Locandina Notte prima degli esami

Titolo Originale: Notte prima degli esami
Nazione: Italia
Genere: Commedia, Romantico
Durata: 100′
Data di uscita: 17 Febbraio 2006
Regia, Soggetto e Sceneggiatura: Fausto Brizzi
Cast: Giorgio Faletti (Prof. Martinelli), Cristiana Capotondi (Claudia), Nicolas Vaporidisù (Luca), Sarah Maestri (Alice), Chiara Mastalli (Simona), Andrea De Rosa (Massi), Eros Galbiati (Riccardo), Valeria Fabrizi (Nonna di Claudia)
Produzione: Fulvio Lucisano

Visione: film per tutti

Recensione

Il revival colpisce con la sua atmosfera edulcorata più o meno vent’anni dopo, giocando sulla nostalgia dei “grandi” e la scoperta dei giovanissimi: c’erano una volta GliAnniOttanta.
Non relegabile ad un commento finale la colonna sonora è la protagonista, diretta con il riascolto (Duran Duran, Europe) e indiretta con semplici citazioni (Spandau Ballet, Madonna, Vasco Rossi) e parla per bocca di brani di un “ideale” 1987, riproducendo in realtà il periodo con poca fedeltà cronologica; è insomma imprecisa, ma si può perdonare per pezzi come Save a prayer o The final countdown; la scelta per le canzoni italiane va invece a testi emblematici (Cosa resterà degli anni Ottanta) o è un astuto pretesto per titolo e trama del film (Venditti).

Il coivolgimento emotivo è più o meno accentuato a seconda della fascia generazionale, la visione è spensierata. Volti e nomi di matrice televisiva (Daniela Poggi, Edoardo Costa, Ric) e altri affermati attori di ogni tempo (Valeria Fabrizi) in grado di nobilitare anche il film leggero, non tolgono lo scettro dei protagonisti ai giovanissimi. Così Luca, Claudia, Massi, Riccardo giocano in squadra con caratterizzazioni personali inconfondibili.
Menzione a parte merita Giorgio Faletti, nel ruolo di azzeccata e inedita “carogna” della peggior specie della classe insegnante. Piacevole scoperta, la sua cattiveria, finché non si smorza per addolcire inutilmente un personaggio perfetto, così com’era.

I jeans, fianco largo e caviglia stretta, o le auto (d’epoca, si può dire?) fanno da piccoli promemoria, anche se manca l’accento sulla griffe, allora di gran peso specie negli ambienti meno eleganti.
Il racconto di Luca parla poco di momento storico collettivo, nonostante i cambiamenti mondiali di quegli anni: i crucci dei maturandi sono quelli personali, superficiali o esistenziali; le battute possono sfiorare la grossolanità però con esiti divertenti.

“Carino!”, dice la gente, uscendo dalla sala. E’ un film per ridere e per ricordare, una generazione dopo, com’erano felici quei ragazzini coi loro problemi; è di un livello dignitoso ed è diretto ad un pubblico di ogni età.

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