Noto, in giro, una gran febbre da “Coach”, si fa un gran vociare di “Coaching e di Personal Coach”. Ne parlano i giornali, la radio e la tv, tutti i mass media più importanti, anche se poi, la stragrande maggioranza delle persone che s’incontra per la strada continua a fare molta confusione nonché a scambiare, puntualmente, il “Personal Coach” con il classico e tradizionale “Coach” o, detto all’italiana: allenatore sportivo. Il “Personal Coach” è sì un allenatore, anche se al posto del fisico e della tecnica, è bene chiarirlo in modo definitivo, allena la mente ed aiuta le persone a cambiare “dentro”, nonché a raggiungere i propri obiettivi. A tutto ciò, aggiungo che molte persone continuano a confondere il coaching con il counseling o la psicoterapia. Sono due tecniche importantissime, anche se fare coaching è completamente diverso.

Un buon coach, si concentra sulla ricerca immediata di una soluzione, piuttosto che cercare di analizzare “un problema o un conflitto del passato”. L’analisi e l’ascolto passivo, sono compiti tipici di un buon psicologo o psicoterapeuta. Il coach, invece, si interessa a “cosa puoi fare subito ed a come puoi farlo” per risolvere la Tua esigenza. A volte, mi hanno portato un pò forzatamente alcune persone: l’ho sempre considerata e la considero ancora un’azione poco produttiva. Mai andare da un coach controvoglia. Chiarisco definitivamente che per coloro che hanno problemi di natura psicologica, la figura ottimale è quella dello Psicologo o dello Psicoterapeuta: professionisti abilitati, competenti e preparati ad affrontare problemi di questa natura. Il coach, come leggerai più avanti, ha competenze diverse.

Spesso, quando incontro le persone in giro, ai miei seminari, durate la formazione nelle scuole, oppure quando mi contattano attraverso il mio sito, mi domandano: “bello il lavoro che fai, ma in pratica un coach chi cavolo è, quali vantaggi offre e…..scusa, perché dovrei anche pagarlo?”. Scommetto che anche Tu che stai leggendo quest’articolo, parlando o sentendo parlare di coaching, qualche volta queste stesse domande te le sei poste, sbaglio?! Allora, provo a fare un po’ di chiarezza su questa nuova figura professionale, rispondendo a tutti e tre gli interrogativi.

Chi cavolo è un coach? Come sostiene Alessio Roberti, uno dei migliori coach ed istruttori di programmazione neuro-linguistica che abbiamo oggi in Italia, il coach è: “uno straordinario facilitatore che aiuta a costruire il futuro desiderato e ad attivare le risorse necessarie perché quel futuro diventi realtà”(dall’introduzione di un bellissimo libro che consiglio a tutti di leggere: Il manuale del coach, di Robert Dilts). Oppure, come racconta Laura Quintarelli, esperta di apprendimento e comunicazione nonché trainer di pnl, che con Bruno Benouski ha scritto “L’Arte di trasformare i desideri in risultati” (leggilo, perché è scritto in maniera semplice e pratica): “il coaching non ha bisogno di un’aula, ma si svolge in ufficio, non insegna nulla ma aiuta a mettere in atto delle competenze”. Ed ancora, come sostiene Giovanna D’Alessio, ex manager e tra le prime ad introdurre il coaching in Italia: “Il coach non è come ha creduto qualcuno colui che suggerisce come vestirsi e come mangiare. Il coach promuove le potenzialità di una persona ed il coaching è molto centrato sugli obiettivi”.

Infine, per dirla alla Giancarlo Fornei, il coach è una persona con un bagaglio di esperienze notevoli, una buona capacità comunicativa, una ancor migliore capacità di ascoltare e relazionarsi con le persone, nonché con la capacità di guidarle verso la valorizzazione delle loro risorse e la ricerca della soluzione dei loro problemi. Un buon coach, dunque, apre la mente delle persone, per far vedere cose e problemi da prospettive diverse. Ritengo che un “buon coach” debba anche essere un “esperto di programmazione neuro-linguistica”. Le due tecniche, si completano moltissimo e permettono di realizzare delle performance ottimali in qualsiasi area, ottenendo quello che è comunemente chiamato “apprendimento a doppio ciclo”, che consiste nel raggiungere due risultati insieme: imparare che cosa fare (tipico del coaching) e, contemporaneamente, come farlo (tipico della pnl).

