Una ragione per lottare

Locandina CInderella Man
Titolo Originale: Cinderella Man
Nazione: USA
Data di Uscita: 09 Settembre 2005
Genere: Azione, Drammatico
Durata: 144′
Regia: Ron Howard
Cast: Russell Crowe (Jim Braddock), Renée Zellweger (Mae Braddock), Craig Bierko (Max Baer), Paddy Considine (Hank), Paul Giamatti (Joe Gould)Bruce McGill (Jimmy Johnston), David Huband (Ford Bond, Connor Price (Jay Braddock), Ariel Waller (Rosemarie Braddock), Patrick Louis (Howard Braddock), Rosemarie DeWitt (Sara Wilson)
Sceneggiatura: Akiva Goldsman
Soggetto: Cliff Hollingsworth
Scenografia: Wynn Thomas
Musica: Thomas Newman
Costumi: Daniel Orlandi
Fotografia: Salvatore Totino
Montaggio: Daniel P. Hanley, Mike Hill
Produzione: Brian Grazer, Ron Howard, Penny Marshall, Todd Hallowell
Distribuzione: Buena Vista
Visione: film per tutti

Recensione

La grande occasione di un pugile nel Paese Delle Opportunità… dove l’abbiamo già visto?
A trent’anni di distanza una somiglianza imbarazzante può passare inosservata (comunque non Pennsylvania ma New Jersey; non italiano, ma irlandese; biografia e anche cronologicamente precedente. La scelta, però…) mentre anacronismi confondono la memoria cinematografica; più “nobile” la storia in piena Grande Depressione, eppure rieccoci qui ad acclamare uno dei nostri con la stessa simpatia per quell’amico allenatore…
Famiglia, onestà (“noi non rubiamo qualsiasi cosa accada”) dignità: perché per gli americani quando uno è buono lo è per davvero. Così come il suo avversario, cattivo e basta.

C’era una volta anche un ex divo della televisione che scelse il cinema. Bravo, divenne regista quotato e tradizionale con metodo, bravi attori e buoni sentimenti.
Il pubblico ama la rivincita e lui lo sapeva, così Howard alimentò i suoi sogni; più credibili se basati su storie vere.
Poche scene scanzonate al ritmo di brani anni Trenta, primi piani accattivanti e sul ring rallenty, flash-back, ricostruzioni d’epoca sgranate e in bianco e nero; musica in crescendo nei momenti più toccanti, eventi sportivi titolati in sovrimpressione a mo’ di cinegiornale. Non può non dirsi un lavoro tecnicamente perfetto.

Il volto compassato di Russel Crowe è quello di Jim Braddock, irreprensibile e commovente, favorito per noi dal giusto doppiaggio: l’eroe che il pubblico invoca.
Renée Zellweger (Mae) qui bruna e molto a suo agio in abiti “ruggenti”, parla con la voce ingenua di Bridget Jones (ma non era un altro personaggio?) e si muove come lei. Il nostro affetto vincerà ogni giudizio obiettivo.
Degno di nota Paul Giamatti, il “coach” amico e sostenitore Joe Gould. Di contorno ma non troppo, questo ruolo dà un gran daffare e il dovuto risalto a un bravo non protagonista già visto (Donnie Brasko, Sideways).

Film lungo ma ben confezionato; per famiglie, eccettuate alcune scene sul ring.
Da vedere: i valori non si snobbano mai.
Non molto originale ma celebrativo, sarebbe stato un gran film natalizio.

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