Locandina Lord of War

Titolo Originale: Lord of war
Nazione: USA
Genere: Azione, Drammatico, Thriller
Durata: 120′
Data di uscita: 18 Novembre 2005
Soggetto, regia e sceneggiatura: Andrew Niccol
Cast: Nicolas Cage (Yuri Orlov), Ethan Hawke (Jack Valentine), Jared Leto (Vitaly Orlov), Bridget Moynahan (Ava Fontaine), Sammi Rotibi (Andre Baptiste Jr.), Jean-Pierre Nshanian (Anatoly Orlov)
Produzione: T.L. Robertson, C. Roberts, A. Niccol, P. Rousselet, A. Grosch, N. Golightly, N. Cage
Fotografia: Amir M. Mokri
Scenografia: Jean-Vincent Puzos
Costumi: Elisabetta Beraldo
Musica: Antonio Pinto
Montaggio: Zach Staenberg

Recensione

E’ curioso l’accostamento ad un altro italico “signore della guerra” di trent’anni fa, svegliato un’ora prima dai familiari, peraltro indignati moralisti, perché non tardasse ad un appuntamento di lavoro… ma è un’altra storia e, per non urtare gli estimatori di un genere e detrattori dell’altro, è giusto parlare solo di questo, che è proprio un bel film.

Dalla sua disincantata angolazione Yuri parla di guerra retta da piccoli, grandi, sommi mercanti di morte; “si” racconta da narratore in scena e adduce con sarcasmo motivazioni e costrizioni in episodi dalla battuta finale spietata. Un filo discorsivo sotto forma di “novella” ricco di ironia parla però di tragedia. Una prima parte di sequenze più brevi musicalmente vivaci e una seconda più cruda si fondono senza stacchi. La musica è il collante tra epoche con una colonna sonora originale intensa e con pezzi notissimi degli anni ’70 (Cocaine, La vie en rose) e ‘80 che, insieme ai sottotitoli che fungono da “calendario”, provvedono alla collocazione temporale o più spesso tematica, passando con disinvoltura dal rock a brani classici.

Nicolas Cage è sempre eclettico e per fortuna valorizzato da lungimiranti registi, Hawk antagonista “zelante” : Cage/male, Hawk/bene, personaggi variegati e umani con ruoli di cui si inverte più volte il significato, tra trionfo e impotenza. Determinanti i ruoli della bella moglie Ava (Bridget Moynahan) e di Vitaly (Jared Leto), il fratello fragile di Yuri, resi da apprezzabili interpreti. La condanna è scontata, anche per il protagonista che pure illustra con dovizia i vantaggi della sua scelta; gli avvenimenti storici, che fanno da sfondo a quelli personali, sono rappresentati puntualmente; l’abbinamento di sangue e musica è efficace e sconcertante.

Niente retorica, ma connubio di dramma e ironia. Da vedere ma per grandi, causa i temi e alcune scene. Nota interessante nei titoli a riguardo dei maggiori commercianti di armi del pianeta.

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