Locandina Amnèsia

Titolo originale: Amnèsia
Nazione: Italia/Spagna
Genere: Commedia, Drammatico, Poliziesco
Durata: 120′
Data di uscita: 30 Settembre 2005
Regia: Gabriele Salvadores
Cast: Diego Abatantuono (Sandro), Sergio Rubini (Angelino), Martina Stella (Luce), María Jurado (Alicia), Alessandra Martines (Virginie), Juanjo Puigcorbé (Xavier Ibarréta), Antonia San Juan (Pilar), Bebo Storti (Ernesto), Rubén Ochandiano (Jorge Ibarréta)
Sceneggiatura e Soggetto: Gabriele Salvadores, Andrea Garello
Fotografia: Italo Petriccione
Scenografia: Rita Rabassini
Costumi: Mary Zophres
Musica: Daniele Sepe
Produzione: Medusa Produzione – Colorado Film Production – Alquimia Cinema S.a.

Recensione

Ritmato, colorato, vivace come la discoteca omonima lo è sin dal suo inizio, ad esclusivo appannaggio dei protagonisti di casa nostra. Sì, perché Amnèsia, produzione internazionale, è asimmetrico: da superficiale e divertente a crudo e disincantato; stessi avvenimenti ma cambia il modo di raccontarli, dandogli un senso più amaro.
Salvatores l’ha girato interamente a Ibiza, gli esterni sono immagini da sogno; la colonna sonora, musica latina più o meno tradizionale (unica eccezione Rolling on the river) “insegue” e fa da amalgama a storie diverse: droga, delinquenza e pornografia o storie “normali” della donna di un detenuto o di una gravidanza imprevista affrontata in modo anticonvenzionale; un’impostazione a tratti comica, comunque insolita e piacevole da seguire sdrammatizza contenuti di per sé importanti.

Le tecniche sono da videoclip di altri tempi: cerchi, tendine, immagini affiancate in una improbabile intervista a confronto, un “rewind” che dà agli stessi eventi un’altra prospettiva e ne visualizza il quadro più complesso, chiarendo al contempo molti retroscena.
Una parola di elogio meritano i protagonisti, al loro meglio. Come l’allucinato e nevrastenico Angelino di Sergio Rubini o Diego Abatantuono/Sandro, regista hard dalla disonestà arruffona e dalle mille imperfezioni che lo rendono simpatico anche alla figlia; come Martina Stella, che uscita dai panni dell’ingenua per calarsi in quelli dell’insopportabile Luce, si intenerirà per i difetti del padre. Per Bebo Storti niente di veramente nuovo, mentre la presenza misurata ed elegante di Alessandra Martinez (Virginie) conferisce un tocco di classe.

Due gli interpreti internazionali che spiccano a fianco dei “nostri”: Ruben Ochandiano è Jorge, Juango Puigcorbè è il capo della polizia Xavier. Rispettivamente figlio e padre, sono la parte “oscura” del film, quel che rimane in ombra. Due ruoli prevalenti nella seconda metà, improntata a ritmi diversi che ne sottolineano l’aspetto drammatico.
Non è proprio un film per tutti. In parte crudo e realistico, in buona parte divertente e solare, sicuramente originale. Montaggio vivace, immagini al ritmo di musica. Abatantuono e Rubini, coppia vincente.

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