Locandina Bambi e il grande principe della foresta

Titolo Originale: Bambi 2
Nazione: USA
Genere: Animazione, Bambini
Durata: 70′
Data di uscita: 3 Febbraio 2006
Regia: Brian Pimental
Sceneggiatura: Josh Olson
Montaggio: Jeremy Milton
Scenografia: Carol Kieffer Police
Musica: Bruce Broughton
Produttore: Jim Ballantine
Visione: Film per tutti

Recensione

Un altro secondo episodio e un grandissimo salto indietro nel passato. Chissà se sia solo limitante o sacrosanto non dare un seguito ad un classico.

I tempi cambiano, nella foresta sullo schermo dove un giorno vale sessant’anni, ma cambiano anche in sala. Il papà di Bambi si assume la responsabilità del figlio, per crescita ed educazione ed era del resto l’unico modo per tornare su una storia che non (ri)cadesse nello sdolcinato, già penalizzata dal sacrificio della novità. Però se si parla ancora di animali che hanno un’anima i sentimenti vanno oltre ogni epoca: un padre senza schemi antichi avrebbe creato un bel legame con cuccioli d’uomo che non fanno più tante differenze tra i ruoli. L’argomento si prestava a spunti d’oro, a tutto vantaggio dell’attenzione per il film, ma non si può chiedere troppo.

Tuttavia il disegno rispettoso dell’originale ma con una linea più svelta e i dialoghi leggerini da tv-cartone sono un segno dei tempi gradito ai giovanissimi; non manca il messaggio animalista ad inchiodare la crudeltà della razza umana, anche stavolta senza forma visibile; la colonna sonora è, come sempre, molto attenta alle traduzioni per l’ascolto dei contenuti, ma i testi sulle musiche trainanti dei film Disney sono un ricordo lontano; una nota positiva è nel doppiaggio italiano, in cui non spiccano nomi popolari dalle voci maldestre: a ognuno il suo mestiere.

Una presumibile prossima uscita home video e il relativo mercato, che molto tardarono a “dissacrare” il numero uno (erano altri tempi), stavolta sembrano fare la differenza di motivazioni; così un altro sequel, come per Cenerentola, La carica o Peter Pan, pur valorizzandone la tecnica pionieristica, cambia nel ricordo delle nuove generazioni il valore di un classico che ancora pochissimo tempo fa era una chicca da cogliere nei rari passaggi televisivi.

Animazione di alto livello tecnico e film di buoni sentimenti: nessuna novità, nel bene e nel già visto; se non immancabile, sempre piacevole per un pomeriggio coi bambini.

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