Locandina Ma che colpa abbiamo noi

Titolo originale: Ma che colpa abbiamo noi
Nazione: Italia
Genere: Commedia
Durata: 114′
Anno: 2003
Regia: Carlo Verdone
Cast: Carlo Verdone (Gegè), Margherita Buy (Flavia), Anita Caprioli (Chiara), Stefano Pesce (Marco), Antonio Catania (Ernesto), Lucia Sardo (Gabriella), Max Amato (Luca), Raquel Sueiro (Daria)
Sceneggiatura: Piero De Bernardi, Pasquale Plastino, Fiamma Satta, Carlo Verdone
Fotografia: Danilo Desideri
Scenografia:Maurizio Marchitelli
Montaggio: Claudio Di Mauro
Distribuzione: Warner Bros
Produzione: e Mario Film S.r.l., virginia Film S.r.l., Warner Bros. Italia
Visione: film per tutti

Recensione

Ecco una commedia che ha la pretesa di essere intelligente. Molta acqua sotto i ponti dal Verdone prima maniera; il suo percorso alternativo porta dritti a questo film, dove il suo romano ansioso é ormai “grande” ma ancora perplesso.

La scelta è di una maggiore attenzione alla regia e al gruppo di attori per parlare di dipendenze e di manie di vario genere, ma non più in un incontro che è un evento collettivo, come in passato: qui le storie sono parallele e strettamente individuali. Verdone è Gegè, figlio fragile, padre inesistente e amante impotente. Ma c’è la capacità di far ridere, almeno un paio di volte e l’argomento analisi è trattato in maniera rispettosa e abbastanza attendibile, rilassandoci com’è dovuto perché di commedia si tratta. Per il resto un campionario un po’ scontato delle psicosi più note: feticismo e precisione maniacale (la Margherita Buy che già Verdone aveva voluto in un ruolo non troppo diverso), paura di invecchiare, dipendenza affettiva, bulimia, amori virtuali. L’impostazione è inusuale per un film “nostrano” e un po’ coglie di sorpresa la velocità delle sequenze che passano da una storia all’altra chiudendosi al nero, quasi come “episodi” isolati o il ruolo (scelta da appassionato) che occupa la colonna sonora non originale, vedi “Darkest dreaming” di David Sylvian: brano e interprete sconosciuti ai più eppure il pezzo, per un momento, distoglie da tutto il resto. Lo intona Marco (Stefano Pesce) per Chiara (Anita Caprioli), la sua amante “on-line” e la musica cattura.
Tra gli “altri”, i più significativi: Antonio Catania, volto noto più del nome per molte commedie (“Mediterraneo”, “Così è la vita”, solo alcuni dei titoli) e bravo attore destinato, ahimè, a ruoli secondari; Anita Caprioli, da segnalare e ricordare, che ha già comunque un curriculum di tutto rispetto: cinema, teatro, tv.

Film grazioso che fa parte di un’evoluzione encomiabile. Ottime le intenzioni del regista Verdone, che potrebbero presagire ad una probabile scelta “esclusiva” in questa veste.

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