Locandina Prime

Titolo Originale: Prime
Nazione: Usa
Genere: Commedia, Romantico
Durata: 105′
Data di uscita: 10 Febbraio 2006
Regia e Sceneggiatura: Ben Younger
Soggetto e Sceneggiatura: Stephen Jeffreys
Montaggio: Kristina Boden
Scenografia: Mark Ricker
Fotografia: William Rexer
Musica: Ryan Shore
Costumi: Melissa Toth
Cast: Uma Thurman (Rafi Gardet), Bryan Greenberg (David Bloomberg), Meryl Streep (Lisa Metzger)
Produzione: Jennifer Todd, Suzanne Todd

Visione: film per tutti

Recensione

E la donna di ghiaccio… un bel giorno si sciolse. Così Uma Thurman fu nuova, in un temperamento fragile e sentimentale, nell’accezione migliore del termine, in una rivelata simpatia e in una femminilità meno inarrivabile, più seducente.
D’altro canto l’Attrice, Mrs. Streep, con la sua enfasi dell’interpretazione drammatica perpetrata a rischio di identificarla in uno schema senza appello, stavolta sorprendente lei pure, tirò l’indeciso in sala per la giacchetta con la promessa di farlo ridere, tacendo dei risvolti che lo avrebbero indotto a riflettere. Sulla stravaganza della normalità, per esempio, mentre adesso con sollievo ilare questi si chiede chi gli ricordino la carismatica e trepida neo-single e la signora occhialuta, ingrassata e familiarmente ridicola. L’orsa maggiore e l’orsa minore, chi l’una e chi l’altra?

Un trailer e una trama, se resa in sintesi, che ingannano: i contenuti sono delicati ma la difficoltà si aggira facilmente allorché il cinema riesce nella consueta magia, l’immedesimazione.
Tolte le gags di alcune sedute di analisi con largo spazio al doppio senso, prevedibili in un film complessivamente leggero, riesce il tentativo di equilibrio tra la comica e il serio: commedia, la parola. La vena romantica e non sdolcinata consente di alleggerire senza cadere nel ridicolo, i passaggi musicali sono d’impatto ma non melensi, lo svolgimento è spedito e un buon interprete maschile (Bryan Greenberg) ha la capacità di bilanciare le due “regine”. Nessuno ruba la scena a nessun’altro.
Senza novità clamorose il montaggio è moderno, nelle sequenze di scene “sganciate”, in immagini che si ripetono o si soffermano. A onore di una trattazione intelligente di temi e situazioni intime anomale rispetto al pensiero comune, non c’è traccia di volgarità: finalmente si sorride della realtà serenamente, senza presentarla come paradosso.

Film carino e ben fatto, giusto nei tempi, negli spazi reciprocamente concessi; gli interpreti sono nella loro forma migliore e, in barba ai piccoli snobismi, piacevolmente spiritosi.

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