Locandina Elizabethtown

Titolo originale: Elizabethtown
Nazione: USA
Genere: Commedia, Drammatico, Romantico
Durata: 133′
Data di uscita: 4 Novembre 2005
Regia, Soggetto e Sceneggiatura: Cameron Crowe
Cast: Orlando Bloom (Drew Baylor), Kirsten Dunst (Claire Colburn), Jessica Biel (Ellen), Susan Sarandon (Mrs. Baylor), Judy Greer (Heather Baylor), Loudon Wainwright III (Zio Dale), Alec Baldwin (Phil), Bruce McGill (Bill Banyon), Paul Schneider (Jessie Baylor)
Produzione: Cameron Crowe, Tom Cruise, Paula Wagner
Fotografia: John Toll
Scenografia: Clay A. Griffith
Montaggio: Joe Hutshing
Costumi: Nancy Steiner
Musica: Nancy Wilson

Visione: film per tutti

Recensione

Film romantico, ironico, insolito.
Interpreti di ultima generazione in ruoli fatti per loro. Da vedere assolutamente.
Chi l’ha detto che non si può iniziare dalla fine?

Crollo da fallimento personale… per chi è schiacciato dalla logica del successo, è un s.o.s. interrogativo quel che rimane: ho un motivo per morire, chi mi dà gli altri mille per vivere?
La routine emotiva di Drew sconvolta da un ciclone, o da un “fastidio” da cui lasciarsi sedurre, si avventura tra crisi esistenziali, morte, riscoperta di sé… tutto in questo straripamento di emozioni/Claire, niente lacrime e molta vita: saggezza e leggerezza, nonostante tutto. Ad arricchire la scoperta di ciò che c’è sempre stato, una filosofia in pillole rigeneranti : “La sconfitta è più facile perché è una resa”.

Perdere ogni certezza e piombare in una tribù chiassosa: tuttavia Drew è pervaso da un ottimismo anomalo e noi con lui, ormai sollevati dalla segreta convinzione che a tutto ci sia rimedio. Strani avvenimenti sorprendono, che siano lo show della Sig.ra Baylor, vedova alternativa che fa ridere e piangere o la performance della band di Jessie in ricordo di Mitch: fuoco sul pubblico che spaventa ed eccita ma non ferma la musica affinché ci appaghi, spossati, come in un vero rock concerto. L’incredibile itinerario ideato da Claire è un puzzle di immagini e musica da viaggio: la sala tace, per buona parte della sua durata; il sentimento frastorna, e dà pace.

Claire e Drew, ovvero Kirsten e Orlando. Un incastro perfetto di sorrisi tanto diversi, di normalità e bizzarrìa che suscitano tenerezza istintiva per così come sono loro, camuffati da outsiders.
La forza di un montaggio curato si avverte anche da non addetti ai lavori, il tragitto visto da “passeggeri” di Drew diventa un corto a sé stante: frammenti di immagini, briciole di tempi diversamente vissuti, sottofondo di chitarra country o In the name of love, è lo stesso.
Qui è l’atmosfera, che è tutta nuova: “Credo di aver dormito per tutta la vita” “anch’io”.

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