Locandina Il Cuore Altrove

Titolo originale: Il Cuore Altrove
Nazione: Italia
Anno: 2003
Genere: Sentimentale, Commedia
Durata: 103′
Regia: Pupi Avati
Cast: Neri Marcorè (Nello), Vanessa Incontrada (Angela), Giancarlo Giannini (Cesare, Padre Di Nello), Anna Longhi (Lina), Alfiero Toppetti (Renato), Nino D’Angelo (Domenico), Giuio Bosetti (Dott. Gardini), Edoardo Romano (Prof. Gibertoni), Sandra Milo (Arabella), Chiara Sani (Jole)
Soggetto e sceneggiatura: Pupi Avati
Fotografia: Pasquale Rachini
Musiche: Riz Ortolani
Montaggio: Amedeo Salfa
Costumi: Mario Carlini, Francesco Crivellini
Scenografia: Simona Migliotti
Produzione: Duea Film, Rai Cinemafiction
Visione: film per tutti

Trama

E’ Pupi Avati, come lo conosciamo. Intimista, struggente e delicato. Non sorprende e non delude.
Il quadro è sempre quello della provincia emiliana, il periodo gli anni ’20.
I sentimenti in primo piano. E con loro i personaggi, fortemente caratterizzati, i rapporti umani nella loro diversità, quelli familiari, in particolare, con i conflitti tra i protagonisti e il racconto delle storie che li hanno portati fin lì.
I toni sono delicati, c’è una certa ingenuità di fondo. Forse un ricordo autobiografico?

Gli attori danzano in questo quadretto senza fare troppo rumore. Neri Marcorè, al suo debutto da protagonista, sembra nato per questo personaggio: impacciato quanto basta e con quell’ironia intelligente tipica delle persone molto timide; senza eccessi, che il ruolo non richiede, ma misurato e con delicatezza.
Vanessa Incontrada, brava ma tradita, nella sua modernità, da una dialettica troppo aggressiva e da un lato esteriore vistosamente fuori epoca. Sicuramente penalizzata dal fattore doppiaggio, unica nel cast, che stona specialmente nei dialoghi, per la inevitabile mancanza di spontaneità: la voce, adatta all’interprete, ha però talvolta toni troppo bassi e la rapidità degli interventi non permette di cogliere tutte le sfumature.
Da citare un sempre grande Giancarlo Giannini, intenso e coinvolgente come al solito; limitato da una romanità verace non sua, riesce comunque, sapientemente, a ricavarsi uno spazio incisivo in un ruolo per lui fin troppo marginale. Da sottolineare un’altra presenza illustre, quasi un “cameo”, di Giulio Bosetti, nel ruolo del padre di Angela.
La colonna sonora è del grande maestro Ritz Ortolani (tra gli innumerevoli altri, anche l’ultimo di Avati “Ma quando arrivano le ragazze”?, della scorsa stagione).

E’ un film che non cambia niente. Ma è carino. Tutti possono vederlo perché è un film sui sentimenti delicati che si scontrano con la realtà, ma senza traumi. Il quadro d’insieme funziona.

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