Locandina The Libertine

Titolo Originale: The Libertine
Nazione: Gran Bretagna
Genere: Drammatico
Durata: 130′
Data di uscita: 10 Febbraio 2006
Regia: Laurence Dunmore
Soggetto e Sceneggiatura: Stephen Jeffreys
Montaggio: Jill Bilcock
Scenografia: Ben van Os
Fotografia: Alexander Melman
Musica: Michael Nyman
Costumi: Dien van Straalen
Cast: Johnny Depp (Conte di Rochester), John Malkovich (Re Carlo II), Samantha Morton (Elizabeth Barry), Rosamund Pike (Elizabeth Malet), Tom Hollander (George Etherege), Jack Davenport (Harris), Johnny Vegas (Sackville), Kelly Reilly (Jane), Richard Coyle (Alcock), Produzione: Russell Smith, Lianne Halfon, John Malkovich

Visione: V.M. 14 anni

Recensione

Se il nome confonde il gioco del ruolo e dell’attore, l’anima nuda proiettata sullo schermo mostra senza inganno chi fosse il solo a potergli dare vita: Johnny è Johnny, che vive un secolo sporco, nei corpi e nelle stradacce infestate dai topi, nondimeno nella morale di fustigatori di costumi dissoluti; lui, di morale privo ma non da questa totalmente libero, impopolare per scelta originale e per ricerca sfrenata di sensazioni comuni a lui sempre negate.

Il linguaggio aulico e osceno, più scandaloso di ciò che non si vede, staglia il quadro con volgarità ricercata, realistica in certi ambienti dell’epoca. Vere sono l’oscurità che domina la capitale fumosa, la nebbia della campagna inglese, il teatro e ogni riparo al lume di candelabri e ceri mozzati; vere le voci, che risuonano in un porticato di archi o che a malapena si impongono sulle tavole del palcoscenico; veri gli uomini e donne lerci di corte e di bordelli, vera la politica, che va a braccetto con l’intelletto spregiudicato altrimenti inviso, mentre questi trattiene (o finge?) conati di vomito.
La maschera di questo libertino, sia pure di sangue e di piaghe, è l’elogio del vizio senza la solarità dei sensi, il lato oscuro del Casanova dedito all’amore “esclusivo” per mille donne, il cinismo inevitabile ma forzato allorquando incontri una femminilità inedita, più pura. O forse solo cinica suo pari.
Il dubbio dove non c’è morale così s’insinua e chiede conto di una contropartita, in cambio della rettitudine sacrificale. Perché un così unanime plauso di approvazione per la rinuncia?
Rammarico e sorpresa…: “Vi piaccio adesso?”

La ricostruzione tecnicamente coerente e la fotografia privilegiano luci cupe, antiche e verosimili in una Londra putrida e malsana. John Malcovich, già interprete teatrale del ruolo protagonista, è il sovrano Carlo II, non altero ma sapiente politicante in clima di tensione per la minaccia cattolica.
Johnny Depp sprezzante, sfigurato, appassionato e gelido dà qui una grandissima prova dimostrando ancora una volta la capacità di distinguersi con scelte mirate e coraggiose, con ragione di risultati eccellenti, come questo.

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