Il 25 Novembre è la giornata mondiale contro la violenza alle donne.

In gran parte del mondo si manifesta nelle piazze al fine di dire NO a questo barbaro aspetto della civiltà umana.

Il 25 Novembre tutti in strada ad urlare e sbracciarsi per denunciare il patriarcato che prevarica e umilia le donne, le emargina ai limiti della società e le usa come oggetti al fine di appagare il proprio primordiale desiderio sessuale e di dominio. Workshop, incontri con esperti, forum di discussione e notizie sui media si susseguono al fine di informare l’opinione pubblica su un problema grave e delicato.

I governi e i politici si affrettano a rilasciare dichiarazione – dall’amaro sapore demagogico e populista – su quanto fatto o si dovrebbe fare per risolvere una situazione che non è degna di una società ritenuta “civile”. Tutto bello, tutto giusto, ma a mio opinabile parere altamente ipocrita. Già, perché passato il momento di indignazione collettiva (come sempre accade) poi nessuno si ricorda qual era il motivo di cotanta indignazione.

Tutti tornano alle proprie vite, ai “propri” problemi e non si pensa al mondo esterno… sembra quasi di averci messo una pietra sopra, semplicemente perché t0rniamo ad essere consapevoli, in particolare noi umoni, di avere tempo da dedicare solo alle cose che ci riguardano. Si pensa troppo all’attimo contingente, non si pensa mai a ciò che può accadere.

Tanto a me non capita e se capita agli altri… è un problema loro” o nella maggior parte casi “doveva stare più attenta”. Questo distaccato pensiero è ricorrente. Non vogliamo essere toccati dai drammi altrui, salvo poi indignarci a rate o arrabbiarci col mondo quando qualcosa capita a noi stessi o ai nostri cari. Colpa della sfortuna, di Dio, del caso, dell’inconsapevolezza mai…

Il 25  Novembre in questo modo non è più un occasione per accrescere la nostra consapevolezza e per cambiare VERAMENTE atteggiamento verso il prossimo, ma un semplice momento per mostrarsi solidali. Perde tutto il suo più profondo significato, in suo nobile motivo di esistere.

Diventa solo una mera esibizione, una campagna pubblicitaria, che non ha nulla a che vedere con l’obiettivo dell’eliminazione della violenza di genere! Diventa solo uno sfoggio di immagine utile a pochi, se all’indignazione momentanea non segue un’azione decisa e continuativa che trasformi una goccia nell’oceano, in uno tsunami in grado di modificare la sensibilità delle persone.

Ecco quindi che bisognerebbe badare alla sostanza più che alla forma, più al contenuto che allo scheletro troppo spesso rinchiuso in un armadio.

Soprattutto chi come me e Simone si è preso l’onere ma soprattutto l’onore di gestire un corso specifico di antiaggressione femminile, ha il DOVERE in qualità di insegnante di creare un percorso che non sia fine a se stesso, che metta al bando ogni ipocrisia e metta al centro l’impegno ad educare le donne ad affrontare nella maniera corretta il problema della violenza, a livello tecnico ma ancor più a livello emotivo.

Abbiamo l’arduo ma meraviglioso compito di guidare le nostre allieve su un percorso che le porti ad amare e ad avere fiducia in se stesse e nelle proprie capacità, ad amare e desiderare di vivere in maniera piena, completa e libera da ogni paura o costrizione auto-imposta o imposta da altri.

Ma la cosa più importante è che come UOMINI abbiamo il DOVERE di non dimenticare mai, in ogni gesto, in ogni parola, il nostro obiettivo più grande:

creare un mondo di equità e rispetto tra tutti gli esseri viventi!

Con la nostra opera di istruttori ma soprattutto con l’esempio quotidiano, alla portata di ogni uomo che ogni giorno si pone il problema della violenza sulle donne.

Questo è il primo grande passo che invitiamo a fare, a te Uomo che leggi queste righe, per far si che la Giornata Mondiale sia l’inizio di un percorso, un seme da coltivare giorno per giorno fino a che non si trasformerà in una pianta meravigliosa. Una pianta che affonda le proprie radici nei cuori di tutti in un amorevole protettivo abbraccio che con i suoi rami ci donerà finalmente la possibilità di riposare in un mondo fatto solo di pace.

Grazie a te lettore se a partire da ora vorrai diffonderai questo messaggio dentro il tuo cuore e condividerlo con tutte le persone, in particolare uomini, che conosci.

Simone Lorenzi & Stefano Bresciani

“La donna non è nata dal cervello per essere superiore, non è nata da sotto i piedi per essere calpestata ma è nata da una costola per essere alla pari, sotto il braccio per essere protetta, vicino al cuore per essere amata”

(William Shakespeare)

2 Commenti

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  • Umberto

    Eccellente anche questo articolo Stefano.
    Avendo già commentato quello per le donne, non potevo esimermi dal commentare anche questo fatto apposta per noi uomini.
    Leggendo mi è venuta in mente una cosa..
    Non abbiamo fatto niente di speciale per meritare uno o l’altro sesso.
    Non abbiamo fatto niente di speciale per meritare dei genitori piuttosto che altri.
    Non abbiamo fatto niente di speciale per meritare una nazionalità piuttosto che un’altra.
    E non abbiamo fatto niente di speciale per meritare un colore della pelle piuttosto che un altro.
    Tutte queste cose le abbiamo dalla nascita e non dipendono da noi, non le abbiamo scelte: per questo motivo siamo tutti uguali.
    Ma dal momento in cui prendiamo delle decisioni e ci schieriamo in una posizione piuttosto che in un’altra, diventiamo intelligenti oppure ignoranti, buoni o cattivi, valorosi o codardi.
    Scegliete di essere intelligenti, buoni e valorosi.
    Scegliete di rispettare tutto e tutti, donne incluse!
    Ancora complimenti Stefano per l’articolo e soprattutto per quello che state facendo nel vostro corso a favore delle donne.

    Rispondi
    • stefano bresciani

      Eccellente anche questo tuo commento, grazie di cuore!

      Il tuo messaggio fortifica quello che abbiamo lanciato io e Simone nel web, accanto al lavoro off-line che con serietà e dedizione portiamo avanti da 3 anni in questo delicato mondo… non solo femminile! Tutti dovremmo alzare la voce non solo in occasione del 25 novembre – oramai andatosene anche quest’anno – ma ogni giorno, così come ogni giorno dobbiamo rispettare ogni essere vivente.

      Grazie ancora da Stefano e Simone

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