PiùCinemaChePuoi è un’Area realizzata e curata da Manuela e Ba. Ecco il loro pensiero sul cinema.

Il Cinema per:


  • Il Cinema per Ba

    Non ricordo la prima volta che andai al cinema perché forse ero troppo piccola, ma ci son praticamente cresciuta in mezzo ai film, in quanto mio padre non aveva la passione per il calcio come il 90% degli italiani, ma per la Formula 1 e il cinema, sia in sala che a casa.
    Un film è evasione, divertimento, commozione, riflessione, emozioni, apprendimento. Ti fa ridere, piangere, pensare, ti dà adrenalina, ti toglie il fiato. Entri nella storia, la vivi, ti emoziona, diventi questo o quel personaggio, esci dalla quotidianità, dimentichi chi sei e tutti i tuoi problemi, puoi morire 100 volte e rinascere altrettante, puoi uccidere, soffrire, vendicarti, subire ingiustizie, essere onnipotente o un insetto, salvare il mondo o distruggerlo, amare, essere odiato.
    Guardo volentieri tutti i generi, scartando magari l’horror puro e il western vecchia maniera, coi quali ho poco feeling.
    Un film per piacermi deve avere una storia interessante, un buon livello recitativo (e di doppiaggio), una certa logica e completezza di racconto, dialoghi incisivi, colonna sonora consona allo svolgimento.
    Divertimento ma anche una forma di apprendimento, questo per me è il cinema. E mi piace quando posso condividerlo con gli altri.
    Torna su


  • Il Cinema per Manuela

    Per me il cinema è una nuova scoperta. Non ci andavo da anni, durante i quali la mia “cultura” cinematografica si è alimentata di videocassette (prima ancora dell’avvento del dvd), seguiti da un ormai lungo periodo di “vuoto”; ora è tornato a riempirmi i pomeriggi festivi o le sere nelle quali c’è qualche offerta speciale.
    Un’aria di magia ce l’ha, per me, la sala. Mai gremita, in quelle occasioni, raramente ho incontrato qualcuno che conoscessi. Ma quando si abbassano le luci, è là che scatta qualcosa e sembra di esserci sempre stati. A proprio agio.
    Le prime cose le ho amate, da bambina in poi, prima con la tv (tutto quel che ho visto della commedia all’italiana, Sordi, Gassman Tognazzi), poi con film che hanno segnato i miei dieci anni: Saturday Night Fever il primo vero ricordo. Walt Disney me lo sono vista da grande, ben prima di avere figli, e ne ho ammirato la perfezione, che i bambini danno per scontata.
    Poi un po’ di tutto, senza grande competenza o passioni esasperate ma curiosità per ogni genere (salvo qualcosa, come l’horror), più o meno memorabile: film drammatici con finale a sorpresa (Music Box), storie profonde e comuni di uomini e donne (Il colore viola), attori che l’hanno fatto rinascere, il cinema (Troisi), registi del passato (Hitchcock), o del presente, originali e tormentati (Moretti), la favola noir di Edward Mani di Forbice, che i miei figli guardano incantati e senza paura, Eastwood e la sua ragazza coi guantoni (Million Dollar Baby), l’anno scorso, grinta e tenerezza.
    Ora ricomincio da zero. Da colei che sul cinema sa molto poco, non solo sulla sua storia, ma su come il cinema si fa: sceneggiatura, dialoghi, doppiaggio, effetti. Su come un attore “diventa” il suo personaggio. Con curiosità, specialmente per i film che mi hanno dato delle emozioni: curiosità per per chi ci lavora, per chi li crea.
    Per il prossimo futuro, spero di vedere un film bello e divertente, il che non vuol dire “comico” nell’accezione negativa che diamo alla parola. Che provochi il riso e la riflessione, di gusto e spontaneamente. Qualcosa di simile a Non ci resta che piangere.
    Torna su

0 Commenti

Lascia un commento

Lascia il tuo commento

Lascia un commento