Il concetto di team building è tanto facile, nella sua forma astratta, che spesso diventa impossibile da applicare poi nei fatti. Tradotto dall’inglese significa “costruire una squadra” e se basta scegliere un gruppo più o meno numeroso di persone per creare un gruppo, diverso e più difficile è far sì che questo gruppo lavori come una vera squadra. Sia quindi unita, solidale con i suoi membri e concentrata sullo scopo. Cosa c’è dietro il team building quindi?

Fin dalla scuola ci vengono proposte attività da fare in gruppo ma, se provassimo a guardarci indietro, e a chiederci quante volte siamo stati contenti di questo lavoro di gruppo, potremmo accorgerci che spesso avremmo preferito svolgere il compito da soli piuttosto che cercare di imporre un’idea che non veniva ascoltata. Oltre a questo, abbiamo lasciato che fossero gli altri a fare il nostro lavoro prendendoci poi i complimenti, senza aver fatto effettivamente nulla.

Nessuno, infatti, ci ha probabilmente spiegato nei giusti termini il valore di quello che stavamo facendo. Il valore non solo del lavoro che avrebbe svolto il gruppo, ma anche il nostro valore all’interno del gruppo. I piccoli egoismi e la pigrizia che ci avrà caratterizzato allora potrebbe rispuntare, da adulti, nel lavoro soprattutto ora che si diffonde l’idea che in gruppo si produca meglio che da soli, infatti il team building può migliorare la tua azienda.

Team building: coesione, fiducia e molte altre caratteristiche importanti per creare un gruppo vincente

le sfide del gruppoPremesso che, non esistono persone inadatte al lavoro di squadra per conformazione fisica o mentale, si tratta di trovare i giusti canali per mettere in contatto i membri di un gruppo, e trasformare questo gruppo in una squadra vera e propria. Le caratteristiche di una squadra sono: coesione, ascolto interno, fiducia e prontezza nella risoluzione delle eventuali situazioni critiche.

Una squadra affinata con le tecniche di team building, infatti, non è totalmente al riparo dagli imprevisti, ma è in grado di far fronte a questi momenti con maggior reattività, e generando meno ansia proprio perché ognuno sa cosa può fare e cosa possono fare gli altri. Allo stesso modo, ci si sente anche motivati a proporre il proprio punto di vista agli altri, senza nessun timore.

Tornando per un momento alla scuola, quante volte abbiamo pensato di avere un’idea ottima ma avevamo paura della reazione della classe (e anche la classe in fondo è un gruppo) e delle prese in giro? La mancanza di fiducia nelle capacità di ascolto di chi è con noi, può minare anche un gruppo in cui i singoli membri sono stati scelti con cura certosina. Per lavorare bene in gruppo, e fare davvero squadra, occorre allenarsi ad ascoltare senza pregiudizi chi è con noi.

Ascoltare sì, ma senza accantonare quello che è il pensiero critico

 

momenti di team buildingQuesto ascolto però non significa mettere da parte il pensiero critico. Un gruppo di lavoro che stia cercando di trovare una soluzione diversa e creativa a un problema, deve valutare tutte le proposte in modo obiettivo, e secondo i parametri che sono stati forniti; senza giudicare la persona e senza che i singoli membri si sentano giudicati come persona.

Per favorire la crescita di queste capacità, e quindi della fiducia reciproca e di ascolto, vengono approntati di solito degli esercizi che servono a creare innanzitutto situazioni diverse da quelle tipiche del luogo di lavoro. In una situazione diversa, infatti, saremo portati a esprimerci per quello che realmente siamo, e potremo vedere gli altri per come realmente sono. Un buon esercizio di team building deve prevedere tutto questo.

Perché l’attività dia i suoi frutti, però, non dobbiamo caricarci di troppe aspettative: per fare squadra ci vuole tempo. Non soltanto il tempo dell’esercizio o dell’attività che svolgeremo. Ci vuole tempo per essere preparati a cogliere i frutti giusti, prima che l’attività si svolga, e ci vuole tempo per poter analizzare quanto emerso dopo che l’attività si è conclusa. Sperare che basti una giornata in un agriturismo con i colleghi perché tutti i problemi che abbiamo a lavorare con loro svaniscano, è un’utopia che genererà solo altra frustrazione.

Perché la squadra funzioni, il team building deve entrare a far parte della vita dei membri del gruppo, e di chi il gruppo lo gestisce. Dobbiamo volere investire il tempo necessario, a che le dinamiche cambino in positivo. Il team building funziona solo se c’è la volontà di cambiare per il meglio. È importante, quindi, che non venga trascurato il ruolo del leader del gruppo, e dei singoli membri.

Il leader del gruppo è una figura chiave perché, in una vera squadra, tutti devono poter riconoscere il ruolo del capitano, e sapere che possono contare su di lui. Un capitano non è un capo che dà semplicemente degli ordini e si prende gli elogi dal mondo esterno al gruppo. Nel team, il leader deve essere il primo supporter e il motivatore del gruppo. È a lui che tutti guardano per sapere la rotta che va seguita. È vitale che il leader che si è scelto, conosca il proprio ruolo, e dimostri di crede nel team building.

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