Locandina La guerra dei Mondi

Titolo originale: War of the worlds
Nazione: USA
Data di Uscita: 29 Giugno 2005
Genere: Fantascienza, Drammatico
Durata: 103 min.
Regia: Steven Spielberg
Cast: Tom Cruise (Ray Ferrier), Justin Chatwin (Robbie), Dakota Fanning (Rachel), Tim Robbins (Ogilvy), Miranda Otto (Mary Ann Ferrier), Yul Vazquez (Julio), Lenny Venito (Manny)
Soggetto: H.G. Wells
Sceneggiatura: David Koepp, Josh Friedman
Fotografia: Janusz Kaminski
Montaggio: Michael Kahn
Effetti: Pablo Helman, Dennis Muren, Harlow Effects, Industrial Light & Magic
Costumi: Joanna Johnston
Scenografia: Rick Carter
Produzione: Paramount Pictures, Dreamworks Skg, Cruise/Wagner Productions, Amblin Entertainment
Distribuzione: Uip

Recensione

Remake, prima di tutto. Byron Haskin con la sua Guerra dei Mondi del 1953, diede forma visibile alle creature del romanzo di Herbert George Wells (Il terrore viene da Marte, 1898), ma già Orson Welles, alla radio nel ’38, così sconvolse l’America, che credette all’invasione extraterrestre. Tre trasposizioni, tre allusioni alla realtà storica: l’invasione nazista, la guerra fredda, l’11 settembre (vedi il richiamo esplicito al terrorismo, nello scambio di battute tra Ray e i figli).
Spielberg, eterno sognatore di un universo per noi amichevole, stavolta cambia direzione: sì al lato umano, come sempre, ma con in più gli effetti devastanti di una destabilizzazione reale, che bucano lo schermo.
Molti gli omaggi resi ad Haskin: voce narrante stile anni ’50 sulle immagini dei batteri al microscopio, fugace apparizione degli allora protagonisti, Ann Robinson e Gene Barry, frase ad effetto sulla conclusione. La quotidianità iniziale, che sarà violata, raggela per la verosimiglianza, mancando anche totalmente la colonna sonora; la musica arriva dopo la prima mezz’ora, insieme agli alieni.
Le immagini nello stile delle riprese “di fortuna” dei cineamatori si alternano a quelle tradizionali con uso rapidissimo di zoom e grandangolo; la storia sembra di supporto alla tecnica e non viceversa: eclatanti scene di distruzione, treno in fiamme, effetti speciali (impressionanti creature aliene e i loro tripodi) resi possibili dal software Zeno (Light & Magic, by George Lucas), suspense alle stelle (l’orrido tentacolo che cerca di scovare i tre protagonisti): spettacolare, Dr. Spielberg, non c’è che dire!
Cruise è quello di sempre, con la “nuova” voce di Riccardo Rossi, da lui scelta personalmente. Già visto o quasi, questo padre/ragazzo-non-cresciuto (ironicamente autocelebrativo l’ accenno al suo Nato il 4 luglio) commuove nella missione per salvare i figli: interpretazione che se gli frutterà dei riconoscimenti, di fatto non ne rivela inedite doti artistiche. Né incanta quanto la sensazionale piccola Dakota Fanning, già vista accanto a Sean Penn (Mi chiamo Sam), Denzel Washington, (Men on fire-Il fuoco della vendetta), Robert De Niro (Nascosto nel buio): maturità recitativa sorprendente, è una vera, giovanissima, star.
Infine Tim Robbins: suo l’allucinato Ogilvy, conduttore di ambulanze dalla mente sconvolta, cui Ray infligge una fine palese ma occultata nelle immagini. Il personaggio, che nel primo film non esisteva, (Mattew Collins, fanatico uomo di chiesa, ne faceva pressoché le veci) calza a pennello a un Robbins invecchiato e in preda alla follia e ne fa un superbo non protagonista, dal carisma che oscura quello del primo attore.
La fotografia è firmata dall’abituale collaboratore di Spielberg Janusz Kaminsk: suoi i due oscar per Schindler’s List e Salvate il soldato Ryan; altra vecchia conoscenza per la colonna sonora, trascinante e ricca di suspense: John Williams, autore tra le altre, di tutte musiche dei films del regista (tranne Il colore viola e Duel) e vincitore di 5 oscar (Il violinista sul tetto, lo squalo, Guerre stellari, E.T. L’Extraterrestre e Schindler’s List).

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