CON ATTENZIONE POSSIAMO AVERE RISPOSTE A TANTE QUESTIONI CHE CI RIGUARDANO.
Fermiamoci, prendiamo il tempo che ci serve ad ascoltare la persona più importante al mondo: noi stessi.

Siamo progettati per essere felici, siamo programmati per perdere il senso della nostra felicità.

Con il cuore
Luigi Miano

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