Locandina Il castello errante di Howl
Titolo originale: Hauru no ugoku shiro
Nazione: Giappone
Data di Uscita: 9 Settembre 2005
Genere: Animazione, Fantasia
Durata: 119′
Regia: Hayao Miyazaki
Produzione: Rick Dempsey, Ned Lott, Toshio Suzuki
Distribuzione: Lucky Red

Tratto dal romanzo di Diana Wynne Jones

Recensione

“Però Walt Disney è un’altra cosa”.
Ancora non lo sappiamo, prevenuti e ignoranti, ma stiamo per salire sul tappeto magico che è Il castello errante di Howl verso una produzione giapponese che ci sorprenderà.
Ci rapiranno personaggi dapprima differenti e circospetti che si legheranno tra loro, ammaliandoci in un gioco delle parti dai mutamenti inaspettati: il bellissimo che diventa brutto, il cattivo che diventa buono e cancella la memoria del passato. E’ lei, la fantasia. Non era morta.

Ora riconosciamo lo stile già visto ma ne ammettiamo le differenze: la girandola di volti (sì, quelli dagli occhi grandi!), colori, esplosioni, ciò che sembra ma non è… ora la Sophie trasformata o l’ innocua nonnina ci appaiono familiari come i piccoli uomini di Bruno Bozzetto… non è un paragone azzardato, solo sollievo!
I bambini non ridono, non parlano. Sono incantati, anche i piccini, da quel capace narratore. Il fuoco animato, la casa magica, passato, presente e futuro… rapiti.
Fiaba, realtà…. Un po’ Mago di Oz (lo spaventapasseri Rapa) e un po’ romanzo di avventura: qualunque cosa sia il racconto dà a quel castello una vita a sé, in un improbabile Ottocento di spaventose corazzate volanti, in un paese anglosassone che potrebbe essere un altro e ci manda degli input. Che vuole dirci, che la guerra non ha tempo? Che è solo stupida?
Quando poi presunte incoerenze ci “seminano” per strada, ci voltiamo smarriti: i nostri esperti con gli occhi sgranati non hanno mai perso il filo. Vogliamo fidarci, per una volta?

Un doppiaggio curato, un uso “adulto” della musica operano un coinvolgimento che incolla allo schermo e fanno del film un’opera importante. Tutto quel che fa paura è vinto dal senso pratico. Sofie, vittima di un incantesimo, non si rassegna ma si adatta. Chi l’ha mai visto in un horror qualsiasi? “Quel che c’è di buono nella vecchiaia è che non ci si deve aspettare niente”, sorride. Si esce ancora storditi, dalla magia.
Ha vinto lui: avventura, fantasia, fiducia. Che dire? Niente altro.

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