Imprenditori distrutti, ma poi di nuovo alla ribalta: alla base di grandi affermazioni ci sono spesso sonore sconfitte. Perché un fallimento può anche trasformarsi in un incentivo per chi l’ha subito. L’importante è prendere l’insuccesso per il verso giusto…..e non arrendersi mai. Sai cosa diceva Henry Ford? “Chi ha paura di fallire limita le sue attività. Il fallimento non è che l’opportunità di riprovare più intelligentemente”.

Permettimi di raccontarti la storia di Anthony Robbins, l’autore di molti best-seller tra i quali “Come ottenere il meglio da sé e dagli altri”, attualmente l’oratore motivazionale più richiesto nel mondo: negli ultimi vent’anni ha condotto seminari in 61 Nazioni diverse. Ha personalmente allenato “mentalmente” il tennista Andrè Agasi, multinazionali come l’IBM, le Forze Armate USA e l’ex Presidente Bill Clinton.

Anthony è nato nel 1960 a Glendora, in California. La sua vita non è stata facile, anzi, è costellata di successi e fallimenti continui. Leggendo la sua biografia ho scoperto che già a vent’anni i suoi guadagni erano altissimi. Tuttavia, proprio nel momento del massimo splendore, Anthony Robbins cadde e toccò il fondo. La biografia racconta che dopo che Tony ebbe raggiunto il successo, i suoi amici cominciarono a risentirsene: non gradivano che avesse più successo di loro e di conseguenza, Robbins cominciò a dubitare di se stesso. La solitudine e, col tempo, la depressione, portarono Anthony Robbins sull’orlo del fallimento totale: passava le sue giornate a guardare le “soap-opera” cercando di fuggire dalla realtà. Smise di credere in se stesso, in pochi mesi divenne obeso, depresso e senza speranza. Le sofferenze lo portarono a chiudersi in se. Fu solo quando un amico (un vero amico) lo andò a trovare che cominciò a voltare pagina. Per raggiungere la felicità, Tony decise che sarebbe diventato nuovamente appassionato ed entusiasta verso la vita. Egli capì che se avesse affrontato sempre la vita con quegli stati mentali, allora avrebbe potuto far emergere il meglio di se stesso.

Anthony Robbins non è un’eccezione, lui c’è riuscito, così come molte altre persone di mia conoscenza. Molto spesso, alla base di grandi successi ci sono ripetute sconfitte. E non pensare che ciò accade solo in America: anche in Italia ci sono storie illustri di persone diventate famose o che in ogni caso hanno raggiunto i propri obiettivi, dopo una sconfitta o un fallimento.

In molti altri casi, purtroppo, l’inizio di una vera e propria sventura si è rivelato tragico: prima il fallimento, poi la frustrazione e la vergogna, quindi la depressione, l’insicurezza paralizzante, la mancanza d’energie e, infine, gli sfoghi alternativi quali l’alcolismo, la droga, il suicidio. Vorrei farti notare che niente, ma proprio niente, e in grado di condizionare il Tuo futuro più di Te stesso. Anche di fronte al più tragico evento (purtroppo posso parlare con cognizione di causa: nel novembre del 1999 sono stato colpito da ischemia cerebrale, ma non ho mai perso la speranza e la voglia di lottare per raggiungere i miei obiettivi), la Tua vita futura può ugualmente darti dei successi e della felicità. Tu non arrenderti mai, neppure dopo una sventura imprenditoriale, dopo una disgrazia fisica, dopo un matrimonio andato in frantumi, dopo la perdita di una persona molto cara, dopo un licenziamento inaspettato, dopo l’esame della tua vita non riuscito, ecc.

