Locandina La fabbrica di cioccolato
Titolo originale: Charlie and the Chocolate Factory
Nazione: USA/Gran Bretagna
Data di Uscita: 23 Settembre 2005
Genere: Avventura. Commedia, Bambini
Durata: 115′
Regia: Tim Burton
Cast: Freddie Highmore(Charlie Bucket), Johnny Depp(Willy Wonka), Helena Bonham Carter(Signora Bucke), James Fox(Mr. Salt), Jordan Fry(Mike Teavee), David Kelly(Nonno Joe), Christopher Lee(Padre di Willie), Missi Pyle (Signora Beauregard), Annasophia Robb (Violet Beauregarde), Noah Taylor(Padre di Charlie), Philip Wiegratz (Augustus Gloop), Julia Winter (Veruca Salt)
Montaggio: Chris Lebenzon
Fotografia: Philippe Rousselot
Sceneggiatura: Roald Dahl
Costumi: Gabriella Pescucci
Musica: Danny Elfman
Produzione: Richard D. Zanuck, Michael Siegel, E Brad Grey per Warner Bros., The Zanuck Company, Plan B. Films, Warner Bros
Distribuzione: Warner

Tratto dal racconto di Roald Dahl

Recensione

Lo show del cioccolatiere dei sogni più bizzarri abbia inizio; con lui quattro mostriciattoli con genitore al seguito e Charlie, un piccolo Ron Howard dei tempi d’oro col nonno Joe…anche Edward senza più cesoie e ormai imprenditore dagli abiti e capelli stravaganti, ricorda quella eccentrica rock-star… tutto sembra qualcos’altro, invece tutto è nuovo.

Via il castello antico, spazio al pirotecnico mondo di dolciumi, a gente di plastica brillante ma anche allo squallore di altre vite. Burton pittura da artista la sua tela di grigio o di colore e cita se stesso in quadretti con finta neve, nei racconti dei nonni intorno al fuoco o nella baby-clone della Winona Rider di quindici anni fa; la miseria da Fratelli Grimm e i flash-back di una infanzia diversa e tuttavia infelice, Cristopher Lee come Vincent Price, cameo illustri … aria di fiaba alternativa che punisce bambini viziati o fustiga una mucca perché “la panna si monta con la frusta”.
Così, nella Disneyland dell’assurdo curiosamente logica, effetti speciali a catena azionano un “carillon” dalla colonna sonora ininterrotta, vivace o cupa. Idee intelligenti più tecnica adeguata uguale spettacolo: l’esercito degli scoiattoli, falsi o veri?
Mille identici ometti Umpa-Lumpa deliziano con musicals anni ’60, incursioni della disco e, colpo da maestro, nella parodia di Bohemian Rapsody dei Queen. L’ omaggio a Kubrik (2001 Odissea nello spazio) coglie di sorpresa, come tutto il resto.

Siamo tornati indietro, o dentro di noi. La ditta Burton-Depp rivela con l’arte di un clown la summa degli incubi, desideri, paure (“gli Umpa-Lumpa scherzano, vero?”) e sicurezze (“senza la mia famiglia io non vengo”) . Il primo attore indossa la maschera di Willie Wonka come una seconda pelle: più che eclettico, chi altri avreste scelto per questa parte?
Così si esce vivi dal remake (Gene Wilder sorride, dalla tv) senza tornare sui propri passi. La girandola di citazioni arricchisce un’opera inedita e palesa la differenza tra ripetersi e Stile. Burton stravince con genialità e follia che non tracimano, lasciando con la voglia: “è già finito?”

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