Hai mai provato sofferenza in quanto decidi di fare una cosa, oppure desideri inizare un progetto o anche vuoi realizzare un sogno e non riesci? Dove finisce la tua Crescita Personale?

Ti lasci prendere dallo sconforto o dall’inerzia e poi finisci per credere che non puoi fare quella determinata cosa e quindi ti accontenti della quotidianità limitandoti nel vivere in balia degli eventi invece di credere nella possibilità di incamminarti verso la Crescita Personale.

Nella cultura sciamanica quando vi sono ostacoli sulla propria via si parla di Volador, o meglio una forma di energia che vive e si alimenta a spese di quacuno senza dare nulla in cambio. Nella nostra cultura si chiama il parassita, tanto per farti intendere.

Quando uno sciamano ha a che fare con il Volador sa benisimo che non gli appartiene, in quanto la natura dell’uomo si presenta nel suo stato originario come energia fluente e divina che attua le propie attività con forza e coraggio.

Ho voluto fare questa introduzione in quanto ritengo che anche nella cultura in cui si vive esiste tale entità creata e non appartenente alla tua natura di essere vivente pieno di potenzialità. A mio avviso, ed utilizzo per spiegarmi la visione di Napoleon Hill, tali entità li identifico come Phobos, o meglio paure che si instillano nel periodo dell’infazia grazie a metodi educativi non attinenti con l’aiutare il bambino a crescere come essere potenziale.

Quando indico la paura, non mi riferisco al meccanismo di salvaguardia esistente a livello di organismo che ci mette nella condizione di allerta di fronte ad un pericolo reale (come ad esempio nel caso ti trovi di fronte un leone fuori dalla gabbia nella giungla). Invece voglio intendere una forma di energia che si presenta senza nessun tipo di pericolo imminente, la quale si può manifestare come dubbio o indecisione, per poi generare la classica paura o phobos. In tal senso l’indecisione si può trasformare in forma di dubbio perenne che determina il blocco totale dell’azione e si tende a vivere sobbalzando tra il passato ed il futuro (a livello simbolico) senza intervenire nel presente.

Ritengo che siano sei gli spettri che si presentano e si coltivano nell’arco di una vita:

la paura della povertà, non è altro che una forma di energia ereditata dal passato, la quale si rifà alla forma di depredare economicamente il prossimo. Questo a livello animale avviene attraverso il depredare fisicamente, mentre a livello umano non evoluto, avviene nell’economia.

La paura delle malattie, alla base della quale sussistono credenze fondate socialmente che hanno costruito un insieme di schemi ben radicati che prefigurano quadri con scenari disastrosi non solo a livello fisico, ma anche economico. La prima difficoltà che ci si immagina nell’essere malati sono i costi da affrontare, in quanto vi sono persone dalla dubbia moralità che campano nel vendere salute. Questa si presenta con l’autocompiacimento, autosuggestione ed intemperanza.

La paura delle critiche, la quale ti priva dello spirito di iniziativa, recide la fantasia e distrugge l’autostima. Questa si presenta con imbarazzo, mancanza di equilibrio e di calma, complesso di inferiorità, mancanza di iniziativa e scarsa ambizione.

La paura di perdere l’amore di una persona e si presenta con la gelosia, trovare sempre da ridire e scommetttere per comprare l’amore

La paura della vecchiaia, in quanto sussiste la credenza che questa porti la povertà, in quanto sussiste la diffidenza nei nostri simili, i quali ci possano privare dei beni. Inoltre c’è di fatto che si crede, e forse per questo avviene, si ha la perdità della libertà di movimento ed autonomia fisica.

La paura della morte, alla radice della quela sussistono domande alle quali nel corso della vita non si trova risposta e cioè: da dove veniamo? Dove andiamo? I sintomi più comuni sono il pensare alla morte continuamente, invece di darsi da fare per ottenere il meglio dalla propria vita. Un antidoto molto efficace ed efficiente  è avere l’intenso desiderio di realizzarsi ed offrire la propria esperienza a gli altri.

A questo punto dopo che ho messo in evidenza questi spettri che riducono l’uomo un essere inerte e debole, vorrei esporre in sintesi una forma di protezione da poter attivare nei confronti di tali spettri. La prima cosa è rendersi conto di essere vulnerabili a tale forme di paure e quindi imparare a comportarsi in maniera tale da creare una forte contrapposizione. Smettere di compiacersi delle proprie malattie e svuotare i cassetti dalle medicine. Cercare la compagnia di persone che  sostengono  ed incitano a pensare ed agire per se stessi. Non aspettarsi guai o creare la classica profezia che si autoavvera, ed iniziarsi a porre alcune domande come ad esempio chiedersi se si scarica spesso la responsabilità ad altri  ed al di fuori di se stessi, rispetto alla propria condizione (sono povero perchè non sono fortunato……perchè gli altri mi hanno reso tale…..).

Tutto parte da una semplice volontà di sconfiggere i sei spettri attraverso la messa in gioco di se stessi con i pensieri, le emozioni e le azioni.

A presto

Gennaro Ponzo :)

 

 

 

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