Locandina L'ultimo bacio

Titolo originale: L’ultimo bacio
Nazione: Italia
Genere: Drammatico/romantico
Durata: 115′
Regia: Gabriele Muccino
Cast: Stefano Accorsi (Carlo), Giovanna Mezzogiorno (Giulia), Stefania Sandrelli (Anna), Marco Cocci (Alberto), Pierfrancesco Favino (Marco), Sabrina Impacciatore (Livia), Regina Orioli (Arianna), Giorgio Pasotti (Adriano), Daniela Piazza (Veronica), Claudio Santamaria (Paolo), Martina Stella (Francesca), Luigi Diberti (Emilio)
Sceneggiatura: Gabriele Muccino
Soggetto: Gabriele Muccino
Fotografia: Marcello Montarsi
Scenografia: Eugenia F. Di Napoli
Musica: Paolo Buonvino, Carmen Consoli
Montaggio: Claudio Di Mauro
Visione: Film per tutti

Recensione

Siamo tutti forti, onniscienti, fenomenali: fragili, no? I trent’anni fanno paura, ma non solo “là” si può andare in crisi, se le emozioni entrano in contraddizione.
Muccino usa lo stesso “meccanismo” di intreccio delle storie che riproporrà in Ricordati di me, nel contesto di un attimo prima, però: non si parla ancora di famiglia, ma già di crisi di uomini e donne vulnerabili, amore eterno o per una notte, motivazioni diverse che si manifestano alla stessa intensità. Si va via e si torna, si inciampa ben volentieri e lo si rinnega (“io non sono la persona eccezionale che credi”). L’immaturità può dare gioie irripetibili (“non saranno troppe queste emozioni tutte insieme?”) e allora non va condannata: chi vive nel mondo reale può avvertire un moto di simpatia per questa storia. Dovessi dargli una “chiave” direi: la passione. Ci si chiede, allora: merita essere vissuta a scapito della “normalità” che si rincorre per tutta la vita? Se sì, la parola d’ordine è democrazia. Vale tanto per una donna matura in crisi coniugale quanto per tre giovani uomini che temono di “blindarsi”.

Questi personaggi vivono tempi diversi della stessa evoluzione. Carlo, il protagonista, è interpretato da Stefano Accorsi, che decolla definitivamente con questo film. Ci sta bene nella parte di uomo-bambino che beve al calice dell’eterna giovinezza, è spontaneo, diretto. Belle le liti con Giovanna Mezzogiorno (Giulia), la donna dall’orgoglio ferito, tradita, intransigente, feroce. Il debutto di Martina Stella (Francesca), in un personaggio che le è cucito addosso, è il tocco di candore dell’unica vera vittima di un rapporto ingiusto, comunque lo si guardi. La Sandrelli (Anna) ci ha viziati (e un po’ annoiati) coi suoi personaggi ipersensibili e inclini al pianto, che anche qui non manca: ma le sue esplosioni d’ira e passionalità repressa dicono che, sì, c’è qualcosa di reale in questo film. Fin qui il meglio del cast, a mio avviso. Castellitto si limita ad un’apparizione, mentre Sabrina Impacciatore (che viene dalla tv), si fa notare, in un ruolo secondario, perché espressiva, decisa e molto naturale. Infine Marco Cocci e Regina Orioli: ricordiamo i loro volti, tra l’altro, in Ovosodo di Virzì, ancora adolescenti.
La colonna sonora originale è del “solito” Paolo Buonvino, la canzone che porta lo stesso titolo del film è di Carmen Consoli, (presente in una scena).

Film per tutti,coinvolgente, più romantico che drammatico, a volerlo “etichettare”, probabilmente sarà lo “stampo” con cui riconosceremo questo regista; in ogni caso non è lento, non scade nell’ovvio e ha il merito di confermare un paio di nomi, già noti, dal probabile futuro importante.

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