Locandina I fratelli Grimm e l'incantevole strega

Titolo originale: The Brothers Grimm
Nazione: USA/Repubblica Ceca
Genere: Azione, Commedia, Fantasy, Horror
Durata: 118′
Data di uscita: 11 Novembre 2005
Regia: Terry Gilliam
Cast: Matt Damon (Will Grimm), Heath Ledger (Jake Grimm), Jonathan Pryce (Delatombe), Lena Headey (Angelica), Peter Stormare (Cavaldi), Monica Bellucci (Regina cattiva)
Scenografia: Guy Dyas
Fotografia: Newton Thomas Sigel
Visione: film per tutti

Recensione

“La realtà è molto più terribile della fantasia”. Parola di incantevole strega, che non ha il carisma di Grimilde. Qui è la foresta che trionfa, “il bosco” dell’infanzia oscuro e con mille vite, dall’insetto alla sequoia.

Prima le perplessità, per la crudezza anteriore alla censura sui veri Grimm, un po’ facilona, per lo humor poco raffinato che si mortifica nei “cenerentoli”.
Gli effetti incantano, la tecnica è grande. Alberi centenari dalle radici “prensili”, prospettive reali e virtuali, finte streghe e streghe vere… poi la delusione, col lupo digitale o l’ometto di fango e crolla la coerenza che anche la fantasia voleva: si trema o si ride?
La paura, insomma, si risveglia come una bella addormentata ma è un po’ bugiarda.

Però il buono non manca, sia nelle citazioni affettuose di vari autori (Perrault, Walker coi fagioli di Jack), che in una nuova curiosità. Com’erano davvero queste fiabe? Spaventose: eccolo, il punto a segno.
Suggestione è la colonna sonora originale ma anche la Ninna nanna (Brahms), spunti soft-horror come l’insolito pasto del cavallo o la bambina senza volto, fino a un bel paio di teste mozzate… quella sì, roba di altri tempi.

Matt Damon e Heath Ledger rubano un cognome celebre per cambiarne la storia, palesemente e con abilità: i loro Grimm sono millantatori un po’ giullari, un po’ romantici; Angelica, bene Lena Headey, sarebbe più adatta ad un romanzo di Salgari; Monica Bellucci è il volto e il nome per un breve spazio amplificato dal titolo; Cavaldi è Peter Stormare, che lo rende folle per davvero: insieme ai due orribili aiutanti, degno personaggio dei boschi favolistici del Settecento.

C’era un tempo in cui questa letteratura non era per l’infanzia; né lo è il film, che ha il merito di rifarsi alla cultura popolare. Le lacune lasciano intatta valenza di attori e produzione, però un approfondimento scarso e un po’ confuso a vantaggio di una semplice storia non convince del tutto… chissà cosa sarebbe potuto essere. L’idea originale pero c’è: da vedere.

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