Le risorse interiori sono esperienze soggettive che permettono ad una persona di vivere al massimo del suo potenziale.
Ad esempio ricordi a cui diamo un significato importante, capaci di fornirci energia per attuare un obiettivo oppure per superare un impasse. Quasi come se avessimo in qualche parte della nostra mente un “carburante”, un ricordo-benzina che possiamo utilizzare per motivarci o aumentare il nostro livello di felicità.
Ritorniamo un attimo alla definizione di risorsa interiore:  <<…esperienze soggettive che permette ad una persona di vivere al massimo del suo potenziale>>. Ma qual’è il suo massimo?

Proviamo a rispondere.

Il ruolo che fa per te

Nei modelli di coaching proposti da R. Dilts, il ruolo del coach può cambiare a seconda dei contesti. Così possiamo avere il coach che diventa insegnante o guida di riferimento per un determinato spazio di conoscenza. Oppure può rinforzare le credenze del cliente aiutandolo a raggiungere determinati obiettivi (mentoring).

Nel modello proposto c’è anche un ruolo più interessante da assumere per il coach, questo ruolo è definito attraverso l’attività di sponsorship.
Prima di parlare dei pregi di questo ruolo, osserviamo da vicino cos’è questa particolare attività di coaching.

Robert Dilts definisce l’attività di sponsorship come <<(…) involves awakening and safeguarding potential within others.  It involves the commitment to the promotion of something that is already within a person but isn’t being manifested to its fullest capacity… >>.
Lo sponsor (l’operatore-coach che assume questo ruolo) ha il compito di promuovere le risorse latenti del cliente, di risvegliare la sua capacità di osservare le proprie risorse e quindi manifestarle. Questa attività ha lo scopo di permettere al cliente di incontrare il coach su un piano molto equilibrato, meno carico di proiezioni ed effetti di dipendenza. Il cliente stabilisce e rinforza le sue credenze in maniera autonoma nel tempo.
Quindi questa attività aiuta il cliente a ritrovare le sue risorse, ma anche a ri-conoscere nelle sue esperienze non piacevoli come una risorsa, perché il coach crede nelle potenzialità latenti del cliente e non ha l’obiettivo di “scrivere” o di promuovere nuovi valori nella mappa del cliente.
Percepisce l’energia del cliente e la sua storia personale come la migliore possibile per lui in quel momento.

L’Arte dell’Ascolto

Le qualità di questo ruolo possono manifestarsi in vari modi, ma alcune sono necessarie per il buon funzionamento di questo modello.
La Presenza è una qualità fondamentale per qualsiasi modello di coaching.  Esistono diverse definizioni di Presenza a seconda dei contesti. La mia esperienza, come operatore di Osho Rebalancing, mi ha portato a definire la Presenza come una sensazione nel corpo all’altezza del cuore, che si muove tra i piedi (stabilità) e la testa (occhi-voce). Questa risorsa-esperienza è fondamentale per ascoltare il cliente attraverso il corpo, rimanendo nel Presente, osservando i propri “giudizi” e le proprie proiezioni. Questa qualità di ascolto, unita ad una capacità di comunicazione verbale neutra ha il solo scopo di dirigere  il cliente all’auto-osservazione. Senza proiezioni o giudizi da parte dell’operatore, al cliente non resta che osservare se stesso, ritrovare il piacere di essere in relazione senza essere giudicato o manipolato. In questo approccio è importante l’uso della narrazione: storie, barzellette e aneddoti diventano metafore per l’inconscio, capaci di stimolare l’osservazione delle proprie risorse latenti e di alleggerire il carico emotivo (spesso ostacolo al cambiamento).

Critiche all’attività sponsorship

  • Troppo semplice per essere vero!
  • Gli effetti dello sponsorship possono manifestarsi a medio-lungo termine (dai 3 mesi ad i 2 anni).
  • L’abitudine a “rifiutare” le proprie risorse latenti è molto radicata.
  • Lo sponsor ha la necessità di rimanere integro e Presente.

Finalmente a casa

Ritorniamo alla domanda: qual’è il massimo potenziale del cliente?

Il massimo potenziale è nel Presente. Nell’attimo in cui il cliente riesce ad osservare se stesso nella sua Bellezza, nella sua Forza, nella sua Tenerezza, nella sua Unicità e nel suo Carisma, allora il  cliente è al suo Massimo Potenziale. In quel momento ha toccato la “meraviglia dentro di se“, ora conosce il modo di attraversare i giudizi e le credenze (che  vivono nel suo dialogo interno) e ascoltare il suo Cuore. Con il tempo cadranno i giudizi e cambierà le credenze su se stesso, sugli altri e sulla Vita. Questo cambiamento avverrà in maniera naturale, semplice… al battito del suo Cuore.

2 Commenti

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  • francesco ferrante

    Ed è facile diventare persone in gamba quando hai avuto la fortuna di incontrare Rosario Prestieri a 18 anni…
    Grazie ancora!

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  • Rosario

    Ottlmo esordio, Francesco, complimenti! Tu sei l’ennesima prova che i miei corsi sono frequentati da gente in gamba, è facile essere buoni formatori quando ci sono buoni allievi!

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