Locandina La sposa cadavere

Titolo originale: Corpse Bride
Nazione: Gran Bretagna
Genere: Animazione, Commedia, Fantasy
Durata: 75′
Data di uscita: 28 Ottobre 2005
Regia: Tim Burton, Mike Johnson
Sceneggiatura: Pamela Pettler, Caroline Thompson
Soggetto: Caroline Thompson
Produzione: Allison Abbate, Tim Burton
Scenografia: Alex McDowell
Fotografia: Pete Kozachik
Musica: Danny Elfman
Visione: film per tutti

Recensione

Cent’anni fa in un paese grigio e nero, popolato da omini e donnoni a forma di creature-giocattolo e da adolescenti pallidi con gli occhi rotondi, c’era la morte, proprio come adesso.
Se ne parla in questa fiaba per bambini cresciuti, piccoli e grandi.

La paura, direttamente da un secolo romantico ma severo fustigatore di sensibilità e gioventù, è viva e presente. Si teme la morte non come fine di tutto ma per i suoi scheletri, le musiche suggestionanti, i fantasmi e i terribili presagi: è una paura bambina, che i grandi ricordano bene.
Questa però è una favola o forse la verità. Così si scopre che la morte non è che “il piano di sotto”, divertente se a ritmo di swing; che è parte della vita se esseri del passato e del presente si ritrovano, se l’ amore o una fantasiosa gelosia superano le ombre. Vita in bianco e nero e morte a colori, con l’ironia di piccoli ridicoli zombies lievemente lugubri ma esorcizzanti; l’inquietudine è il suo fascino, la forza dei sentimenti, da vivi e non più tali, provoca emozione.

Nel ricordo del Nightmare, i disegni tridimensionali sembrano caricature in gomma e legno di tipologie e volti umani conosciuti. Victor, esanime, occhi cerchiati da divo del muto, somiglia alla Emily di cui si impara a ridere, col suo verme nella testa e l’occhio instabile: non è poi tutto quest’“altro mondo”. Scheletri danzanti e colorati richiamano quelli dei cartoni anni ’30, ormai di memoria televisiva; i testi delle canzoni tradotte in italiano ci raccontano ci raccontano comprensibilmente la vita della Sposa Cadavere; le citazioni, nella migliore tradizione di Burton (qui Via col vento), sono il “link” tra generazioni; le celebri voci originali (Depp, Finnley, Lee), non istigano per fortuna maldestri tentativi di imitazione: il ruolo è di un sapiente e tradizionale doppiaggio nostrano.

Film particolare e attraente, per l’argomento che ripropone. Divertente, misterioso, grande tecnica. Piacevole pretesto per affrontare un tema che incute timore e incuriosisce a ogni età.

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