Locandina Chicken Little - Amici per le penne

Titolo Originale: Chicken Little – Amici per le penne
Nazione: USA
Genere: Animazione, Bambini, Commedia
Durata: 77′
Data di uscita: 02 Dicembre 2005
Regia: Mark Dindal
Sceneggiatura e Soggetto: Steve Bencich, Ron Friedman
Produzione: Randy Fullmer, Peter Del Vecho
Scenografia: David Womersley
Musica: Lucio Godoy
Montaggio: John Debney

Visione: film per tutti

Recensione

E’ l’eterna storia di chi è impopolare: lo “sfigato” contro il resto del mondo. Le ingiustizie fanno fremere di rabbia e chiedono vendetta, così succede a chi tiene per Chicken Little. E forse ognuno, in vita sua, pur dicendo la verità, è stato umiliato tanto da ricordarsi quella sensazione così bene da volerla riscattare.

Niente di rivoluzionario, anche se moderatamente differente nei disegni tridimensionali di nuova generazione. Un film per bambini infarcito di citazioni degli adulti, con riferimenti che per renderlo più ricco rischiano di appesantirne il contenuto, abbastanza debole. Citazioni nella musica (Staying alive, I will survive) ma soprattutto cinematografiche che, a parte un accenno a King Kong, sono decisamente orientate verso il cinema di fantascienza: La guerra dei mondi, Incontri ravvicinati del terzo tipo, E.T… Così, se si accontentano, si divertono anche i grandi per questa storiellina che indugia a partire, girando per un buon venti minuti intorno al niente, con spreco di dialoghi e buon doppiaggio.

Non c’è una grande spina dorsale, anche se non mancano sviluppi piacevoli nelle ambientazioni scolastiche e sportive, nella caratterizzazione dei personaggi, dall’antipatica alla bruttarella con personalità (una sorta di Melanie B da karaoke casalingo), dal pesce incosciente al maiale fifone e nelle attualizzazioni: un po’ di humor, sacrificato subito dopo dalla “consuetudine”ai buoni sentimenti. La musica originale si brucia in testi sdolcinati, mentre vorrebbe decollare la cover (Dont’ go breaking my heart) che però rimane al palo: come sempre incomprensibile per i piccoli perché di un’altra epoca, si rivela stavolta solo la scusa maldestra per coinvolgere i grandi.

Dipende sempre da quel che ci si aspetta: i bambini si divertono, se non troppo smaliziati. La grafica è piacevole, la durata è accettabile, i messaggi di amore filiale sono confermati, forse un po’ ibrido il destinatario finale. Carino, ma non è un evento, o il massimo che la Disney ci abbia regalato.

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