Locandina Ricordati di me

Titolo originale: Ricordati di me
Nazione: Italia
Anno: 2003
Genere: Drammatico
Durata: 100′
Regia: Gabriele Muccino
Cast: Monica Bellucci (Alessia), Fabrizio Bentivoglio (Carlo), Lauta Morante (Giulia), Silvio Muccino (Paolo), Nicoletta Romanoff (Valentina), Gabriele Lavia (Alfredo), Enrico Silvestrin (Stefano Manni), Silvia Coen (Elena), Amanda Sandrelli (Attrice)
Soggetto e sceneggiatura: Gabriele Muccino/Hidrun Schleef
Fotografia: Marcello Montarsi
Musiche Originali: Paolo Buonvino
Visione: film per tutti

Recensione

Muccino ci racconta la fragilità dei rapporti umani: protagonisti diversi, tutti ugualmente infelici senza causa apparente, vittime fin troppo facili di qualsiasi fulmine a ciel sereno.
Il contenuto non è dei più originali, quindi, ma il film, voce narrante su scene vivaci e dal sapore attuale, sviluppa gli eventi in modo rapido e chiaro, con un gradevole intreccio di storie differenti. L’impostazione “leggera” rivela profondi drammi del quotidiano: niente giudizi ovvii ma solo la realtà, superficiale o crudele, attraverso differenti chiavi di interpretazione.

Azzeccati gli interpreti. Fabrizio Bentivoglio è Carlo, “addomesticato” sognatore in balia del destino, che incolpa dei suoi fallimenti come scrittore, marito, amante: l’interprete di Marrakech Express e Denti, si ripropone con verosimiglianza nella tristezza dell’uomo dal sorriso forzato e dagli occhi malinconici.
Laura Morante incarna il rimpianto di Giulia, la rinuncia ai suoi sogni, la sua difesa di una perfezione fasulla, ed è lei, la musa di Nanni Moretti, che più convince. Giulia tiene unita una famiglia da sola, minaccia il suicidio di fronte all’abbandono, è irruenta nel dolore e nel desiderio: una donna ingombrante, se non si sente amata. E affascinante quanto l’antagonista, Alessia (Monica Bellucci): un “soggetto” del desiderio credibile e umano, con cui la Bellucci si riscatta, in parte, dallo stereotipo di bellissima sopravvalutata.
Silvio Muccino, (L’ultimo bacio, che ne sarà di noi), è il figlio Paolo, perdente e insicuro, problematico ruolo ad hoc per il giovane, di età e di mestiere, fratello del regista; totale assenza di valori, e niente scrupoli per la sorella Valentina, interpretata con grinta e sfrontatezza dalla debuttante Nicoletta Romanoff; da non dimenticare la partecipazione illustre di Gabriele Lavia (è Alfredo) e l’apparizione di Amandra Sandrelli nella parte dell’attrice, collega di Giulia.
Musiche originali di Paolo Buonvino, brani e voci molto note, per tutte le età, costituiscono la colonna sonora, tra cui Francoise Hardy (Des ronds dans l’eau), Lucio Dalla (Anna e Marco), Gery Halliwell (Look at me) e la versione personalissima, di Elisa, di Almeno tu nell’universo, di Mia Martini.

Il film è scorrevole, di durata non eccessiva, nella giusta misura coinvolge ed emoziona.
I temi sono anche profondi (crisi di rapporti, carenza di valori, rimpianti, desideri, dolore e cinismo), ma resi in maniera accessibile. Senza grandissime pretese, ma gradevole.

0 Commenti

Lascia un commento

Lascia il tuo commento

Lascia un commento