(1929 – 1968)

Biografia

Martin Luther King

Martin Luther King Jr. nacque a mezzogiorno di martedì 15 gennaio 1929 in casa della sua famiglia al 501 di Auburn Avenue, N.E., Atlanta, Georgia.
Martin fu il primo figlio maschio ed il secondo genito del reverendo Martin luther King Sr. e della signora Alberta Williams che ebbero altri due figli: Christine attualmente moglie di Isaac Farris Sr. ed il reverendo Alfred Daniel Williams King oggi scomparso.

Gli studi

All’età di cinque anni Martin luther King Jr. cominciò la scuola, un anno prima dell’età legale di sei anni, nella Yonge Street Elementary School di Atlanta.
Quando la sua età fu scoperta non gli permisero di continuare a frequentare la scuola e fu costretto ad attendere l’età prevista. Dopo la Younge School fu iscritto alla David T. Howard Elementary School di Atlanta. Frequentò l’Atlanta University Laboratory School e quindi la Booker T. Washington High Scool. Per via dei suoi ottimi voti all’esame di ammissione al college, nei suoi primi anni della high school, fu promosso al Morehouse College senza un diploma formale della Booker T. Washington. E, per via dei suoi “salti” il Dr. King entrò al Morehouse College all’età di quindici anni. Nel 1948 fu diplomato dal Morehouse College con la specializzazione in sociologia. Si iscrisse alla Croze Theological Seminary di Chester in Pensylvania e contemporaneamente studiò all’università di Pensylvania. Fu eletto Presidente della Senior Class e perseguì l’indirizzo poetico. Vinse il Peral Plafkner Award quale miglior studente non frequentante e ricevette il J. Lewis Crozer Fellowship per gli studi universitari in una università di sua scelta. Nel 1951 conseguì la laurea di primo livello in teologia alla Crozer e nel settembre dello stesso anno continuò gli studi di teologia all ’università di Boston. La sua tesi, “Confronto della concezione di Dio nel pensiero di Paul Tillich e Henry Nelson Wieman” fu completata nel 1955 e il 5 giugno dello stesso anno ricevette la laurea di secondo livello. Nel corso degli anni successivi Martin luther King fu insignito di innumerevoli titoli onorari tanto da scuole ed università americane che straniere.

La vita: gli episodi chiave

Martin era un bambino dall’intelligenza molto vivace, tutte le circostanze umilianti ed incomprensibili cui era sottoposto giornalmente lo portarono a formulare una domanda a cui non trovava una risposta e che non riusciva a porre al padre che lo intimidiva moltissimo: che cosa avevano di diverso i neri dai bianchi? Perché erano obbligati a vivere in condizioni subalterne? Perché erano oggetto di tanto disprezzo?

Nel dicembre del 1955 un fatto, in apparenza banale, dette una svolta alla lotta di King.
Un’operaia negra salì su un autobus per tornare a casa: aveva lavorato tutto il giorno ed essendo molto stanca, cercava un posto per sedersi. Essendo occupati tutti i posti riservati ai negri, si sedette su uno, tra i molti rimasti liberi, riservato ai bianchi. Immediatamente le fu imposto di alzarsi, ma lei rifiutò, intervenne il bigliettaio, fu chiamata la polizia e Rosa fu arrestata per essersi seduta su un posto “per i bianchi”.
Fu la classica goccia che fece traboccare il vaso: King convocò una riunione di tutti i suoi seguaci stanchi di subire soprusi, anche peggiori di quello sofferto dall’operaia. In questa occasione fu lanciata l’idea di boicottare tutti i mezzi pubblici: nessun negro sarebbe salito sull’autobus fintanto che non fosse stata tolta la “spartizione dei sedili”.
L’iniziativa ebbe un enorme successo: il giorno dopo le vetture pubbliche erano completamente vuote, non solo i negri ma anche i bianchi avevano aderito alla “Lotta non violenta”.

Nell’agosto del 1963 Martin L. King guidò un’enorme manifestazione interrazziale a Washington, ove pronunciò un discorso (unendo i criteri della non violenza e ideali cristiani) che iniziava con queste parole “I have a dream…”, l’anno seguente gli fu assegnato il premio Nobel per la pace e il papa Paolo VI lo ricevette in Vaticano.

M.L.King fu una figura di riferimento nel Movimento dei Diritti Civili. Fu eletto presidente della Montgomery Improvement Association, l’organizzazione che ebbe il merito del successo del boicottaggio degli autobus di Montgomery durato più di un anno dal 1955 al 1956 per ben 381 giorni. Fu arrestato trenta volte per la sua partecipazione ad attività per i diritti civili e fu fondatore e presidente (dal 1957 al 1968) della Southern Christian Leadership Conference. Fu anche vice presidente della National Sunday School and Baptist Teaching Union Congress of the National Baptist Convention. Fu un membro di diversi consigli di amministrazione sia locali che nazionali e diresse consigli d’amministrazione di numerose agenzie ed istituzioni compresa la prestigiosa American Academy of Arts and Sciences. Il Dr. King ricevette numerosi riconoscimenti per le sue doti di leadership nel Movimento per i Diritti Civili che sono conservati in Archives of The Martin Luther King, Jr. Center for Nonviolent Social Change, Inc. in Atlanta, Georgia.

L’uscita di scena

Nel mese di aprile dell’anno 1968 si recò a Menphis per partecipare ad una marcia a favore degli spazzini della città (bianchi e neri), che erano in sciopero. Mentre, sulla veranda dell’albergo, s’intratteneva a parlare con i suoi collaboratori, dalla casa di fronte vennero sparati alcuni colpi di fucile: Martin L. King cadde riverso sulla ringhiera, pochi minuti dopo era morto. Approfittando dei momenti di panico che seguirono, l’assassino si allontanò indisturbato. Erano le ore diciannove del quattro aprile.

Pochi giorni dopo, ad Atlanta, si svolsero le esequie di King, a cui intervennero migliaia di persone, tra le quali Marlon Brando e Nelson Rockefeller.
Il killer fu arrestato a Londra circa due mesi più tardi, si chiamava James Earl Ray ed aveva già dei precedenti per rapina, alcolismo e spaccio di dollari falsi. Al processo fu condannato a novantanove anni di reclusione, ma, qualche anno dopo, riuscì ad evadere. Dopo essere stato catturato nuovamente, rivelò che non era stato lui l’uccisore di Martin Luther King, anzi sosteneva di sapere chi fosse il vero colpevole. Nome che non poté mai fare perché venne accoltellato la notte seguente nella cella in cui era rinchiuso.

Ancora oggi il mistero rimane insoluto, alcuni sostengono che ci siano troppe analogie tra il caso King ed il caso Kennedy per trattarsi solo di semplici coincidenze; comunque, il o i colpevoli, se sono mai esistiti e se sono ancora vivi, continuano ad essere sconosciuti.

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