Quali vantaggi Ti offre? Parto dal presupposto che un buon coach lavora solo ed esclusivamente con persone che siano motivate al cambiamento e consapevoli che le metodologie di coaching sono “orientate al risultato”, al voler agire. In tanti anni di formazione e di coaching, ho capito che solo “chi vuol cambiare veramente” riesce ad ottenere dei risultati. Voler cambiare, significa compiere delle AZIONI, ed un coach può aiutarti a trasformare Te stesso, a riformulare il Tuo modo di essere, di parlare, di pensare, di agire, nonché a farti diventare consapevole delle Tue capacità, ma poi, chi deve compiere materialmente le AZIONI, quello, sei Tu.

Un buon coach può aiutarti a raggiungere risultati in molte aree, per esempio: migliorare l’autostima, cambiare le convinzioni interne, eliminare le negazioni, credere maggiormente in se stessi, migliorare la linguistica, definire e focalizzare gli obiettivi, superare disagi e tensioni con gli altri, aumentare la capacità comunicativa e relazionale, superare ansie e attacchi di panico, eliminare fobie, gestire meglio il tempo, superare crisi personali e di coppia, gestire gli stati d’animo, smettere di fumare, imparare a parlare in pubblico, migliorare la capacità di convincere le persone e, se mi passi la battuta, persino imparare a sedurre. Insomma, le aree d’intervento sono veramente molteplici e le tempistiche, spesso veloci. Pensa che per togliere una fobia bastano una o due sessione di coaching; per lavorare sulla capacità comunicativa di una persona, sulla definizione e focalizzazione di un obiettivo, oppure per migliorare la sua linguistica bastano cinque o sei sessioni ed in seguito, una sessione di controllo ogni tanto. Con le tecniche di coaching e di pnl, i cambiamenti sono immediati e duraturi ed in alcuni casi, sorprendentemente veloci.

Perché pagare un coach? Semplicemente perché – nella stragrande maggioranza dei casi – Ti fa fare un cambiamento veloce e duraturo (è bene precisare che per alcune problematiche ci vuole più tempo, ma sempre nell’ordine di dieci/dodici sessioni al massimo, spalmate in tre/quattro mesi. Insomma: sai sempre quando finisci). Tieni conto che un “Coach serio, preparato ed onesto”, Ti dice subito se può esserti di qualche utilità. Lavora sui “cambiamenti” ed evita di “analizzarti”, per due motivi: primo perché non è il suo compito, secondo perché perderebbe solo del tempo. Il coach, verifica immediatamente con una mini sessione chiamata “Intake” (talvolta anche telefonica) se può aiutarti, altrimenti Ti indirizza verso professionisti più competenti in quel settore. Per esempio, a me è capitato di presentare una cliente ad un amico psicologo. Ricordati, però, che il vero artefice del cambiamento sei solamente Tu. Fai parte integrante del processo di coaching e se “non vuoi cambiare”, mi dispiace: posso garantirti che i risultati non ci saranno.

Nella maggior parte dei casi, i coach si fanno pagare con tariffe fisse, che possono variare dai 150 ai 350 euro per una sessione di tre ore, oppure tra i 60/100 euro per sessioni di una sola ora. Personalmente, per problemi particolarmente importanti, “come togliere una fobia, smettere di fumare od eliminare attacchi di panico (come la paura di parlare in pubblico)” mi faccio pagare un po’ di più, ma solo ed esclusivamente a risultato raggiunto. Se dopo due sessioni la fobia non è stata tolta, restituisco il denaro. Chiaramente, questa metodica può essere applicata solo quando i risultati sono veloci e facilmente accertabili.

In chiusura due raccomandazioni. Se sei alla ricerca di un coach: ricordati di scegliere solo professionisti con provata esperienza e leggi bene i loro curricula (anche in questo settore ci sono molti avventurieri). Chiedi sempre la sessione di intake (è gratuita) e se Ti trovi bene, se sei in sintonia con il coach, vai avanti, altrimenti cambialo. Se sei un coach, più o meno esperto: evita di promettere cose che non sei in grado di mantenere, sii onesto e se non puoi aiutare il Tuo cliente, diglielo subito. Ricordati che gli devi dare dei risultati già dalla prima sessione, altrimenti……perché dovrebbe continuare a venire da Te? Ti giunga il mio più cordiale saluto e se hai delle domande da pormi sul coaching, scrivimi ad info@giancarlofornei.com farò il possibile per risponderti personalmente.

Luglio 2006

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