Locandina La leggenda di Zorro

Titolo originale: The Legend Of Zorro
Nazione: USA
Genere: Azione, Avventura
Durata: 130′
Data di uscita: 28 Ottobre 2005
Regia: Martin Campbell
Cast: Antonio Banderas (Don Alejandro de la Vega/Zorro), Catherine Zeta-Jones (Elena de La Vega), Adrian Alonso (Joaquin), Rufus Sewell (Armand), Michael Emerson (Harrigan), Giovanna Zacarias (Blanca Cortez), Raul Mendez (Ferroq)
Sceneggiatura: Alex Kurtzman, Roberto Orci
Soggetto: Alex Kurtzman, Roberto Orci,Ted Elliott,Terry Rossio
Produzione: Laurie MacDonald,Walter F. Parkes, Lloyd Phillips
Fotografia: Phil Meheux
Scenografia: Cecilia Montiel
Montaggio: Stuart Baird
Costumi: Graciela Mazón
Musica: James Horner
Distribuzione: Sony Pictures

Visione: Film per tutti

Recensione

E’ un danzatore, questo Zorro, che anche senza Tornado si esibisce su tralicci e vagoni con salti mortali all’indietro e azioni a sorpresa, affronta tre avversari contemporaneamente e, sotto il sole del centro-America, scatena il tifo di vecchi e nuovi estimatori coadiuvato da moglie e figlio in virtuosismi di fioretto e colpi di abilità.

Un sequel spettacolare, non c’è che dire. Colpiscono i colori, la luminosità, la musica, i costumi, la bellezza e il carattere intemperante di Elena, (Catherine Zeta Jones), l’astuzia e la vivacità del piccolo Joaquin (Adrian Alonso) e … lui. Banderas raccoglie e indossa la maschera per la seconda volta impadronendosene definitivamente.
Presentazione che più ricca non si può, per la crisi coniugale poco credibile di due eroi molto amati, col pretesto di gesta patriottiche. Cuore e spada, ma Zorro è un po’ a disagio alle prese con le vicende domestiche e molto lo è col rivale francese, il raffinato e cinico Armand (Rufus Sewell). Resiste a dispetto di tutto la missione nobile, la difesa dei deboli dai prevaricatori: la storia della sfortunata famiglia messicana riporta al senso originario di film e protagonista.

Le scene d’azione della bella Elena, trucco impeccabile, non sono molto realistiche, l’ironia a tratti sempliciotta conta sulla simpatia e sull’indulgenza. Si nota qualche “buco” nella sceneggiatura, ma per chi non chiede troppo al genere e a un secondo episodio quel che c’è può bastare, contando anche sulla qualità di fotografia e immagini che la post-produzione rende perfette. Trama rocambolesca e dinamicità contribuiscono al coinvolgimento; il cattivo e il cattivissimo, inevitabilmente alleati, creano la tensione necessaria.

La “leggenda” tiene in piedi una storiella senza troppe pretese; gli interpreti, però, sono sempre belli, volitivi, indubbiamente bravi e, soprattutto, popolarissimi.
Niente di nuovo ma aria d’avventura e intrattenimento sono assicurati. Film per tutta la famiglia.

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