il cibo per cementare il gruppoIl team building cooking è una delle attività preferite quando si tratta di affiatare un gruppo di lavoro. Partendo da uno dei bisogni primari dell’uomo, il cibo, si cerca di costruire relazioni interpersonali più sane e costruttive, per migliorare l’efficienza singola e del gruppo nella sua interezza. Individuati gli eventuali problemi, il team building cooking, può essere un valido aiuto.

Non bisogna pensare che il team building cooking o qualunque altra attività pensata per il team building, sia una specie di formula magica che si può lanciare su un gruppo; e che in un attimo trasforma tutti in una squadra affiatata, che porta a termine senza stress i propri compiti. Perché queste tecniche siano efficaci, occorre innanzitutto crederci. Deve crederci chi le organizza, e deve crederci chi vi partecipa; migliora la tua azienda con il team building.

Team building cooking: una delle tante opzioni per creare un gruppo coeso e funzionale

Il fatto evidente soprattutto nel team building cooking, che ci si diverta e si stia lontani dai normali compiti, può generare nei partecipanti la sensazione che non si tratti niente altro che di un giorno di vacanza alternativo. Nulla di più sbagliato. È fondamentale, prima che arrivi il giorno scelto per l’attività, che il responsabile dell’organizzazione ne chiarisca lo scopo vero enumerando, se serve, i punti deboli del gruppo, e il modo in cui questo momento che il gruppo ha a disposizione, possa servire effettivamente a migliorare le dinamiche interne e la produttività.

Chiarito che non si tratta di un semplice corso di cucina ma di un esercizio che vuole aggredire le cattive abitudini del gruppo in modo diverso, il team building cooking ha davvero la possibilità di avviare, nei partecipanti, quei cambiamenti e quei miglioramenti che servono. Cucinare insieme a uno chef, cambiando quindi “capo” per un giorno è di aiuto sia per i membri del gruppo sia per chi è stato scelto come leader.

Una buona attività di team building cooking, infatti, si svolge sotto la guida di un esperto esterno. I benefici sono molteplici. Immaginiamo un gruppo in cui non ci sia fiducia nel leader. Se il gruppo viene costretto a seguire una guida diversa, sarà possibile osservare quelli che sono i comportamenti e le reazioni del gruppo. Potrebbe esserci qualcuno che si sente poco valorizzato, o che non riesce a comunicare con efficacia con gli altri.

Con gli stimoli diversi che vengono dalla cucina, questo qualcuno potrà cambiare punto di vista sulla propria attività, e ritrovare la fiducia nella figura del leader che era andata scemando. Nelle attività in cucina, in cui i risultati di una azione o di una non azione sono evidenti e immediate, si riscopre il valore di ogni gesto che si compie, nell’economia più generale del gruppo. Perché il piatto riesca, tutti devono dare il massimo, e ci si rende conto di come non ci siano ingredienti, o membri del gruppo, superflui.

La cucina come banco di prova per testare le qualità del gruppo

 

un banco di prova differenteA volte i problemi del gruppo vengono dal lavorare su cose molto astratte. Si perde di vista lo scopo per cui si lavora, e le azioni quotidiane si ripetono senza un apparente senso. La cucina, che lavora nel presente, ed è materica nel senso più alto del termine, ricrea quel collegamento con la realtà che a volte si perde e aiuta a ritrovare la motivazione e la creatività. Altro elemento che favorisce indubbiamente la creatività, è l’applicarsi su qualcosa di insolito e diverso.

Essendo un’attività umana, anche il cucinare può essere soggetto a imprevisti e problemi. Avere un leader che non si lascia prendere dal panico in un momento di crisi, e diffonde calma e fiducia anziché cercare un colpevole con cui sfogarsi, è una lezione che molti leader di gruppi dovrebbero mandare a memoria. Ma la pressione che viene dal lavoro, spesso, fa perdere di vista il fattore umano. Il team building cooking è un aiuto prezioso anche per chi è leader.

La sicurezza e la calma di un leader sono due elisir che possono far rifiorire un gruppo spento e triste. Nelle attività di team building cooking il leader del gruppo viene reinserito nel gruppo, e segue come gli altri gli ordini dello chef. Cambiando prospettiva può, quindi, vedere cosa succede dall’altra parte, e percepire i malumori eventualmente presenti.

Nelle situazioni di emergenza, il leader può e anzi deve osservare i comportamenti e gli atteggiamenti adottati dallo chef, e valutare dall’interno stesso del gruppo, se e quanto questi comportamenti funzionano sui suoi colleghi e su se stesso. È chiaro come, anche se non gestisce direttamente il gruppo, le attività di team building siano importanti per il leader che potrebbe inconsapevolmente essere causa di un problema nel gruppo. Con lui, in fase preparatoria, va fatto un discorso leggermente diverso perché possa trarre il maggior vantaggio possibile dall’attività di team building cooking prevista per il suo team.

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