Il modo in cui valuti le cose e giudichi gli eventi nasce dalle Tue convinzioni e pregiudizi. A tutti può accadere di subire, per colpa propria o altrui, un evento negativo o addirittura disastroso, ma quello che Ti accadrà a seguito dell’evento non è determinato dallo stesso, ma da come lo percepisci; mutando il Tuo atteggiamento di fronte all’evento, puoi radicalmente cambiare i suoi effetti, trasformandoli da negativi in positivi, o quantomeno, attenuarli.

Eccoti cinque consigli utili, da applicare subito:

  • 1) Quel che è accaduto non si può mutare. Dall’esame di maturità fallito alla perdita del posto di lavoro: se è già accaduto, non puoi più farci nulla. Comprendere a fondo questa realtà significa posizionarsi mentalmente verso il futuro, senza perdere tempo in recriminazioni inutili, che non Ti porteranno alcuna soluzione (conosci il proverbio….mai piangere sul latte versato?!);
  • 2) Perché è successo? Cerca di capire cosa sia successo veramente: attribuire a cause errate un evento lo rende doppiamente pericoloso, ed è probabile che Ti capiti di nuovo. Saper invece distinguere le cause con obiettività, onestà e serenità di giudizio, significa rendere prezioso anche l’evento più nero (ho imparato moltissimo anche e soprattutto, da errori);
  • 3) Come evitare che accada di nuovo. Errare è umano, perseverare è diabolico. Gli errori li commettono tutti quelli che tentano, e non sono mai da condannare (per non sbagliare mai c’è un solo modo….. non fare assolutamente nulla). Ma gli errori ripetuti sono imperdonabili, e a volte causano la rovina delle persone. Per cui, prima di iniziare qualcosa di nuovo, rifletti bene sugli errori commessi in precedenza e metti per iscritto che cosa non devi più fare per evitare nuovamente situazioni difficili;
  • 4) Che cosa c’è di buono in questo? L’America’s Cup è la più prestigiosa gara di barche a vela del mondo: per ben 138 anni è stata sempre vinta da equipaggi americani. Dennis Conner era il capitano della barca statunitense che nel 1983 perse per primo la coppa per opera degli australiani. Che cosa c’è di buono in questo? Cominciò a chiedersi Conner; se lo chiese tante di quelle volte che dedicò i successivi quattro anni alla costruzione della famosa Stars & Stripes con cui si riprese la coppa. Ricordati che in ogni evento c’è sempre qualcosa di buono. Sta a Te scoprire che cosa;
  • 5) E ora che ho imparato, ci riprovo. Dalla lezione all’azione. L’evento, o il problema del giorno, serve ad imparare e stimolare Te stesso; poi però, devi agire. Subito, senza perdere tempo in lacrime o preoccupazioni. Se avevi una buona motivazione ad agire prima dell’accaduto, tanto più devi averla ora. Non aspettare, non indugiare: agisci. Come diceva William Shakespeare: “I nostri dubbi sono traditori e spesso per la paura di sbagliare ci fanno perdere il bene che potremmo ottenere”.

Chi è stato sull’altare anche un solo giorno sa bene quanto sia duro tornare nella polvere che si credeva ormai dimenticata. Credimi: in quarant’anni di vita ho toccato il cielo con un dito tante volte e in molte altre sono uscito sconfitto; ma non mi sono mai arreso e non mi sono mai sentito un fallito. Oggi sono uno stimato formatore, che ha la fortuna di fare un lavoro che gli piace, che gli permette di entrare in contatto con tantissima gente: imprenditori adulti e giovani studenti delle superiori. Ho una splendida famiglia e la vita mi sorride, ma ci sono tantissime cose che non sono ancora riuscito a fare, e nonostante tutte le avversità del mondo, continuo a ripetere a me stesso e soprattutto, agl’altri, “Con te o senza di te….io là, ci arrivo”. Io ci credo, e Tu?!

Spero di essere stato in grado di farti comprendere che nella vita non bisogna mollare mai; se hai delle domande da pormi o degli argomenti particolari da suggerire, scrivimi a giancarlo@giancarlofornei.com
Alla prossima.

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