Locandina Melissa P.

Titolo Originale: Melissa P.
Nazione: Italia/Spagna/USA
Genere: Drammatico, Erotico
Durata: 100′
Data di uscita: 18 Novembre 2005
Regia: Luca Guadagnino
Sceneggiatura: Barbara Alberti, Cristiana Farina, Luca Guadagnino
Cast: María Valverde (Melissa P.), Letizia Ciampa (Manuela), Primo Reggiani (Daniele), Fabrizia Sacchi (Daria), Geraldine Chaplin (Nonna Elvira), Nilo Mur (Marco), Elio Germano (Arnaldo)
Produzione: Francesca Neri
Fotografia: Mario Amura
Scenografia: Gianni Silvestri
Costumi: Antonella Cannarozzi
Musica: Lucio Godoy
Montaggio: Walter Fasano

Visione: V.M. 14 anni
Tratto dal libro 100 colpi di spazzola prima di andare a dormire di Melissa P.

Recensione

Chi scrive non conosce il diario di Melissa e non può parlarne. Si limita a presumerlo il racconto fortemente sensuale di un palliativo per una ferita profonda e ad ammirare la fantasia erotica che, purtroppo a fin di proprio male, scaturisce dalla vitalità di una sedicenne. Se tale non fosse, niente ne avrebbe vietata un’interpretazione più estesa: scelta impegnativa, il grande schermo.

Il film non è così, poiché del film si tratta. Non ci si immedesima nel dolore, non si avverte il piacere che lo riscatta o la sensualità esasperata da carenza affettiva: si osserva solo lo squallore conseguente prendendo atto delle cause.
La qualità dell’impostazione ha il suo peso: doppiaggio e dialoghi poco naturali, musica in scarsa sintonia con le immagini, alcune riprese che tentano l’originalità con una dinamica stravagante. La narrazione è sotto forma di diario ma senza tutti gli spunti che potrebbero derivarne; gli atteggiamenti vanno dal perverso all’infantile, con poca logica; le cause di scelte autodistruttive sono semplificate, banalizzati i momenti erotici necessari.

Pur avendo in sé un ulteriore messaggio, il film dimostra la difficoltà di proporre il sesso nel suo valore, senza svilirlo solo perché lenitivo di altre necessità; non lo rende eccitante come senza dubbio è stato, pur partendo da basi sbagliate, non ne trasmette credibilmente ragioni e sensazioni, è frettoloso.

María Valverde è Melissa, dal fisico acerbo e anomalo rispetto ai correnti canoni di perfezione, dalla bellezza non convenzionale, intrigante; Fabrizia Sacchi è la distratta madre Daria, curiosamente al centro dell’unico coinvolgimento emotivo. Per il resto non rimane che dispiacersi dello spreco di Geraldine Chaplin per la sua partecipazione lusinghiera e potenzialmente di altro livello.

Argomento troppo delicato per essere trattato sulla scia di un fenomeno editoriale, difficile invocare l’ombra della censura per i limiti del risultato. Si può fare senza.

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