Locandina Oliver Twist

Titolo originale: Oliver Twist
Nazione: Gran Bretagna / Repubblica Ceca / Italia / Francia
Genere: Drammatico
Durata: 130′
Data di uscita: 21 Ottobre 2005
Regia: Roman Polanski
Cast: Ben Kingsley (Fagin), Barney Clark (Oliver Twist), Jamie Foreman (Bill Sykes), Harry Eden (Dodger “il Malandrino”), Leanne Rowe (Nancy), Lewis Chase (Charley Bates), Edward Hardwicke (Mr. Brownlow), Jeremy Swift (Mr. Bumble)
Sceneggiatura: Ronald Harwood
Produzione: Robert Benmussa, Roman Polanski, Alain Sarde,Timothy Burrill
Fotografia: Pawel Edelman
Scenografia: Allan Starski
Costumi: Anna B. Sheppard
Musica:Rachel M. Portman
Montaggio: Hervé de Luze

Dal romanzo di Charles Dickens

Recensione

Un inizio senza orpelli, paesaggio su tela sotto i titoli di testa e musica briosa; poi come schizzi a china prendono forma i vicolacci londinesi, come disegni a olio le strade attraversate da carrozze in corsa e le dorate scene campestri; l’alba e il tramonto sono quadretti bucolici o visioni semi-oniriche tra le guglie sui tetti di Londra. E ancora quegli stessi tetti, scivolosi e fradici, simili a stupendi fondali teatrali, lucidi dalla luna. Cinema, pittura… arte.

Se tale è l’origine letteraria, questo non è unicamente un film per ragazzi. Polanski non ha paura di far paura, né se ne compiace. L’ambientazione storica è precisa nelle ricostruzioni e nel diverso approccio all’allora brevissima età infantile; non si sguazza nel dolore per suscitare pietà ma perché è cronaca, di una violenza invisibile e conosciuta.
Con la tensione che trasmette a chi, come noi, è viziato da adattamenti bonari, il regista non solo ripropone l’opera schietta ma la illustra con efficacia visiva in personaggi grotteschi (Fagin) o in anime perdute (Nancy). Due gli aspetti riconducibili al destino di ognuno: le avversità e il senso di un’onestà che paga forse per caso e la sincera gratitudine per personaggi corrotti, dopo il rifiuto dal mondo dei “buoni”. Bene-male: il confine è sul filo, cosìcché è ironica e più incisiva la critica di Dickens a convenzioni, istituzioni, giustizia.

Ben Kingsley forse non protagonista effettivo, lo è nella maschera sfigurata di Fagin e nella rappresentazione grandiosa del farabutto dalla vigliaccheria innata accanto a Barney Clark, mite quanto occorre a rendere il piccolo Oliver cio che è, un protagonista suo malgrado.
Jamie Foreman e Leanne Rowe, cioè Bill e Nancy sono due facce della stessa “vita scellerata” ed efficaci interpreti di durezza e di pietà; il giovanissimo Harry Eden, Dodger “il Malandrino”, è un riuscito esempio di attraente cattiva compagnia.

Film coinvolgente, con grande rispetto del romanzo, non privo di satira alle autorità dell’epoca. Non per piccini, piuttosto per appassionati di letteratura d’altri tempi e di cinema di alta qualità.

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