Locandina 8mile

Titolo originale: 8mile
Nazione: USA
Anno: 2002
Genere: Drammatico
Durata: 110′
Regia: Curtis Hanson
Cast: Eminem (Jimmy Smith Jr.), Kim Basinger (Stephanie Smith), Brittany Murphy (Alex), Mekhi Phifer (David Porter/Future), Eugene Byrd (Wink)
Produzione: Brian Grazer, Curtis Hanson, Jimmy Iovine
Distribuzione: UIP

Visione: v.m. 18 anni

Recensione

Non mi piace particolarmente Eminem e mi aspettavo da questa pellicola un’accozzaglia di violenza, parolacce, canzoni dell’artista messe lì per promozione, una storia inconsistente e personaggi inesistenti. Ho invece trovato un film discreto, anche se pieno di parolacce, ben riuscito, che dà ben l’idea dei problemi di crescere in mezzo alla violenza, alle bande, senza il supporto di affetti, con tutte le difficoltà di crescere da soli e farcela con le proprie forze.
La canzone c’è, ma non è nulla di promozionale: è Lose yourself, che valse l’oscar ad Eminem come miglior canzone nel 2003.
La violenza è più parlata, urlata, cantata, che vista, e questo rende più leggera la visione del film, insieme anche alle espressioni simpatiche dello slang giovanile come yo, bro (brother), bello, che sviano un po’ dalla cascata di parolacce.
Da apprezzare i sottotitoli alle gare di rap tradotti in modo da non perdere le rime.

Marshall Bruce Mathers III (“M” & “M” – Eminem), al suo debutto nel cinema, è solo se stesso: un ragazzo segnato dalla vita che vuole uscire dalla mediocrità e far qualcosa di significativo per sé e per gli altri, cosciente dei propri limiti ma non per questo rassegnato, con quello sguardo un po’ ingenuo e un po’ triste ma che sa esser duro e determinato quando lotta per ottenere ciò che vuole. Mi è ancora difficile conciliare quel faccino da bravo ragazzo con le parole dure che scrive, ma forse è proprio questo uno dei segreti del suo successo.

Kim Basinger (Stephanie – la mamma) non riesce a sembrare squallida nemmeno conciata, è sempre splendida e forse per questo motivo è un po’ poco credibile nella parte della madre squinternata.

Da notare l’amico Future / Mekhi Phifer che se al cinema non ha ottenuto un gran successo con le pellicole che ha interpretato, ha avuto una parte di spessore (Dr. Gregory Pratt) nelle ultime serie di E.R. – Medici in prima linea.

Brittany Murphy fa la sua solita parte da “cattiva ragazza” un po’ squilibrata e sempre al limite del lecito (Ragazze interrotte – 1999 / Don’t Say a Word – 2001)

Un altro film sul sogno americano che si realizza, questa volta senza miele e lieto fine annunciato che forse per questo rende più vivi e veri i personaggi e la storia.

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