Egoismo in crescita, rispetto per il prossimo in calo

E’ sufficiente una tranquilla giornata di commissioni per essere catapultati in un altro mondo, dove tutto diventa difficile, un percorso a ostacoli, dove gli abitanti di questo “mondo” non sono le persone “normali” che ho sempre visto nella mia città, ma diventano “i cattivi” di un brutto film. Parlo della mia città, Milano, dove certamente ci sono anche cittadini gentili e cassieri disponibili e professionali. E’ sempre sbagliato generalizzare e fare “di tutta l’erba un fascio”, ma dove sono finiti tutti quelli gentili e pazienti?

Persone frenetiche, rabbuiate, che non salutano, non ringraziano e non ti guardano nemmeno in faccia, pronte a tutto per un parcheggio, per un posto in fila in negozio o alle poste. E che dire poi di quelli che dovrebbero lavorare per noi, ad esempio in banca o alla cassa di un supermercato? Chiacchierano tra loro, degnando il povero cliente di sguardi che dicono tutto sulla loro intenzione di offrire un servizio!

Cosa succede? Si avverte, nel linguaggio non verbale del comune passante, e di tutte le persone che si incontrano nella routine quotidiana, un certo fastidio verso il prossimo, chiunque esso sia, quasi volerlo negare, solo per il fatto che incroci il nostro cammino oppure ci ostacoli mentre cerchiamo di “fare i fatti nostri”.